Portafogli d'Investimento Teorici:

domenica 3 marzo 2019

“Books for Dividends”: Parte I
In un contesto di mercati finanziari depressi dal progressivo rialzo dei tassi a livello internazionale, dalla crisi del debito emergente e dalle diatribe doganali… che potrebbero essere forieri di ben peggiori crolli a breve sui mercati con potenziale recessivo, ho deciso di intraprendere una nuova iniziativa.
Books for Dividends: poiché per primo devo resistere alla tentazione di ‘uscire’ il dividendo viene in aiuto (innanzitutto psicologico) del buon ‘cassettista’. E quale valorizzazione migliore di un dividendo (molto piccolo nel mio caso… causa povertà) che non comprarci qualcosa? Ho deciso di comprare un libro ad ogni stacco dividendo, più pregevole quanto più questo stacco sarà dignitoso.
Il mio piccolo investimento nella sicav JPM Global Income ha distribuito un dividendo a fine agosto, e subito, a settembre, è partito l’ordine (si ringrazia paypal per il contributo).
Questo il mio primo piccolo ‘investimento’ in libri:
Mission of Greece e The Pageant of Greece, di R.W.Livingstone, pubblicati dalla Clarendon Press nel 1923 all’interno della serie ‘The Legacy’.
Si tratta di pubblicazioni a mio avviso molto interessanti. Una serie di raccolte di saggi editi negli anni ‘20 e destinati alla working class dell’Impero Britannico, un impero che pur all’avanguardia rispetto ai principali competitors, pur vittorioso nella Grande Guerra (in tutte le guerre a dire il vero) iniziava a vedersi ridimensionato rispetto agli imperi emergenti, e dotati di ben altri tassi di crescita, dell’URSS, degli USA e del Giappone. Una delle cause della decadenza (relativa) britannica è a parere di molti l’istruzione: laddove la Germania e la Francia si erano dotati di recente di poderose infrastrutture scolastiche ed accademiche (ricordiamo la riforma Humboldtiana), laddove un ingegnere o contabile godevano in questi paesi di un indiscusso prestigio e status sociale, l’istruzione britannica rimaneva elitaria, legata ai classici e lontana da una elevazione della cultura tecnico-scientifica.
In questo contesto nascono tentativi, come The Legacy, di portare l’Accademia (eccellenza mondiale, in primis Oxford) alle classi lavoratrici, facendo però ricorso a quello che l’accademia poteva allora offrire: tanta, bellissima, eccellente, cultura umanistica. Ed il TOP della cultura umanistica, poiché i successivi imperi (USA, URSS e gli altri nerd dagli occhi a mandorla), privilegeranno i politecnici, le business school ed altre robe che tra duecento anni appena saranno carabattole ammuffite nello scantinato di qualche museo sfigato che non ha i fondi per la roba seria. Nella serie The Legacy vengono condensati saggi di altissimo spessore, è possibile assistere a disquisizioni sulle Sephiroth e citazioni di traduzioni originali cinquecentesche, ammirare riproduzioni di stampe rare e ricostruzioni di edifici, monumenti, città, scomparsi da secoli. Il tutto in un formato tascabile, con una gradevole rilegatura (che ha resistito eccezionalmente bene all’ultimo secolo, e quindi ho fiducia che sopravviverà ai vari smartphone e grafenate varie). Insomma un piccolo apice culturale, sconosciuto ai più. Di qui la mia scelta.

Nessun commento: