mercoledì 2 dicembre 2020

Costruire un Portafoglio: CAPITOLO 2 - IL RISCHIO DI PORTAFOGLIO

Oggi ero un pò più stanco, ma credo che la nuova puntata del tutorial sia accettabile e spero comprensibile.

Eccoci quindi al CAPITOLO 2, sul RISCHIO di Portafoglio.

Cosa è il rischio del nostro portafoglio? Che natura ha? Come dobbiamo valutarlo e cosa non dobbiamo farci raccontare? Quali criteri sono da tenere in considerazione durante l'investimento?

Spero che il nuovo video vi piaccia: https://www.youtube.com/watch?v=iiMaoE7dXt4

P.C. 02/12/2020

sabato 28 novembre 2020

DAVID: un portafoglio a strategia ribassista

La situazione dei mercati del 2020 ha visto una crescita molto forte della volatilità, al contempo in questa fase i mercati appaiono in forte recupero dopo un decennio di crescita sostenuta da strategie molto accomodanti delle banche centrali.

Mentre queste politiche si sono fatte ancora più potenti nel corso della crisi Covid, l'andamento dei mercati, in forte recupero, è oggi disallineato da quello dell'economia reale. Spesso i mercati anticipano l'economia e quindi un forte recupero economico, ed una crescita delle quotazioni dei mercati sostenute da tassi d'interessi bassi e da bassa inflazione è probabile, una crescita che non vale probabilmente la perdita perdere stando fermi sul conto corrente.

D'altra parte però alcuni indicatori si sono decorrelati in maniera anomala, ho già parlato della forte divergenza tra i settori "Growth" (in primis tecnologici e settori favoriti dallo 'stay at home' da lockdown pandemico) e i settori "Value" (soprattutto energetici, immobiliare, viaggi e turismo devastati dall'improvviso blocco). Quindi alcune strategie su questa decorrelazione le ho già valutate.

Ma se volessi costruire una strategia che cercasse di sfruttare un potenziale 'crollo', senza rimanere però completamente fuori dal mercato? Prudente quindi, ma con progressivo investimento condizionale.

Dopotutto aluni indicatori economici (che probabilmente lasciano il tempo che trovano, ma aiutano a leggere la situazione) descrivono una situazione dei mercati simile a quella immediatamente precedente alla bolla del Dot Com, ad esempio il cosiddetto "Indice di Buffett" già dal 2019 e ancora di più oggi segnala una situazione simile alla bolla di vent'anni fa per il mercato statunitense.

Da questa valutazione nasce il portafoglio DAVID. Come il biblico eroe con la fionda che colse la sua occasione contro il 'gigante' Golia, questo portafoglio fissa delle soglie progressive crescenti di ingresso nei mercati finanziari in caso di scostamento forte dai prezzi di carico, stabilisce un investimento progressivo (PAC o "Value Averaging") altrimenti.

Sebbene la strategia sia piuttosto semplice e può ispirare metodi con pochi ETF, David -che è un portafoglio esempio, non un modello o un suggerimento d'investimento-, è piuttosto complesso, questo perché ci aiuterà a 'mappare' il funzionamento della strategia ed a comprenderla.

Il Portafoglio, come DEMETRA (che si basava invece sulla contrapposizione Value/Growth) è diviso in 5 sotto-portafogli.

Il Portafoglio CORE:

E' la base del nostro portafoglio, 4 ETF a distribuzione (gli unici che alimenteranno con i dividendi la riserva di liquidità) su cui in ogni caso ad ogni rendiconto periodico è previsto un investimento progressivo (PAC) di 1000 euro. Si basano sull'azionario MSCI World, e su 4 azionari piuttosto 'dinamici': titoli stato USA (quindi valuta dollaro), obbligazionario high yield (quindi alto rischio credito) e obbligazionario paesi emergenti.

Sono fissate delle soglie x2 x3 e "ALL IN" ed un "Massimo Investibile". Laddove durante una revisione periodica il prezzo attuale dell'investimento fosse al di sotto di una di queste soglie:

x2 --> L'investimento periodico sarà raddoppiato a 2000 euro

x3 --> L'investimento sarà triplicato a 3000 euro

ALL IN --> tutta la differenza tra il valore attualmente investito e la soglia "Massimo Investibile" viene investita, finché c'è liquidità disponibile.

Il Portafoglio Diversificato:

Questa seconda parte del portafoglio è composta da indici diversificati, che vanno su mercati diversi di notevoli dimensioni. Laddove ci fosse ancora liquidità disponibile DOPO aver lavorato il portafoglio CORE si confronterà per ogni ETF (questi sono tutti ad accumulo) il valore attuale con le sue soglie. Il PAC non è automatico come nel primo caso, ma esiste anche una soglia x1: il PAC di 1000 euro viene effettuato SOLO se il prezzo attuale è sceso almeno a tale livello.

Il Portafoglio Settori/Zone/Strategie:

Questo terzo portafoglio viene lavorato dopo il precedente. Funziona allo stesso modo, ma è composto da ETF settoriali, con particolari strategie o focalizzati in alcune zone a volatilità storicamente più alta degli indici più diversificati.

Il Portafoglio MegaTrend:

Questo quarto portafoglio viene lavorato dopo il precedente, e contiene degli ETF tematici ancora più volatili, che strizzano l'occhio alla metodologia 'MegaTrend'. La differenza tra questo portafoglio e i precedenti è che la base di investimento per asset non è 1000 euro ma di 500.

Il Portafoglio a Leva Finanziaria:

Qualora ci fosse ancora liquidità disponibile e vi fossero forti oscillazioni si lavorerà anche questo insieme di 3 ETF particolarmente volatili, a leva, che puntano a cogliere particolari "picchi".


Come funziona il "Massimo Investibile": ogni ETF ha un suo massimo rispetto al portafoglio totale. Nel caso durante una revisione si fosse superato tale massimo le quote in eccesso andranno disinvestite alimentando la liquidità disponibile. Nel caso in cui si dovesse investire una quota che porterebbe il controvalore investito oltre il massimo si investirà solo quanto necessario ad arrivare al massimo.


REVISIONI PERIODICHE:

Il portafoglio ha senso, per cogliere eventuali "flash crash" stile 2020, se il controllo viene effettuato con una certa frequenza. Quindi la revisione è fissata un mese sì ed un mese no, finché la soglia della liquidità è superiore al 10%.

Qualora il bacino di liquidità scendesse sotto questa soglia lasceremo "lavorare" il portafoglio per 10 mesi.

L'orizzonte temporale è fissato a 6 anni (fino a fine novembre 2026). Eventualmente prorogabile di 2 anni nel caso in cui lo scenario fosse avverso (esempio se ci fosse stato un crollo poco prima del termine).

La situazione iniziale di DAVID appare essere la seguente:

La prima revisione è prevista a fine gennaio 2021.

P.C. 28.11.2020

giovedì 26 novembre 2020

5 minuti d'ilarità...

Proseguono le disavventure dei nostri consulenti con la nuova vignetta di oggi: "Il Novellino", colui che giunge fresco di formazione e deve essere inquadrato nel giusto 'spirito' ed orientato al risultato.


P.C. 26-11-2020

martedì 24 novembre 2020

DAMOCLE: trimestre invariato per il 'Prudente' ad Alto Rendimento "QQQRevised"

Damocle è un perfetto esempio di portafoglio a 'strategia', che ho al contempo bilanciato per profilo di rischio (nasce come 20% azionario, quindi tendenzialmente "Prudente" ad Evoluzione) e per valuta (parzialmente, al 40% diciamo) nei suoi asset.

In questi 18 mesi ha mostrato eccezionale stabilità ed un tasso di crescita (trainato dai tecnologici come in molti blasonati fondi che 'hanno battuto il benchmark') intorno al 10% annuo, ben al di sopra di quello di un bilanciato Prudente nell'era dei tassi zero.

In effetti alcune concentrazioni di rischio (il rischio tematico sui tecnologici, il rischio valuta sul dollaro) mi hanno portato a qualificare Damocle più come un Moderato che come un Prudente.

L'estremo interesse di questo portafoglio (che lo rende a mio parere proponibile anche per un patrimonio consistente) è il possedere una strategia ad evoluzione (che quindi si avvantaggia dell'orizzonte temporale) che basa la sua redditività su fonti di NATURA diversa oltre che tendenzialmente decorrelate: interessi su debito emergente, su debito USA, interessi su conti di deposito, rendimento da Gestione Separata assicurativa e poi ovviamente l'azionario USA-Tech.

Nel trimestre trascorso tra il 24.08.2020 ed il 24.11.2020 Damocle ha mostrato la presente performance:


Andando ad accumulare i dividendi distribuiti da titoli di stato USA, Nasdaq, bond emergenti e conto deposito otteniamo una performance di fine trimestre simile:


Notiamo che il rendimento di portafoglio è +14,53%, DAMOCLE quindi non ha guadagnato nulla negli ultimi tre mesi.
La cosa è particolarmente interessante per un portafoglio che non ha smesso di generare crescita neppure tra gennaio ed aprile, in un periodo in cui i settori più penalizzati dal flash-crash del 2020 hanno riportato recuperi a 2 cifre.
E' forse il momento buono per iniziare una strategia QQQRevised? Oppure la spada sulla testa ha iniziato ad ondeggiare lentamente?

Lo scopriremo al prossimo rendiconto trimestrale di febbraio.

P.C. 24.11.2020

venerdì 20 novembre 2020

L'opportunità di associare investimenti azionari in un portafoglio a distribuzione di ETF obbligazionari

La quota di azionario da valutare in un portafoglio d'investimento dipende dal profilo di rischio e dall'asset allocation che si costruisce, ed a seconda della strategia può anche essere fissa o variabile.

Nelle mie simulazioni (che non rappresentano portafogli modello, ma servono da esempio per capire alcuni "movimenti") ho simulato portafogli a distribuzione anche con il 10% di azionario. Questo è un momento che sfavorisce un pò, dato una fase storicamente molto bassa di tassi, grandi portafogli a distribuzione completamente obbligazionari.

Al di là di questo tema, tuttavia, in un fondo obbligazionario (in particolare un ETF che replica 'passivamente' l'indice di titoli obbligazionari) la crescita del capitale è data genericamente da:

1- Progressiva riduzione dei tassi: i vecchi bond 'valgono di più' di quelli nuovi con interessi più bassi... teoricamente se il fondo è flessibile il gestore dovrebbe vendere quelli a duration lunga capitalizzando il maggiore capitale nel nominale di bond più brevi e poi fare il contrario quando ci saranno titoli con tassi opportunisticamente più interessanti. Questo non accade negli ETF, ma alla prova dei fatti quale delle due strategie (gestione passiva e obbligazionario flessibile attivo) renda di più lo può dimostrare qualsiasi grafico su morningstar.

2- Gli interessi/cedole. Se le cedole sono distribuite, tuttavia, il capitale, alla LUNGA, rimane in balìa dei tassi, dei costi (che anche se contenuti in un ETF per un iShares JPM USD Emerging Markets Bonds alla fine in 10 anni almeno un 5% lo portano via) etc... al concludersi della maturity dei vari titoli il capitale non può crescere, poiché i titoli sono collocati a 100 e rimborsati a 100... anzi, qualche (seppur rara) insolvenza, i pochi costi di gestione etc... alla lunga dovrebbero erodere. Questo ovviamente non è percepibile ora che siamo al culmine di un trend di progressiva riduzione dei tassi d'interesse: chi da 30 anni avesse un ETF Obbligazionario Europa a distribuzione avrebbe percepito l'interesse in forma di dividendi/cedole E avrebbe un capitale maggiore di 30 anni fa.

3- Fluttuazioni valutarie: se il dollaro sale le obbligazioni in dollari si apprezzano nel nominale. Visto però che abbiamo una moneta più forte della media e che l'effetto negativo è simmetrico, troppa esposizioe valutaria potrebbe erodere più di quanto accresce, nel lungo termine, anche se l'hedging può aiutare.

Questo spiega perché un portafoglio 100% obbligazionario in ETF (quindi passivi) dopo 20 anni se non ricapitalizzo un pò la distribuzione ricevuta (es. aggiungendo ogni tanto quote), tendenzialmente almeno UN PO' (se gli ETF sono ben diversificati probabilmente meno) dovrebbe erodere il nominale.

Ovviamente un minimo di market timing, dato che gli ETF sono ECONOMICI (la solita solfa ce la becchiamo con fondi obbligazionari attivi, ma con più forza se a distribuzione, basta cercarne qualcuno su morningstar per farci un'idea) può aiutare enormemente. Banalmente se avessimo da 15 anni (2005) un ETF High Yield a distribuzione preso per 10000 euro ed avessimo aggiunto 5000 euro a fine 2008 e 3000 a marzo 2020 oggi probabilmente riporteremmo un gain significativo sul capitale (effetto amplificato dai tassi bassi e dalla "fame" di rendimento obbligazionario ovviamente), magari quando risaliranno i tassi torneremo in linea con il capitale iniziale ma con ottimi interessi annui incassati per decenni.

Quindi, considerando questo, nel portafoglio totale a distribuzione, una quota di azionario può essere virtuosa per aiutare a diversificare un tale effetto "erosivo" proprio dell'obbligazionario a replica passiva di cui abbiamo incassato e non capitalizzato il rendimento da interesse.

Personalmente, avendo gestito portafogli anche quasi totalmente di fondi obbligazionari a distribuzione (dovuti ai classici clienti che vogliono le cedole ma assolutamente no all'azionario) ho riscontrato DANNI SERI con fondi attivi che hanno sicuramente distribuito bene, ma tra costi, gabelle e gestione flessibile "commerciale" finiscono dopo 4 anni a -10% (con i tassi che si sono anche azzerati nel frattempo!).

Il punto dell'azionario in un'asset allocation "bilanciata" è ovviamente dosarlo in base alla propria sopportazione del rischio del mercato azionario.

Si noti che parlo di fondi a gestione passiva (ETF), ovviamente un basket di singole obbligazioni prese alla pari o al di sotto e portate a scadenza affronta altre tematiche e problematiche che arrischiano l'eventuale conservazione del capitale (in realtà interne a fondi ed indici, ma nella gestione di fatto diverse).

Ovviamente in orizzonti temporali non molto lunghi (superiori quindi ai cicli dei tassi, che si sono dimostrati anche pluridecennali) ci sono molti altri elementi che incidono nel valore nominale degli indici obbligazionari e che possono farli salire (come in questo periodo storico) o deprimerli (come nel caso di una progressiva uscita da una situazione a tassi zero).

P.C. 20/11/2020

giovedì 19 novembre 2020

CARONTE: +5% in 3 mesi per l'immorale portafoglio "VICEX"

Tre mesi fa mi sono divertito a simulare un portafoglio anti-ESG, un VICEX, che focalizzasse gli investimenti in tutto ciò che c'è di peggio nel mercato azionario mondiale: armi, droga, gioco d'azzardo, sfruttamento, inquinamento.

Ovviamente è solo un'operazione goliardica per fare eco al grande boom degli ESG (fondi che molti consulenti "devono" proporre spintaneamente perché a budget). Cosa è accaduto al nostro portafoglio 'del male' con le elezioni americane, dove ci sta traghettando Caronte? Verso il gain o verso la catastrofe finanziaria?

La situazione al 19.11.2020 è la seguente:


Vediamo che la sconfitta dei repubblicani alla Casa Bianca sembra essere stata un brutto colpo per i mercanti di armi: -18% H&K, -3% Lockheed Martin, -7% Grumman, -5% BAE System, -2,78% Leonardo, -12,79% Serco, -8% Cameco con il suo uranio. Le droghe non sembrano essere andate molto bene ugualmente in questo trimestre, persino Pfizer, con il suo vaccino, è un pò sotto...

Caronte però è un portafoglio diversificato e multi-asset, la ripresa dei trasporti, la salita dei bond, ma soprattutto il boom di superalcolici, gioco d'azzardo, finanza creativa e propaganda sembra plaudire al risultato elettorale USA e alle prospettive future sull'economia (dark economy in questo caso).

Il risultato è un ottimo +5% su base trimestrale, il capitale è cresciuto 5000 euro... se continuassimo così avremmo un +20% su base annua con un 80/20.

Ovviamente questo trimestre non faccio operazioni... i 285 euro di cedole e dividendi netti accumulati (anche per colpa delle varie doppie tassazioni dei dividendi) li lascio sul conto corrente fino a febbraio 2021, in cui è previsto il prossimo rendiconto trimestrale.

P.C. 19.11.2020

domenica 15 novembre 2020

DEDALO: +5,14% in 7 mesi per il portafoglio obbligazionario prudente

Siamo giunti alla seconda revisione di Dedalo, un portafoglio obbligazionario (la piccola quota di azionario serve per 'valorizzare' cedole e interessi) basato sulla lunga maturity.

Come possiamo osservare la brusca immissione di liquidità ha guidato verso l'alto gli asset a maturità lunga selezionati per Dedalo:


La performance dei primi 7 mesi è del +5,14%, anomala (verso l'alto) per un portafoglio che ha un 10% di azionario e oltre la metà ferma sul conto o in conti deposito (liquidità).

In questa fase io, da ipotetico gestore, non me la sento di espormi eccessivamente ed ulteriormente verso obbligazionari a maturità lunga. Come artigiano/giardiniere vado solo a potare qualche foglia quà e là, ma su un portafoglio del genere del lavoro da fare c'è sempre.

Abbiamo accumulato 1024,78 euro di cedole ed interessi (dal conto deposito da 25000 scaduto) che vado ad investire, come previsto, nel Vanguard All Country World Index, di cui sottoscrivo 13 quote.
Questo è previsto nella strategia iniziale di portafoglio.

Spendo 2500 euro per dei minimi arrotondamenti nelle obbligazioni Ford, Xerox e Theva Farm che, per una svista, erano sottoscritte sotto il taglio minimo (2000), visto che è una simulazione non me ne preoccupo troppo, avessi davvero eseguito gli ordini ovviamente me ne sarei accorto.

Ora...
...il mio problema è che ho delle obbligazioni che sono arrivate a rendimento zero (che le tengo a fare, visto che un conto deposito comunque mi rende di più?) ed il portafoglio di 'copertura' che ha fatto il lavoro suo ed ha un pò di segni rossi.

Si badi come opera il consulente in questo caso:

1- Per prima cosa vendo Lyxor Btp Daily -2x Inv in perdita a 1656,88 e Comstage Bund-Future Short a 2017, oltre a Wisdomtree Wheat a 2275,4. Questa operazione, al costo di 15 euro (ipotizzo sempre che pago 5 euro ad eseguito sugli ETC) mi genera minusvalenza fiscale per 560,4 euro.

2- Il bello di DEDALO è che è costruito con strumenti ad efficienza fiscale. Vado quindi a rimborsare le foglie secche che, alle attuali quotazioni, hanno rendimento residuo zero. Vendo Goldman Sachs 1,625% Lug2026 Eur a 3276,2 per prima (assorbendo la minus più 'pregiata' al 26%) e poi vendo Ireland TF 0,4% per 8471,1. Anziché una plusvalenza di 760,5 ho solo 200,1 di plusvalenza, e qui ci pago solo il 12,5% in pratica ho pagato solo 25,01 euro di tasse!

3- A questo punto ricompro gli asset del mio portafoglio di copertura: 200 Lyxor BTP Daily 2x per 3021,6 e 50 Comstage Bond-Future Short per 2527,5.

4- Investo 60000 euro (ricordiamo che è scaduto un conto deposito da 25000, oltre ai proventi delle vendite) nel Viviconto Extra Vincolato 1,25% a 12 mesi, che scade il 15 novembre 2021.

Il risultato finale è il seguente:
La prossima revisione periodica è prevista per metà febbraio 2021, tra 3 mesi, in cui è pianificato il nuovo accumulo nell'indice Nasdaq100.

P.C. 15.11.2020

giovedì 12 novembre 2020

Costruire un Portafoglio: CAPITOLO 1 - L'ORIZZONTE TEMPORALE

Ed eccomi al primo capitolo del mio Tutorial sulla costruzione di un portafoglio d'Investimento.

Nel Capitolo 1 parliamo del primo parametro da stabilire: l'Orizzonte Temporale del nostro portafoglio. Cosa è l'orizzonte temporale, che senso ha, quali sono gli orizzonti temporali che posso valutare e che caratteristiche hanno.

Spero vi piaccia: https://youtu.be/nbQnFrYuULs

Buona visione.

Allego a questo video il secondo episodio della mia serie di vignette "Consulenti", la cui lettura, già mi auguro divertente nell'immediato, va secondo me affrontata nuovamente subito dopo aver ascoltato il video:


Ovviamente ogni fatto a persone, fatti specifici è puramente casuale (ma al contempo, avvalendomi di un principio di 'lateralità' degno di Paul Valéry, assicuro che il discorso "alla tua età già ero" e il "toccata e fuga" sono citazioni di esperienze reali).

P.C. 12.11.2020

mercoledì 11 novembre 2020

Costruire un Portafoglio, INTRODUZIONE: Tutorial e Canale Youtube

Mi rendo conto che seguire questo Blog, per quanti sforzi faccia per dargli uno stile un pò accattivante, può essere difficile ed indigesto per molte delle persone cui la dimestichezza con queste tematiche potrebbe risultare più utile.

Ho quindi deciso di provare ad associare al Blog un canale Youtube, con interventi e commenti video che mi auguro possano risultare apprezzabili e di più immediata fruizione.

Per prima cosa ho iniziato a redigere un Tutorial sul metodo per creare e gestire un portafoglio d'investimenti. Oltre all'introduzione, che trovate qui: https://youtu.be/ILWde1Lz-pk si comporrà di 6 capitoli che cercherò di contenere in una durata di pochi minuti.

Pur essendo un lavoro ovviamente amatoriale, hobbistico e privo di scopo di lucro, mi auguro che qualcuno lo trovi utile ed interessante e che voglia diffonderne i contenuti.

Sì, lo so, nell'Introduzione l'inquadratura è venuta un pò male, quindi lascio qui degli screenshot centrati delle due slide:

Sono ovviamente graditi commenti, suggerimenti, incoraggiamenti e critiche costruttive. Magari quando avrò più energie rifarò anche i capitoli venuti in maniera un pò imperfetta.

Nei video cerco di tenere un approccio colloquiale, informale, di venire "al sodo". Il che è alle volte il contrario di quello che fanno molti consulenti, che ricevono nell'ufficio, con la segretaria, che si danno un'immagine di grande professionalità e di 'rango' per essere riconosciuti come tali.

Il mio obiettivo però è la comunicazione, non il vendere qualcosa, se non il contenuto ed il concetto, non correggo troppo neppure la calata romana poiché a mio avviso rende un pò quell'idea di 'disillusione' di voler andare oltre, di voler capire e padroneggiare il concetto ma scendendo un pò dal piedistallo.

Buona visione.

P.C. 11.11.2020

sabato 7 novembre 2020

Seguire il Trend?

Mai come nell'anno 2020 la decorrelazione tra asset è passata da zero a mille in poco tempo. Dal 2015 assistiamo ad un mercato fortemente condizionato da stimoli economici, politiche ribassiste sui tassi e saltuari contrasti internazionali. 

In fasi di rialzo dei tassi come il 2018, come ho ampiamente osservato in altri interventi, tutto è andato giù salvo pochi asset (spesso valutari), in fasi come il 2019 abbiamo avuto al contrario una crescita di tutto: titoli di Stato, oro, tecnologici, azionari più tradizionali, bancari, immobiliare... tutto.

Nel 2020 una crisi sanitaria globale è intervenuta a cambiare le carte in tavola. Banalmente c'è chi ha sopperito alla mancanza di altri servizi, grazie a servizi a distanza, servizi digitali, tecnologici, in streaming etc... e chi ha chiuso, lavorato pochissimo, sospeso il turismo, svuotato gli uffici etc... Sui mercati la liquidità immessa (record) ha causato una fortissima decorrelazione tra asset: se alcuni sono crollati a inizio pandemia ed hanno recuperato poco o nulla, altri sono andati alle stelle ed hanno macinato record storici.

La "gestione attiva" spesso sfrutta questi 'trend' rialzisti proponendo strategie d'investimento che 'seguono il trend'.

Ecco, il mio ammonimento è valutare che, per il risparmiatore medio (non parlo del trader che piazza opzioni su Tesla) questo equivale ad andare a collocarsi, in cerca di una 'freccetta verde euforizzante ed immediata' in investimenti TEMATICI il cui ciclo di crescita e discesa è storicamente MOLTO più lungo dei normali settori azionari, e soprattutto andare a collocarcisi tendenzialmente quando questo è già in una fase di salita record, stellare quest'anno.

Questo "METODO" è commercialmente prezioso per le società d'investimento perché gli consente di fare tre cose:

1- Mostrare che loro hanno un senso, dando 'valore' aggiunto tramite 'gestione attiva' e selezione qualitativa. Il risparmiatore, anche un pochino pratico di mercati, cui negli ultimi mesi il consulente ha consigliato di andare sulle energie rinnovabili (il iShares Clean Energy ha fatto +70% da inizio anno) gli riconoscerà uno sforzo selettivo di un settore che mostra 'sorprendente crescita' molto ''buono''. Qui non si entra nel merito se lo sia oppure no.

2- Riuscire a dare degli argomenti commerciali a chi fa consulenza: un discorso basato sui settori più promettenti, con la crescita più di 'successo' appare professionale ed allettante rispetto ad un noioso ragionamento su statistiche, indici, e percorsi di 'lungo termine' ("quando lo vedo il mio risultato?" "in 5-7 anni... campa cavallo" "Nell'ultimo trimestre la crescita è stata del +23%... altro effetto").

3- Sulla carta scrivono "i rendimenti precedenti non sono indice delle performance future", ma nella prassi per prima cosa ci mostrano i rendimenti degli ultimi 3-5 anni, che appaiono come una 'garanzia'. Anche il ragionamento mentale, il BIAS, che innescano è semplice ed efficace "questo titolo va tanto bene... e che inizia a scendere proprio quando lo compro io?"

Cercherò però di mostrare con un semplice esempio perché è FACILE creare questi prodotti adatti, per una società di gestione del risparmio, per una banca/rete collocatrice e per il venditore finale, ad assolvere alla funzione dei punti 1-2-3. Non ci vogliono compagnie blasonate... vogliamo battere il benchmark e creare un bel ''portafoglietto tematico accattivante''? Ci pensa Bowman.

Simuliamo due portafogli azionari.

Il primo lo chiamiamo AZIONARIO GLOBALE, ed investe nei principali indici di mercato tramite ETF con un lungo storico:

30% Lyxor MSCI Europe

25% SPDR S&P500

15% Lyxor MSCI Emerging Markets

15% SPDR MSCI Japan

15% Lyxor MSCI All Country World Index

In questo semplice ed efficiente portafoglio copriamo molte economie diverse, riproduciamo enormi capitalizzazioni di mercato, investiamo in tutti i settori economici. Rispetto ad un investimento "All Country World Index" (azionario globale puro) bilanciamo la presenza europea, anche per questioni valutarie, abbassando il rischio valuta se non al 50%, massimo ad un 60% del totale.

Il secondo portafoglio invece è basato sulle mie aspettativa di crescita in settori tematici in parte sottovalutati al momento (possibilità di recupero) in parte allettanti per le ultime performance. Lo chiamiamo BOWMANTREND, e lo riproduciamo sempre in maniera efficiente tramite ETF:

35% iShares Global Clean Energy

10% iShares Diversified Commotity

25% Lyxor Euro Stoxx 50

15% Lyxor Euro Stoxx 50 Leva x2

15% SPDR Dow Jones Global Real Estate

Le Commodity ed il Real Estate hanno ampio spazio di recupero, l'azionario Europa anche, ho scelto le 50 aziende più grande ed anche un'esposizione a leva per fare "il botto" a fine Covid, il Global Clean Energy è il settore del momento (+70% da inizio anno). Come vedete non ho voluto fare il campione utilizzando tutti strumenti che hanno avuto performance eccellenti e basta (cosa che magari un consulente farebbe associando tecnologici, energie rinnovabili, Cina e biotecnologie, magari...).

A questo punto vado a chiedermi, il "Bowmantrend" ha battuto il "Azionario Globale" negli ultimi ANNI?

Nonostante il Covid e i problemi con l'Europa (anche a Leva) assolutamente sì:


Il nostro BOWMANTREND è positivo da inizio 2020, ha recuperato meglio del "bilanciato e perfettino" AZIONARIO GLOBALE ed è in netto guadagno rispetto ad un anno fa. La performance ad 1 anno è del +30%, più del triplo del nostro Azionario Globale. E' il portafoglio del futuro, e ha ancora tanto da recuperare!! (Commodities, Real Estate, Azionario Europa).

Se da 1 passiamo a 3 anni il nostro Bowmantrend ha una performance che è il DOPPIO dell'Azionario Globale:

Tre anni inizia ad essere un bel test, se fossero due fondi attivi, vedendo +20% l'uno e +10% l'altro, molti di noi già si inizierebbero a convincere. Oltretutto non è il classico "concentrato di tecnologici", no è ben spalmato: Europa, Immobiliare, Materie Prime, Energia Pulita. Se la quota di Leva x2 può spaventare sappiate che moltissimi fondi attivi usano opzioni e derivati per dosare una sovra esposizione e sottoesposizione al mercato, oppure ne selezionano le quote più volatili e redditizie/rischiose, quindi non ci sta male nella simulazione.

Su Morningstar leggeremmo, alle performance passate:
2020: +8,85%
2019: +25,31%
2018: +0,11%
2017: +7,2%
2016: +7,7%

Ragazzi, questo BOWMANTREND è ottimo! Mi sto convincendo sempre più a comprarlo. Rispetto all'Azionario Globale (suo Benchmark) sovraperforma, gli asset sono decorrelati, in 5 anni (con anni difficili come inizio 2016, il 2018 ed il 2020) è sempre stato positivo! Io ho già la penna in mano per firmare...

Sì, ma è un TEMATICO e il ciclo di discesa e recupero di un tematico (Immobili, Materie Prime, Energie Rinnovabili) è molto lungo. Senz'altro questo fondo e i suoi fratelli (Mega di quà, Smart di là, Opportunity e New vari...) non avranno chissà che storico.

Se allunghiamo il grafico al febbraio del 2009 (molti fondi in commercio più "longevi" hanno uno storico dal 'post grande crisi' ovvero partono dal 2009-2010) notiamo che entrambi i portafogli hanno avuto performance a 3 cifre... ma qui è l'Azionario Globale che è andato molto meglio del Bowmantrend:

Andiamo però a proiettare il nostro abbinamento di ETF (non a caso ne ho presi che hanno uno storico lungo) a 13 anni.

La performance dei due portafogli è questa:

A 13 anni il nostro BOWMANTREND ha una performance del -9,48%, mentre il più 'lento' e 'tradizionale' AZIONARIO GLOBALE è a +119,67%.

Chi è che produce rendimento... il mercato mondiale o le 'aspettative' di gestori e venditori di prodotti finanziari (in questo caso io)?

L'iShares Clean Energy ad esempio è a +70% quest'anno... ma a -45% da chi lo ha sottoscritto sui massimi del 2007. Similmente esposizioni a leva (io ho usato un 15% di Eurostoxx50 Leva 2, ma vale lo stesso per tante opzioni e strategie 120/80 utilizzate da fondi attivi) spesso distruggono valore, SE NON nel breve termine.

In conclusione: io oltretutto ho utilizzato 5 ETF. Non ci possiamo aspettare che una società di gestione si vada a sporcare le mani con 5 ETF, loro per la 'loro' versione del BOWMANTREND applicheranno magari un 2,95% l'anno, come alcuni fondi a 'Trend', molto innovativi, popolari sul mercato.

E cosa sarebbe accaduto applicando al nostro Bowmantrend dei costi da fondo attivo? Beh, aggiungiamo un 2,5% x 13 alla performance negativa ed arriviamo ad un -40%... forse non sarebbe andata così male (il 2,5% scende quando è calcolato su un valore già 'eroso'), ma male sicuramente sì.

Insomma nel lungo termine, se si fanno valutazioni sui "Trend del Momento" si seguono ragionamenti molto commerciali e si delega al gestore attivo una grande "fiducia" nel fatto che sappia fare un'adeguata rotazione di trend.
In alternativa un fondo a 'Trend' può essere così diversificato da andare grossomodo ad abbracciare degli azionari più globali.

Vi lascio con un'altra simulazione, un portafoglio fatto con il "Senno del Poi" di titoli che negli ultimi 7 anni hanno complessivamente triplicato il valore del portafoglio.
Qui parliamo di un bilanciato 50% Europa, 40% USA e 10% Oro, tematico. Diviso in:

10% Invesco Physical Gold
25% xTrackers Stoxx Europe 600 Technology
25% xTrackers Stoxx Europe 600 Health Care
40% Invesco eQQQ Nasdaq100

Quindi 2/3 di tecnologici, 10% oro e 25% sanità/farmaceutico. Tematico, ma bilanciato, molto 'a Trend'.
La performance negli ultimi 7 anni è selezionata, eccellente (se ci mettevamo Oil&Gas con il senno del poi molto meno, per dire... ma noi abbiamo la sfera di cristallo). Tuttavia... nei 13 anni precedenti al 2013... come è andato questo investimento a "Trend" innovativi?

Il portafoglio è stato 'falciato' dalla bolla del dot com, ed è arrivato a -60% di perdita nel 2003. Poi ha cercato di recuperare, ma ha raggiungo un nuovo -55% a inizio 2009. E' tornato ai valori iniziali solo 13 anni dopo. Quindi i tematici vanno maneggiati con consapevolezza, anche se 'razionalmente bilanciati e promettenti'.

P.C.  07/11/2020

giovedì 5 novembre 2020

5 minuti d'ilarità...

Rendere divertente il tono di un Blog dove si simulano portafogli, si parla d'economia, di mercati etc... è estremamente impegnativo.

Provo a dargli colore con nomi evocativi e metafore, ma immagino che sia una lettura spesso indigesta. Per rallegrare un pò gli animi, facendo anche riflettere sulle tematiche della consulenza, ma soprattutto con il piacere di prendermi un pò in giro da solo, voglio inserire ogni tanto delle vignette comiche, sempre a tema però.

La prima è della serie CONSULENTI, che riproduce le tragicomiche avventure di queste persone "chiamate" alla vocazione dell'assistere i risparmiatori nei loro investimenti. Ovviamente l'obiettivo è esclusivamente comico e nessuno dei fatti o delle situazioni descritte si riferisce a vicende, fatti, aziende o persone realmente esistite o esistenti. Buone risate.


P.C. 05.11.2020

sabato 31 ottobre 2020

DIOGENE: il primo anno del portafoglio Lazy di 2 ETF

Diogene rappresenta la più semplice ed apparentemente banale tecnica di investimento, un investimento essenziale come struttura eppure assolutamente efficiente, composto da due ETF che rappresentano due asset selezionati ed il più possibile dotati di un rendimento decorrelato.

Nella creazione di Diogene venne scelta come strategia un bilanciamento 50% sul MSCI World (azionario dei paesi sviluppati) e 50% Titoli di Stato europei. Questa asset allocation ci consente di contenere il rischio valuta al di sotto del 50%, tutelando in particolare la quota obbligazionaria che in questo modo diventa più stabile.

Gli ultimi 12 mesi sono stati estremamente complessi, ed in portafoglio semplice e bilanciato di DIOGENE ne esce comunque in gain. Ho scelto una tecnica di accumulo dei proventi (da interessi e da dividendi azionari) nell'asset class governativa, questo perché l'investimento è iniziato in una fase di tassi d'interessi particolarmente bassi ed ho valutato che mediare il timing dell'investimento obbligazionario potesse proteggere leggermente il portafoglio dagli effetti del rischio tassi d'interesse.

Quindi mi sono:

- Difeso dalla concentrazione del rischio con strumenti decorrelati tra loro

- Difeso dal rischio specifico utilizzando titoli di stato investment grade e azionario di paesi sviluppati

- Difeso dal rischio valuta utilizzando titoli di stato europei, quindi concentrando tale rischio nell'asset la cui volatilità e potenziale redditività è maggiormente in grado di compensarlo

- Difeso dal rischio tassi d'interesse accumulando (anche se poco... il possibile) verso l'asset obbligazionario

Insomma è un portafoglio semplice da realizzare, ma affatto banale nelle sue implicazioni.

In questi 12 mesi l'ETF sui titoli di stato europei (iShares Core Euro Government Bond) ha distribuito dividendi NETTI per 211,68 euro, l'ETF sull'azionario mondiale (UBS MSCI World USD A-Dist.) ha distribuito dividendi netti per 526,7 euro.

Con questi soldi vado a fare un'unica operazione annuale di ribilanciamento: compro al prezzo corrente 5 quote dell'iShares Core Euro Government Bond per un totale di 682 euro di spesa (inclusi 5 euro forfettari di ipotetica spesa di transazione).

Il risultato finale è il seguente:




Il controvalore di Diogene ad un anno dalla creazione è di 100898,54, in gain del +0,96%.

Essenzialmente, Diogene ha difeso dalla crisi dei mercati del 2020 e reso circa l'1%.

Guardando al passato Diogene, investito esattamente in quei 2 ETF senza alcun ribilanciamento (quindi l'effetto di accumulo sul governativo dovrebbe stabilizzarne leggermente il corso riducendo marginalmente il rendimento) sarebbe stato questo negli ultimi 17 anni:

Notiamo che senz'altro il rendimento è stato leggermente inferiore al MSCI World (6,23% l'anno anziché 8,11% l'anno), tuttavia con una volatilità (ovvero un rischio) più basso in maniera più che proporzionale.
I 100mila euro ipoteticamente investiti nel 2003 oggi sarebbero diventati 275410 con un +175,4% di performance in 17 anni.
L'indice di Sharpe che ricordiamo esprime un rapporto tra la performance nel periodo e l'unità di rischio 'vissuto' dal portafoglio è notevolmente superiore in DIOGENE che nel MSCI World:

Questo non significa che i prossimi 17 anni saranno uguali: la situazione del debito pubblico europeo odierna è ben diversa da quella del 2003, anche se ci aspettiamo l'accumulo annuale nell'iShares Core Euro Government Bond possa mediare il rischio tassi.
Personalmente mi aspetto nei prossimi quattro anni (orizzonte temporale del portafoglio) sia leggermente inferiore... ma è un'aspettativa che non riflette reali possibilità di prevedere gli eventi. Il consulente deve fare solo la strategia, solida ed adeguata, non improvvisarsi veggente.

L'appuntamento per questo tipo di investimenti (composti da pochi strumenti e che nel 2020 per 'produrre' neppure il 1% hanno visto oscillazioni negative di metà del capitale che hanno sfiorato il -30%) è fissato tra 1 anno.

Questo portafoglio, apparentemente tranquillo, sicuramente efficiente, e assolutamente ottimale e gestibile guardando la proiezione a 17 anni, ma è tutt'altro che super efficiente a livello consulenziale, secondo me. 
Noi oggi lo guardiamo dicendo "si è comportato bene, non ha perso nel 2020, anzi ha guadagnato comunque più dell'inflazione!", lo vediamo come prudente osservando il grafico dal 2003, lo consideriamo eccezionalmente efficiente osservando lo sharpe ratio di 0,7% su un periodo così lungo (certo è facile e ridicolo sbandierare super risultati da fondi che esistono da 3-5 anni), i 6,23% l'anno di crescita in 17 anni che hanno visto pandemie, crisi economiche mondiali e altre sciagure sui mercati, lo consideriamo semplice ed economico dato che è composto da due strumenti che posso comprare in autonomia dall'home banking, spostare con un clic o quasi su qualsiasi banca e deposito titoli, detenere senza costi aggiuntivi oltre l'imposta di bollo e hanno un costo interno dello 0,195% l'anno (meno di qualsiasi consulenza o servizio d'investimento che troverei sul mercato con risultati enormemente migliori del 99,5% degli investimenti che ho visto far fare in periodi simili da consulenti o aziende strapagate per tale "servizio").

Però... SE partendo da tali presupposti (infatti grafico e dati li tiro fuori dopo 1 anno) avessi fatto questo portafoglio ad un investitore con un capitale significativo e duramente risparmiato (es. un risparmio di famiglia, generazionale, di 500000 euro o più), senza una grande e consolidata esperienza... quale sarebbe oggi il suo stato d'animo, dopo quanto accaduto, e dopo aver visto il MSCI World in 'rosso' del -30% a marzo, con un guadagno per ripagare tutta questa ansia, dello 0,96% alla prima revisione annuale?

Invece il Buy&Hold, la benda sugli occhi tra una revisione annuale e l'altra, la 'finanza comportamentale' per stare fermi con le mani nei momenti di stress come a marzo, diventano in portafogli simili (composti da pochi strumenti e molte elucubrazioni mentali) un vero e proprio elemento di strategia d'investimento.

Pensiamoci... facciamo conto di non avere avuto homebanking o metodi per andare continuamente a scrutare i mercati, immaginiamo di aver visto l'andamento di questi due ETF solo nelle nostre revisioni annuali... cosa avremmo visto del nostro capitale?

Investendo 100mila euro nel 2003 avremmo visto un +4,9% a ottobre 2004, un +18,5% a ottobre 2005, un +28,5% a ottobre 2006, un +33,4% a ottobre 2007, un +10% a ottobre 2008, un +16,2% a ottobre 2009, un +29,6% a ottobre 2010 (tornando dopo 3 anni quasi ai livelli massimi del rendiconto 2007),  un +27,9% a ottobre 2011, un +45,5% a ottobre 2012, un +63,75% a ottobre 2013, un +87,7% a ottobre 2014, un +108,6% a ottobre 2015, un +113,9% a ottobre 2016, un +133,26% a ottobre 2017 e così via sempre in salita...
...in pratica questo è un portafoglio che avrebbe, in 17 anni ("complicati"), e guardandolo solo 1 volta l'anno, ottenuto una performance peggiore dell'anno precedente solo 2 volte su 17, e mai inferiore al capitale iniziale, forse a limite con il tasso d'inflazione dall'inizio esclusivamente nell'ottobre 2008, mese del fallimento di Leman Brothers. 
Insomma la gestione di un simile portafoglio può essere un'ottima palestra per imparare il risparmio e la finanza comportamentale. Tuttavia, anche se è un investimento ottimo con il senno del poi, nel breve può essere vissuto con ansia (con il rischio che il teorico investitore dell'anno scorso abbia messo fine a tutto, in perdita, disinvestendo a marzo quando la performance del capitale investito ha raggiunto il -14%).

Questo portafoglio, per la sua semplicità, può essere anche un eccellente Piano di Accumulo. Visto che ha uno storico lungo (sono due ETF sui mercati europei da lungo termine), cosa sarebbe accaduto se avessi investito 166 euro al mese in questo portafoglio a partire dal 2003 (parliamo delle 'vecchie' trecentomila lire circa, per capirci, dato che partiamo quasi dell'epoca della lira, nelle possibilità credo anche di umili stipendi). Beh, per non ricorrere a servizi a pagamento di PAC su ETF potremmo comprare 500 euro al mese di uno dei due ETF ogni 3 mesi, per un totale di 4 versamenti l'anno alternati (una volta MSCI World ed una Euro Government Bond), ipotizzando un costo di 5 euro ad eseguito avremmo 20 euro l'anno di spesa viva (pari al 1% d'entrata) ed il risultato sarebbe:
Notiamo come l'andamento di DIOGENE sarebbe stato ancora più stabile e lineare... ma la crescita non meno significativa. In 17 anni avremmo versato 34000 euro, spendendo 340 euro, e con un costo davvero MINIMO oggi ci troveremmo un capitale di 61708 euro.
Rendiamoci conto che 166 euro al mese è una spesa minima, pari a quello che si può spendere per l'abbonamento a qualche servizio o per qualche bolletta... oggi ci troveremmo un capitale con cui acquistare un SUV Porsche a KMzero, o un bilocale di 40mq nel centro storico di Vieste... oppure avere un risparmio per goderci la pensione (ipotizzando di aver iniziato il PAC a 45 anni ed essere andato ora in pensione a 62) che produce oltretutto 450 euro all'anno di dividendi netti (che se uno vive di pensione aiutano).
 
All'anno prossimo.

P.C. 31/10/2020

mercoledì 28 ottobre 2020

SEPHIROTH: l'Albero della Durata Finanziaria

Ho deciso di iniziare una simulazione diversa dal solito, cercando di unire una forma accattivante alle tematiche del Blog.

Una delle cose più interessanti da 'monitorare' nei prossimi anni sarà, secondo me, la durata finanziaria (cosiddetta Duration) ed il suo impatto sugli investimenti dei risparmiatori.

Per il matematico o il 'Quant' la Duration è molto semplice da mappare: c'è una formuletta e la si calcola per misurare l'impatto che i tassi d'interesse avranno sulla quota obbligazionaria di un investimento.

Per il consulente e lo storico dei mercati finanziari, la cosa è meno semplice, c'è duration e duration ed il mercato grossomodo, sui grandi numeri, prende la direzione "misurata" ma nel breve termine e per i singoli casi fa notevoli eccezioni, che incidono sul risparmiatore/investitore. Una cosa è possedere un fondo obbligazionario sovranazionale in euro a maturità breve e corta durata finanziaria, un'altra un'obbligazione sotto l'investment grade in valuta locale di una società operante in sudamerica, a durata finanziaria altrettanto bassa.

In questa scala della 'durata finanziaria' per estrema semplificazione indico tre "sentieri": la via dell'obbligazionario dei paesi emergenti (legato a titoli di stato, ma con rischio/rendimento tale da abbassare la durata finanziaria del titolo), la via dell'obbligazionario speculativo (legato a società, con rischio specifico o del titolo perché subordinato convertibile o altro, o dell'emittente perché con rating di solvibilità dubbio), infine la via dell'obbligazionario 'Investiment Grade', più solido e dove la duration dipenderà principalmente dalla maturity (lunghezza di vita residua) delle obbligazioni contenute.

Per creare una 'Mappa' di piccoli portafogli di ETF che, seguita nel tempo, potrà mostrarci dove "si sta spostando" la Duration Finanziaria, ho deciso di prendere spunto artistico dalla Cabala ed in particolare dalle Sephiroth della tradizione esoterica ebraica. Dato che in epoca medievale questa tradizione esoterica è stata associata in molte rappresentazioni all'Albero della Vita (proprio non solo del cattolicesimo, ma simbolo sincretico comune a molte tradizioni e religioni, si veda il leggendario Yggdrasil norreno), io ho costruito un mio ALBERO DELLA DURATA FINANZIARIA per mappare 11 portafogli bilanciati/obbligazionari (15/85) con duration e 'tipologia di duration' differente:


Mi si perdoni la licenza artistica dell'aver aggiunto, per necessità, una undicesima Sephiroth alle 10 della Cabala classica.

Tutte le 11 Sephiroth sono composte da un 15% di azionario suddiviso nella triade: 

5% SPDR S&P500 (IE00B6YX5C33 - Azionario USA Large Cap)

5% Lyxor Core Stoxx Europe 600 (LU0908500753 - Azionario Europa Diversificato)

5% iShares Core MSCI Emerging Markets IMI (IE00BKM4GZ66 - Azionario Paesi Emergenti)


La quota obbligazionaria (85%) è invece caratterizzata per durata finanziaria diversa e per natura e per livello di duration. Divisa sui tre sentieri:


Il Sentiero dell'Investment Grade

I) MALKUTH - livello zero di duration:

35% iShares Euro Floating Rate Bond (IE00BF5GB717 - 0,3 duration)

40% iShares Corporate Bond Interest Rate Hedged (IE00B6X2VY59 - 0,1 duration)

10% IE00BDFGJ627 iShares USD Floating Rate Bond (IE00BDFGJ627 - 0,1 duration)

accumulo azionario 1 volta l'anno a turno sui 3 asset


II) YESOD - primo livello di duration:

10% iShares USD T Bond 1-3 yr (IE00BYXPSP02 - 1,85 duration)

35% iShares Euro Government Bond 1-3 yr (IE00B3VTMJ91 - 1,79 duration)

40% Lyxor Floating Rate Euro 0-7 yr (LU1829218319  - 0,11 duration)


III) TIFARETH - terzo livello di duration:

35% iShares Euro Government Bond 3-5 yr (IE00B1FZS681 - 4 duration)

10% JPM BetaBuilders US Treasury Bond 1-3 yr (IE00BD9MMD49 -  2 duration)

40% iShares Euro Corporate Bond 1-5 yr (IE00B4L60045 - 3 duration)


IV) SEPHIRAH - sesto livello di duration:

10% iShares Treasury Bond 3-7 yr (IE00B3VWN393 - 4,7 duration)

13% Lyxor Euro Government Bond 5-7 yr (LU1287023003 - 5,7 duration)

22% Lyxor EuroMTS Highest Rate Macro-Weighted Government Bond (LU1287023342 - 8,74 duration)

40% iShares Core Euro Corporate Bond (IE00BF11F565 - 5,27 duration)


V) KETHER - nono livello di duration:

10% iShares Treasury Bond 20+ yrs (IE00BFM6TC58 - 18,86 duration)

35% Lyxor Euro Government Bond 10-15 yr (LU1650489385 - 10,65 duration)

40% iShares Core Euro Corporate Bond (IE00BF11F565 - 5,27 duration)


Il Sentiero dell'Obbligazionario Societario Speculativo:


VI) HOD - secondo livello di duration:

10% iShares High Yield USD Short Duration Bond (IE00BZ17CN18 - 2 duration)

20% xTrackers ESG Euro Corporate High Yield Short Duration Bond (LU2178481649 - 2,61 duration)

55% iShares Euro Government Bond 1-3 yr (IE00V3VTMJ91  - 1,79 duration)


VII) GEBURAH - quarto livello di duration:

20% iShares High Yield Euro Corporate Bond (IE00BF3N7094 - 3,43 duration)

10% iShares High Yield USD Corporate Bond (IE00BYXYYL56 - 3,26 duration)

40% Lyxor EuroMTS Highest Rate Macro-Weighted Gov. Bond 3-5 yr (LU1829219713 - 8,74 duration)

15% Lyxor Euro Government Bond 5-7 yr (LU1287023003 - 5,7 duration)


VIII) BINAH - ottavo livello di duration:

10% iShares Fallen Angels High Yield Corporate Bond USD (IE00BDFJYP58 - 5,55 duration)

20% iShares iBoxx Euro Liquid High Yield Bond (LU1215415214 - 4,37 duration)

20% iShares Euro Inflation Linked Government Bond (IE00B0M62X26 - 8,19 duration)

35% Lyxor Euro Government Bond 10-15 yr (LU1650489385 - 10,65 duration)


Il Sentiero dell'Obbligazionario dei Paesi Emergenti:


IX) NETZACH - terzo livello di duration:

55% iShares Euro Government Bond 1-3 yr (IE00V3VTMJ91  - 1,79 duration)

10% iShares JPM Emerging Markets USD Corporate Bond Euro Hedged (IE00BKT1C559 - 5,13 duration)

10% UBS JPM Emerging Markets Diversified Bond Euro Hedged (LU1645386480 - 2,72 duration)

10% Vanguard USD Emerging Markets Bond (IE00BGYWCB81 - 7,73 duration)


X) CHESED - sesto livello di duration:

45% Lyxor EuroMTS Highest Rated Macro-Weighted Govern. Bond 3-5 yr (LU1829219713 - 3,95 duration)

10% Vanguard USD Emerging Markets Bond (IE00B4YWCB81 - 7,73 duration)

20% iShares JPM Emerging Markets Bond Euro Hedged (IE00BJ5JPH63 - 8,42 duration)

10% xTrackers Eurozone Government Bond (LU0296355717 - 8,45 duration)


X) CHOCKMAH - decimo livello di duration:

10% SPDR B. Barclays Global Aggregate Bond USD Hedged (IE00BF1QPH33 - 7,37 duration)

30% xTrackers Emerging Markets USD Gov. Bond Euro Hedged (LU0321462953 - 7,97 duration)

45% iShares Euro Government Bond 15-30 yr (IE00B1FZS913 - 17,16 duration)


Si noti che la ponderazione per "sentiero" e rischio-valuta, è bilanciata in tutti i portafogli, questo mi permette di utilizzare questi 11 asset e le loro performance come ''MAPPA'' di dove la duration si sta spostando. 

Ovviamente confrontando le differenze di performance tra i vari portafogli.

Il rendiconto della mia mappa, la SEPHIROTH (Albero delle Duration) è previsto ogni 4 mesi, 3 volte all'anno.

La situazione iniziale al 28.10.2020 risulta essere la seguente:


Ovviamente il mio "Albero della Duration" non è un portafoglio, ma una sorta di 'mappa' tramite micro-portafogli di come il rischio tassi si sta 'spostando'.

La revisione è prevista ogni 4 mesi.

La durata della simulazione è essenzialmente finché vorrò tenere "mappa" di questo rischio tassi.

Devo dire che con questa aggiunta ho dato anche un 'tocco esoterico' al Blog... non è facile abbellirlo con numeri, grafici e dati finanziari.

P.C. 28.10.2020

giovedì 22 ottobre 2020

AMORE&PSICHE: il primo anno della strategia distribuzione/accumulo

 Un anno fa avevo cercato di realizzare due complessi portafogli provando a mettere in atto due strategie distribuzione/accumulo simmetriche: da un lato un portafoglio essenzialmente obbligazionario (ma speculativo ed assai esposto al rischio valuta) che accumulava in azionario, dall'altro un portafoglio azionario che distribuiva accumulando in obbligazionario.

Oggi, al quarto trimestre, e quindi al primo anno di vita (il portafoglio iniziava il 27.10.19), provvedo a vedere cosa ne è stato di questi portafogli, che cercano una sorta di loro "neutralità" al timing di mercato (anche se l'afflusso di cedole/dividendi è esiguo per dare tale neutralità in tempi brevi ed in maniera completa), dopo un anno tanto difficile.


AMORE:

Nel trimestre trascorso da luglio, Amore, che ha un 50% del capitale esposto a bond ad alto rischio di valute locali, ha continuato ad assistere ad un deprezzamento di queste valute rispetto all'euro. D'altro lato sono giunti a scadenza ben 3 dei certificati che per "diversificare" da un impatto potenzialmente dirompente della fine del trend un pò troppo positivo del 2019, avevo messo in portafoglio:

CH0360189028 basato provvidenzialmente sull'oro ha rimborsato 1000 oltre a 25 di ultimo coupon.

CH0485003591 ha a sua volta rimborsato 1000 e 25 di ultimo coupon, basato su indici automobili/materie prime.

CH0423436846 invece ha fallito la sua "scommessa" (i certificati sono così... complessi e rischiosissimi) ed è stato rimborsato a 442,75

L'efficienza fiscale dei certificati consente di non pagare un euro di tasse né sul coupon, né sul capitale di quelli rimborsati in gain, utilizzando quindi le minus pregresse.

Oltre a questa liquidità abbiamo ottenuto 343,76 netti di cedole.

Avevamo già 15,62 liquidi.

Con i 3021,22 liquidi proseguo quindi l'accumulo in azionario. Questo trimestre il settore predeterminato è l'azionario europeo: ottimo perché andiamo anche a ridurre il rischio valuta complessivo del portafoglio. Compro quindi 20 quote aggiuntive a 150,28 ciascuna del Lyxor Eurostoxx600 portando il mio saldo complessivo a 27.

Il risultato finale di Amore, ad un anno dalla creazione, è il seguente:


Amore ha chiuso il suo primo anno di esistenza con una performance di -5,11% ad un controvalore di 94892,36, dal rendiconto si può leggere quanto le valute locali hanno contribuito a penalizzare il portafoglio.


PSICHE:

Simmetrico ad Amore c'è Psiche, caratterizzato da asset azionari. Qui assistiamo alla forte decorrelazione azionaria che si è verificata nel 2020 della grande pandemia mondiale. Abbiamo il Nasdaq a distribuzione a +35,34%, così come Russia, Brasile e Turchia in flessione oltre il 30%.

Il portafoglio ha distribuito dividendi in questo trimestre che hanno portato la liquidità disponibile a 450,06. La utilizzo per il solito "PAC" sull'obbligazionario... l'asset class pianificata questro trimestre è governativo europeo e quindi aggiungo 16 quote al Vanguard Eurozone Government bond, portando il suo controvalore a 706 euro.
La situazione di Psiche ad un anno dalla creazione appare così:


Notiamo che la flessione di Psiche è davvero minima per un azionario, e dopo un anno simile è a -3,578% rispetto al capitale iniziale, con un controvalore di 96421,76.

L'accumlo/distribuzione continuerà tra un trimestre. L'andamento di questi due portafogli, negli ultimi due rendiconti, ha avuto un movimento davvero simmetrico, come due farfalle che danzano: da -3,25 e -5,16 siamo passati a -5,11% e -3,57%. 
Ancora leggermente in perdita, ma almeno apprezziamone la poesia.

P.C. 22.10.2020

martedì 20 ottobre 2020

Gli ETF di HSBC

 La Hongkong and Shanghai Banking Corporation è una prestigiosa istituzione, nata come banca commerciale nel 1865 ad Hongkong. Era l'era del colonialismo ed il fondatore, sir Thomas Sutherland, la instituì tale compagnia per avvantaggiarsi dell'apertura al commercio della Cina, facendo base nella colonia britannica e nel porto di Shanghai.

In 155 anni di attività la HSBC Holding è diventata una multinazionale ed una holding di servizi finanziari, fino a raggiungere le dimensioni di più grande banca europea e, con 102 miliardi di dollari, il secondo titolo per capitalizzazione di mercato della borsa di Londra (LSE) dopo la Royal Dutch Shell.

Ad oggi è una delle società leader mondiali di Commercial Banking, Global Banking (Investment Banking), Retail Banking e Wealth Management e Global Private Banking.

Non poteva non essere presente con una propria offerta di ETF che hanno la caratteristica di avvantaggiarsi dell'enorme vastità degli investimenti della multinazionale, nonché della sua esperienza commerciale nei mercati emergenti e periferici. Tutti i titoli principali sono costruiti fedelmente alla più pura replica passiva: replica fisica dell'indice, nessun espediente di derivati o prestito titoli, divisione tra utili aziendali (che vengono distribuiti) e capitale.

Gli ETF della HSBC non hanno una popolarità che gli assicura grandi masse di scambi sui mercati italiani (salvo qualche titolo), cionondimeno rappresentano degli strumenti con caratteristiche peculiari per area e tema d'investimento e possono quindi risultare molto interessanti.

 

La caratteristica degli ETF della HSBC è l'essere tutti strumenti azionari, caratterizzati per l'investimento localizzato in specifici, e particolari, mercati ed aree geografiche.

Rappresentano l'essenza più "pura" dell'investimento passivo indicizzato e oltre alla natura azionaria sono accomunati (con pochissime eccezioni per il dividendo) da queste caratteristiche:

- Nessun hedging valutario, nessun prestito titoli, nessuna replica sintetica o altro ricorso a strumenti finanziari derivati

- Replica sempre fisica, totale o con un campionamento ottimizzato che comprende quasi tutto l'indice

- Distribuiscono i dividendi, non li reinvestono, distinguendo il capitale dagli utili distribuiti (fanno eccesione i nuovi tematici ed il far east ex japan che invece accumulano).

 

Gli Indici Principali:

Gli ETF principali di HSBC sono caratterizzati da un'altissima qualità, un'integrale distribuzione degli utili, una replica 'pura' alleggerita da qualsiasi tecnica 'sintetica' e da costi bassissimi anche per la categoria (nessuno supera 0,19% l'anno di commissioni).

 

HSBC MSCI World (IE00B4X9L533)

Un classico fondo indicizzato a replica passiva dell'indice MSCI World, che investe in 1396 titoli azionari di 23 paesi sviluppati (sui 1600 titoli inclusi nell'indice, riprodotto tramite campionamento ottimizzato). E' un ETF a distribuzione, privo (come tutti quelli di HSBC, che sono 'puri' nella loro replica) di Hedging valutario, che paga dividendo a gennaio, aprile, luglio e ottobre.

La caratteristica unica di questo strumento è il costo, con un Total Expense Ratio di 0,15% rappresenta il più economico MSCI World presente sul mercato, il che unito alla modalità di replica, alla semplicità ed efficacia di costruzione dell'indice ed alla distribuzione dei proventi, nonché alla dichiarata assenza di qualsiasi utilizzo di strumenti derivati (incluso l'hedging), di tecniche di prestito titoli o di replica sintetica (qui la replica è assolutamente fisica) lo rende un candidato ideale all'investimento di patrimoni anche consistenti ed a lungo-lunghissimo orizzonte temporale, in quanto espressione dell'investimento indicizzato più "puro" e gestito come contractual fund con una professionale gestione tra Irlanda e Svizzera (HSBC Private Bank Suisse). Ha un buono storico (sul mercato da 10 anni) ed ha masse superiori al miliardo e mezzo.


HSBC S&P500 (IE00B5KQNG97)

Caratterizzato dalla stessa gestione 'autentica' rappresenta l'ETF che replica, integralmente ed in maniera fisica, l'incidice di riferimento della borsa USA. Con storico e caratteristiche speculari al MSCI World della casa ha una capitalizzazione anche superiore (3,28 miliardi ad oggi) ed un costo di gestione record i 0,09% l'anno di TER. Anch'esso è unicamente a distribuzione e paga dividendo a gennaio e luglio.

 

HSBC FTSE100 Gbp (IE00B42TW061)

Banca britannica per eccellenza, non può mancare nell'offerta HSBC, una replica dell'indice di mercato della borsa di Londra. Sul mercato addirittura dal 2009, con una tecnica di replica fisica totale in sterline ed un eccellente TER dello 0,07% l'anno, fa parte della 'famiglia' dei principali ETF dei paesi sviluppati, eccellente selezione per investire sul mercato UK. E' anch'esso solo a distribuzione, con dividendi pagati gennaio/luglio. Gli scambi sono inferiori (superiori a 300milioni).

 

HSBC Euro Stoxx50 (IE00B4K6B022)

Continua la 'selezione' degli indici classici dei paesi sviluppati, con una replica perfetta (fisica totale) dell'eurostoxx 50 composto dalle principali 50 azioni europee, sul mercato dal 2009. E' uno degli ETF più economici esistenti, con un TER di 0,05% l'anno. Dividendo a gennaio/luglio.

 

HSBC MSCI Europe (IE00B5BD5K76)

Fratello più diversificato del precedente, questo ETF replica in maniera fisica ed integrale l'indice dei principali titoli azionari dei 15 paesi europei più industrializzati. Il fondo è composto da 433 titoli e mantiene un TER eccellente per la categoria dello 0,1%, possiede anche un invidiabile storico dal 2010. Come gli altri distribuisce dividendo a gennaio e luglio.

 

HSBC MSCI Japan (IE00B5VX7566)

L'ETF sul Giappone della casa presenta la nota qualità e l'usuale scelta di distribuzione semestrale. Replica l'indice delle 318 aziende giapponesi a grande e media capitalizzazione replicandolo totalmente con un TER di 0,19%.

 

HSBC MSCI Pacific (IE00B5SG8Z57)

L'ETF della casa che diversifica nei paesi sviluppati dell'area del Pacifico: dove l'economia egemonica è l'Australia (58%), poi Hong Kong (24,8%) da intendersi come area cinese "sviluppata", Singapore (8,39%), la Nuova Zelanda (2,75%), Macao (1,38%). L'indice investe in 134 azioni, che presentano caratteristiche proprie di mercati sviluppati e non emergenti. L'indice è come al solito costruito benissimo, è sul mercato da oltre un decennio, ha un TER record (per il comparto) dello 0,15% e distribuisce in maniera sostenibile gli effettivi proventi separando "reddito da capitale e reddito da utili" con l'usuale cadenza semestrale.

 

HSBC MSCI Emerging Markets (IE00B5SSQT16)

Ricordiamo che da oltre un secolo e mezzo la HSBC, nata come banca coloniale per commerciare con la Cina vanta rappresentanze ed esperienza record nei cosiddetti "paesi emergenti". Il loro ETF Emerging Markets è caratterizzato da costo (0,15% TER) record e qualità record: investe fisicamente nelle 1031 azioni principali dei Paesi Emergenti, in primis Cina (42%), poi Taiwan (12%), Corea (11%), India (8%), Brasile (4,7%), Sudafrica (3,5%), Russia (3,2%), Arabia Saudita (2%), Tailandia (1,9%), Malesia (1,7%). Il titolo è sul mercato dal 2011 e distribuisce integralmente gli utili ogni tre mesi (gen/apr/lug/ott).

  

Gli Indici Locali:

ETF secondari della casa, investono in singole economie. Hanno la caratteristica di costi più elevati, mar appresentano un 'patrimonio' della società in quanto consentono di diversificare pesando singole economie di "nicchia" come Messico, Malaysia etc... sono purtroppo molto meno scambiati.

 

HSBC MSCI USA (IE00B5WFQ436)

Fondo specializzato sul mercato americano, investe in 610 azioni, aggregando a quelle a grande capitalizzazione (già presenti negli S&P500) anche quelle a media capitalizzazione. I costi sono dello 0,3% TER e la distribuzione è sempre semestrale.

 

HSBC Canada (IE00B51B7Z02)

Titolo specializzato nel mercato canadese, di cui riplica gli 83 titoli principali. TER 0,35% e distribuzione semestrale.

 

HSBC China (IE00B44T3H88)

Il titolo è fuorviante, sarebbe bene definirlo, per distinguerlo, come "Hong Kong" poiché replica le azioni cinesi della borsa di Hong Kong (una delle 3 borse cinesi) investe in 712 azioni principali qui quotate, distinte tra titoli H, titoli B, Red Chips e P Chips. Il costo è 0,6% l'anno ed il dividendo sempre semestrale.

 

HSBC China A Inclusion (IE00BF4NQ904)

ETF che investe nel mercato cinese, senza alcuna sovrapposizione con il precedente. Investe infatti solo nelle azioni di classe A, quelle aziende della Cina continentale scambiate nelle due borse di Shanghai e Shenzen (no Hong Kong). Investe fisicamente in 474 titoli a grande capitalizzazione e distribuisce il dividendo trimestralmente, con un TER dello 0,3% annuo.

 

HSBC Far East ex Japan (IE00BBQ2W338)

Complementare al Giappone ed al Pacific, è un ETF completamente diverso: investe nell'estremo oriente ed è quindi essenzialmente un indice dei paesi emergenti asiatici. Investe in 581 aziende, in primis cinesi continentali (51%... c'è quindi una sovrapposizione con gli ETF locali di questo paese), Taiwan (15%), Corea (14%), Hong Kong/Cina regione autonoma (8,25%), Singapore (2,67%), Thailandia (2,33%), Malesia (2%), Indonesia (1,74%), Filippine (0,88%), Macao (0,44%). Niente India, essenzialmente Cina, paesi limitrofi e Sud-Est Asiatico, quindi. Il costo è 0,45% TER. E' oltretutto uno dei pochi ETF di HSBC ad accumulazione dei proventi!

 

HSBC Russia Capped (IE00B5LJZQ16)

Titolo che investe, con una rara replica fisica e totale, ed un buono storico (2011), in 22 aziende russe. La diversificazione è scarsa, costa 0,6% l'anno e distribuisce gli utili ogni 6 mesi.

 

HSBC MSCI Brazil (IE00B5W34K94)

Il fondo investe nelle 54 aziende principali brasiliane, costo 0,6% e distribuzione semestrale.

 

HSBC MSCI Indonesia (IE00B46G8275)

Il fondo investe nelle 22 aziende principali indonesiane, costo 0,6% e distribuzione semestrale.

 

HSBC Emerging Markets Latin America (IE00B4TS3815)

ETF di nicchia, ma molto interessante, perché grazie all'esperienza di HSBC permette di accedere al mercato di paesi in cui raramente gli ETF investono. Le 106 aziende replicate fisicamente nell'indice, oltre che in Brasile (60%) e Messico (21%), investono in Cile (7%), Perù (3,3%), Colombia (2,4%) e Argentina (1,7%). TER 0,6% e distribuzione trimestrale.

 

HSBC Emerging Markets Far East (IE00B5LP3W10)

Altro fondo su mercati emergenti, ma a zona. Le 609 azioni del fondo aggregano investimenti in Hong Kong (58%), Taiwan (17%), Corea (16%), Thailandia (2,6%), Malesia (2,35%), Indonesia (2%), Filippine (1%). 0,6% TER e distribuzione trimestrale.

 

HSBC Taiwan Capped (IE00B3S1J086)

Questo ETF investe per il 35% in azioni a larga capitalizzazione e 65% a media capitalizzazione di Taiwan. In totale 87 titoli, distribuzione semestrale e TER 0,6%.

 

HSBC Korea Capped (IE00B3Z0X395)

Investe in circa 100 aziende coreane, TER 0,6% e distribuzione semestrale.

 

HSBC Mexico Capped (IE00B3QMYK80)

Investe in 24 principali aziende messicane, TER 0,6% e distribuzione semestrale.

 

HSBC Turkey (IE00B5BRQB73)

Investe in 14 principali aziende turche, TER 0,6% e distribuzione semestrale.

 

HSBC Malaysia (IE00B3X3R831)

Investe in 41 principali aziende della Malesia, TER 0,6% e distribuzione semestrale.

 

HSBC South Africa (IE00B57S5Q22)

Investe in 39 principali aziende sudafricane, TER 0,6% e distribuzione semestrale.

 

 Gli Indici Settoriali e Tematici:

Più recentemente il catalogo di HSBC si è arricchito di ETF tematici, principalmente gli indici “Sustainable” che sono costruiti con una doppia selezione: attenzione ESG classica da un lato, criteri di “low carbon” come secondo fattore ed esclusione di settori controversi.

 

HSBC EPRA/NAREIT Developed (IE00B5L01S80)

L'ETF investe nelle principali aziende immobiliari dei paesi sviluppati: 341 titoli, in primis USA (53%), Giappone (11%), Germania (6%). Costo 0,4% e distribuzione trimestrale.

 

HSBC Developed World Sustainable Equity (IE00BKY59K37)

968 azioni mondiali per rating sostenibile. Questo indice non include solo il ESG classico, ma l’allineamento con le politiche anti-inquinamento “Low Carbon” e l’esclusione di settori non etici (militari, controversi etc…). La conseguenza diretta è un sovrappeso dei tecnologici (primo settore al 29%) e dei finanziari (21%) che da soli occupano metà del capitale. Geograficamente ¾ del capitale è investito in USA (2/3), Giappone (8%) e UK (5,25%). 0,18% TER annuo. Accumulo.

 

HSBC USA Sustainable Equity (IE00BKY40J65)

470 titoli USA selezionati per rating sostenibile. Gran parte (55%) tecnologici e finanziari. 0,12% di TER e ad accumulazione.


HSBC Europe Sustainable Equity (IE00BKY55W78)

225 azioni mondiali per rating sostenibile. 42% diviso tra UK e Svizzera, il resto paesi EMU. 0,15% di TER. Accumulazione.

 

HSBC Japan Sustainable Equity (IE00BKY55S33)

439 titoli azionari giapponesi, selezionati per rating sostenibile. Ne risulta in questo caso una forte riduzione dei tecnologici (appena 8%) a favore di beni di consumo e industriali (46%). 0,18% di TER. Accumulazione.

 

HSBC Asia-Pacific Sustainable (IE00BKY58G26)

Investe fisicamente in ben 859 titoli azionari di Cina, Australia, Corea, Taiwan, Cina/Hongkong, India, Singapore e Tailandia, selezionati per rating sostenibile. No Giappone. Finanziari e tecnologia oltre il 60% del capitale. Esclude il Giappone. 0,25% di TER. Accumulazione.

 

HSBC Emerging Markets Sustainable (IE00BKY59G90)

Investe fisicamente in 898 titoli dei paesi emergenti (40% Cina, 16% Taiwan, 11% India, 5% Brasile, 5% Sudafrica, 4% Russia), selezione per rating sostenibile. La selezione genera un’interessante diversificazione non solo territoriale, ma anche settoriale, con il 40% in tecnologici, 27% finanziari in primis. TER 0,18% e ad accumulazione.


                                                              Gli ETF a Gestione Attiva:

HSBC Multi-Factor Worldwide Equity (IE00BKZGB098HSBC)

ETF estremamente interessante, poiché è l'unico della casa ed uno dei pochissimi in circolazione a Gestione Attiva. La gestione attiva viene effettuata mediante rigidi schemi di selezione multi-fattoriale, usando come "bacino" tutti i titoli dell'All Country World Index (circa 3000) dove ne seleziona (attualmente) circa 300. La replica è fisica e totale, con la consueta qualità HSBC. La strategia non ha un benchmark dichiarato (può sovrappesare e sottopesare asset), tuttavia si basa sulla selezione in base a qualità, valore, momentum, bassa volatilità e dimensioni selezionando i primi in classifica. L'ETF attivo ha ottime masse investite (oltre 800milioni), un TER annuale dello 0,25% e distribuisce dividendo a Gennaio/Aprile/Luglio/Ottobre (circa un 1,23% nell'ultimo anno).

C'è da dire che, dal 2014 (anno di creazione) non ha fatto meglio dell'indice passivo:


P.C. 20.10.2020