Portafogli d'Investimento Teorici:

sabato 1 ottobre 2022

TERZIO: il ribilanciamento del portafoglio ad 'Alto Sharpe'

Il 'piccolo' portafoglio TERZIO non si basa su un'asset allocation bilanciata in maniera classica, ma su di un insieme di asset che insegue un elevato rapporto rendimento/rischio sulla base dei dati storici.

Andiamo ad osservare la situazione attuale di TERZIO, dopo 6 mesi molto problematici dall'ultimo ribilanciamento. E immaginiamo l'ipotetica reazione di Paolo, il nostro investitore protagonista della storiella sul LifeCycle: https://orospezietulipani.blogspot.com/search?q=uomo+qualunque

Questa è la situazione attuale di TERZIO:


Il patrimonio complessivo di TERZIO ammonta oggi a 48116,62 euro, in flessione dall'inizio dell'investimento a marzo 2021 del -3,77% e negli ultimi, difficili mesi del 7%.

Tutto sommato una discesa contenuta, osserva Paolo, memore del 2008 e del 2000-2001. L'ipotetico consulente cosa consiglia? Notiamo che solo gli asset più colpiti: titoli di Stato USA con copertura valutaria, azionario europa a piccola capitalizzazione hanno superato il 10% dallo scostamento previsto. Simile scostamento, in positivo, risulta per i titoli di Stato americani in dollari coinvolti dal rialzo della valuta, e per la liquidità, cresciuta in proporzione per via della discesa complessiva del resto del portafoglio.

Il consiglio del consulente è quindi molto sensato: ridurre di poco il dollaro, ridurre un pò la liquidità, dato il momento 'opportunistico' e comprare titoli di Stato euro e azionario europa a piccola capitalizzazione.

Vado di conseguenza a disinvestire 20 quote dell'UBS Bloomberg 7-10 year Treasury Bond (ne ottengo 234 euro e pago 1,95 di capital gain al 12,5%).

Vado a comprare 3 quote di SPDR MSCI Europe Small Cap, pagando 696,03 euro.

Vado a comprare 10 quote di Vanguard USD Treasury Bond EUR Hedged Acc, pagando 242,9 euro.

Il risultato finale riporta tutti i valori in range accettabili sulla base di quanto stabilito inizialmente per TERZIO:


Ovviamente sarebbe complessa se non assurda una diversificazione con ribilanciamento dei pesi simile per un portafoglio piccolo come TERZIO (andare a comprare poche centinaia di quote di ETF può essere più un costo di transazione che altro), ma questo esempio ci insegna ad apprendere la tecnica di ribilanciamento e ad osservarne i risultati nel tempo.

Il possimo ribilanciamento è previsto per TERZIO tra 6 mesi.

P.C. 01/10/2022

DEMETRA: il mio portafoglio "All Seasons" alla prova del crollo obbligazionario

Dall'ultima revisione di DEMETRA, la mia personale interpretazione dell'All Seasons, abbiamo assistito non solo a vari rialzi dei tassi delle banche centrali, ma soprattutto ad uno dei crolli del controvalore delle obbligazioni più forti dell'ultimo secolo.

Questa è quindi la situazione del portafoglio, che soffre, soprattutto, sul comparto obbligazionario, ma, nel complesso, è in flessione del 9/10%:


Il capitale di DEMETRA è oggi di 319455,3 euro, il gain da inizio investimento è quindi del +6,48%.

Andiamo a vedere cosa c'è da fare per il ribilanciamento odierno:
- In primis il fondo Falck Renewables ha compiuto il suo fortunato corso finendo per venir acquisito in un'OPA da Green BidCo a maggio, quindi ho 3259,7 euro accreditati su cui pago però un capital gain di 329,5 euro e ne potrò quindi reinvestire 2494,8 nel CORE 4.
- Dal momento che siamo alla seconda revisione del 2022 è opportuno valutare se i 5 CORE vanno tra loro ribilanciati. L'equazione Core1>Core3>Core5 e Core2>Core4 tuttavia è rispettata: non mi trovo nella condizione di dover vendere e ricomprare per effettuare ribilanciamenti, mi occuperò solo dei dividendi/cedole ricevuti da reinvestire.

Il CORE1 ha pagato 343,88 euro di cedole/dividendi, con questo poco acquisto quindi 5 quote dell'obbligazionario dei paesi emergenti iShares JPM E.M. Bonds Euro Hedged, spendendo 318,1 euro in tutto.

Il CORE2 ha distribuito invece 1354,78 euro, ma mi trovo nella condizione di NON poterli investire nel CORE3, poiché questo ha attualmente un valore maggiore del CORE2.

Il CORE3 ha distribuito 1139,98 euro, più i 1354,78 del CORE2 non utilizzati e oltre ai 2494,8 della vendita di CORE4, tutti da reinvestire nel CORE4. Provvedo quindi a comprare 63 quote dell'iShares Euro Total Market Growth e 10 quote del Invesco Nasdaq100 a distribuzione.

Il CORE4 ha distribuito solo 242,5 euro, con cui compro 13 quote dell'ETC di WisdomTree sull'argento fisico.

Il risultato finale di questo ribilanciamento periodico è:

Il prossimo rendiconto è tra 6 mesi, a fine marzo 2023.

P.C. 30/09/2022

giovedì 29 settembre 2022

DAMOCLE: in forte ritardo ribilanciamo il portafoglio a strategia "QQQRevised" che nonostante il mercato avverso non è sceso rispetto a maggio

Doveva accadere prima o poi, ed è accaduto proprio con DAMOCLE: le vacanze estive mi hanno fatto dimenticare di un ribilanciamento trimestrale del portafoglio. Può accadere anche nella realtà di essere impossibilitato (nel mio caso da una spiaggia assolata) alla revisione di portafoglio, beh, finita la causa di forza maggiore ci si mette in pari proseguendo con il solito metodo scientifico il ribilanciamento senza farsi condizionare da ansie o euforie.

Nel caso di DAMOCLE la revisione era prevista il 24 agosto, provvedo con un mese di ritardo a rimettermi in pari il 29 settembre. La situazione attuale di DAMOCLE è la seguente:

Con un controvalore odierno di 114913,1 euro, il portafoglio risulta completamente neutrale alla forte svalutazione sia del mercato azionario ed obbligazionario dall'ultima revisione del 25 maggio, in cui si presentò con un controvalore di 114891,48. DAMOCLE riporta un gain del +14,9% rispetto alla creazione di 3 anni e 4 mesi fa. Consideriamo sempre che DAMOCLE è un portafoglio a rischio contenuto, creato con solo 20% di azionario.

Con la liquidità di 540,73 devo, al solito, acquistare quote del mio asset 'growth': l'azionario Nasdaq100. Il prezzo è oggi tale che riesco però a sottoscriverne una quota, giungendo ad un totale di 130 quote accumulate.

La situazione finale è quindi la seguente:


Riprenderò a fine novembre il vecchio ritmo trimestrale delle revisioni.

P.C. 29/09/2022

mercoledì 28 settembre 2022

DAVID: il momento della carica per il portafoglio ribassista!

DAVID è un portafoglio con strategia a soglie d'ingresso ribassiste iniziato quasi 2 anni fa. Il 'bear market' atteso ed essenziale alla vera realizzazione di questa strategia è arrivato un pò in 'ritardo' rispetto all'inizio del portafoglio, tuttavia è arrivato.

Oggi DAVID sta suonando la carica e le sue 'soglie d'ingresso' scattano una dopo l'altra.


Notiamo che oltre ad aver accumulato i 340 euro di dividendi del portafoglio 'Core', DAVID ha fatto due cose:
1- Ha conservato il capitale iniziale, infatti siamo tornati, pur con 80% investito, agli stessi livelli di fine 2020.
2- Ha visto scattare una serie di soglie d'ingresso, alcune addirittura x2 o x3.

Gli investimenti sono i seguenti:

Nell'azionario globale dei paesi sviluppati, iShares MSCI World, nessuna soglia è scattata, procedo quindi al solito accumulo di 1000 euro bimestrali comprando 19 quote aggiuntive per 1023,78 euro.

Per l'obbligazionario europeo "High Yield" invece il forte ribasso da luglio ha fatto scattare una soglia d'ingresso x2, ne compro quindi 23 quote aggiuntive spendendo 1975,18 euro.

Sul governativo USA di Vanguard USD Treasury Bond nessuna soglia è scattata, accumulo quindi 44 quote per 1013,48 euro di spesa.

Sull'obbligazionario dei paesi emergenti con copertura valutaria il crollo è verticale: scatta una soglia x3! Ne compro quindi 3000 euro spendendo 3012,68 per acquistarne 48 quote aggiuntive.

Passo quindi al portafoglio di asset diversificati e non "core"...

Qui ho visto scattare la soglia per l'acquisto di 5 quote di iShares Europe Small Cap: l'azionario europeo a piccola capitalizzazione, più colpito dalla crisi, per cui spendo 1019,5 euro.

Sull'azionario dei paesi emergenti iShares Core MSCI Emerging Markets scatta una soglia che mi fa spendere 1012,695 euro per comprarne 37 quote aggiuntive.

Scatta una soglia x2 sull'obbligazionario globale aggregato con copertura valutaria, estremamente svalutato dal rialzo dei tassi. Ne compro 432 quote spendendo 1971,248 quote.

Stessa soglia doppia per l'obbligazionario societario europeo: compro 10 quote di Amundi Euro Corporate Bond per 1938,5 euro.

Scatta un'ultima soglia doppia anche nell'xTrackers Global Inflation Linked Euro Hedged bond: la 'trappola' delle obbligazioni legate all'inflazione, soggette purtroppo in maniera forte al rialzo dei tassi, ha portato una massiccia svalutazione da luglio. Ne compro quindi 9 quote per 1882,31 euro.

Per il portafoglio Settoriale/Strategico/Locale l'unica soglia è sulle rischiose obbligazioni convertibili a copertura valutaria: ne compro 1000 euro spendendo 931,985 per 29 quote aggiuntive.

Rimane il portafoglio azionario Tematico:

La soglia x1 scatta sui tecnologici di "Lyxor Disruptive Technology" volatili ed in seria crisi, ne compro 46 quote spendendo 496,556 euro.

Infine l'ultima soglia è sui tecnologici del "Wisdomtree Artificial Intelligence" in crollo verticale, con 494,9 euro ne sottoscrivo 12 quote aggiuntive.

La situazione finale di DAVID è la seguente:


La liquidità utilizzata questa volta è stata di ben 16772,81 euro: ne è rimasta il 23,87% del portafoglio, DAVID si avvia verso la sua maturità, ma ha ancora diverse carte da giocare per confrontarsi con il "mercato orso".

Il prossimo rendiconto tra 2 mesi.

P.C. 28/09/2022

martedì 27 settembre 2022

Titoli di Stato Europei di Alta Qualità: una base solida per un portafoglio governativo?

Il mio articolo di 3 giorni fa ha confrontato i rendimenti di un conto deposito, che oggi magari troneggiano offerti su qualche cartellone colorato nelle piazze italiane in cerca di 'masse' da attrarre, con quelli di bond sovranazionali: più efficienti fiscalmente, almeno parimenti redditizi, probabilmente molto più 'sicuri'.

Faccio oggi un passo ulteriore: dalle obbligazioni 'sovranazionali' europee che possono probabilmente godere di una garanzia offerta dai più solidi emittenti di debito dell'Unione, ai paesi dal merito creditizio più virtuoso in Europa: la Germania, la Francia, l'Olanda, il Belgio, l'Austria, la Finlandia, l'Irlanda. Ho fatto lo stesso lavoro dei sovranazionali e si tratta qui di titoli di Stato (tassazione 12,5%), di importo minimo basso (1000 euro), a durata breve (1-5 anni) con rating assegnato dalle principali agenzie pari a AA o AAA.


Osserviamo che i rendimenti sono assolutamente paragonabili ai sovranazionali che abbiamo visto il 24 settembre: dopotutto il rischio di controparte è paragonabile, ovvero minimo.

Questi titoli tuttavia, diversificati come emittente, consentono di iniziare a costruire la parte più "qualitativa" del nostro portafoglio obbligazionario (anche se non la più redditizia) e diversificano anche il rischio specifico. Rimangono le stesse valutazioni e tipologia di bond (obbligazioni governative a breve termine) del precedente esempio.

P.S.

Per chi sta valutando su questi ribassi di studiare queste tematiche per immaginare un proprio portafoglio d'investimento ripropongo il mio libro, introduzione al concetto di strategia d'investimento diversificata, risalente ad un paio d'anni fa, ma ancora attuale. Lo potete scaricare gratuitamente qui: https://docdro.id/ibN4YLW , oppure lo trovate cartaceo su Amazon per 5 euro: https://www.amazon.it/dp/1661133932.

P.P.S.
Nota sul calcolo dei rendimenti: i rendimenti da me calcolati sono rendimenti assoluti, che non tengono conto dell'eventuale capitalizzazione composta delle cedole. Semplicemente calcolo l'importo finale ottenuto rispetto all'importo iniziale diviso per il numero di anni. Non è quindi corretto confrontarli con il rendimento di un fondo azionario, ad esempio, che si avvale di capitalizzazione composta. Su bond di brevi durata non lo ritengo un grande problema e rende meglio l'idea di quanto investo e quanto mi torna in tasca alla fine.

P.C. 27/09/2022

domenica 25 settembre 2022

CYRANO: il combattivo portafoglio 'para' gli affondi del mercato

Sono trascorsi 7 mesi dall'ultima revisione di CYRANO: un portafoglio flessibile studiato per 'parare' i colpi della volatilità dei mercati durante la crisi del 2020. Per 2 anni e mezzo CYRANO si è sovraesposto nei momenti opportunistici, e si è messo in difesa nei momenti di consolidamento o difficili. Vediamo il difficilissimo periodo tra febbraio 2022, in cui per dire l'invasione dell'Ucraina ed il rialzo dei tassi ancora erano lontani, e questo inizio di autunno.

La crescita del capitale investito in Cyrano passa dal +30,32% di febbraio al +24,11% attuale, con una flessione del 6,21%. Considerando che Cyrano è sempre un portafoglio dinamico con 2/3 di azionario ed una esposizione a obbligazioni anche dinamiche o in valuta:
Notiamo che di fronte ad una discesa globale ci sono titoli obbligazionari speculativi in dollari a breve duration, come il iShares USD Short Duration High Yield, oppure il iShares USD Treasury Bond 1-3 years che sono cresciuti in maniera sostenuta con il dollaro. Similmente gli azionari in dollari difensivi come il "Minimum Volatility" ed il Consumer Staples registrano una crescita.

Approfittando di una forte variazione rispetto a 7 mesi fa nel contesto di mercato e dei tassi d'interesse, nonché dei cambi valutari, vado a posizionarmi con la solita strategia da schermidore con il mio Cyrano.
Possiamo osservare che ho ricevuto ben 1965,74 euro di cedole e dividendi netti da quasi tutti gli asset a distribuzione e dalle obbligazioni Autostrade e Ford.

Vado innanzitutto a disinvestire:

- 90 quote di Lyxor FTSE Mib: mantenendo una significativa esposizione al mercato azionario dell'eurozona riduco almeno la quota in un paese molto esposto a crisi recessive e del debito come l'Italia. Disinvestendo con un gain del 19,84% vado a pagare il 26% di tasse ed ottengo 1765,57 euro di liquidità netta da utilizzare.

- 1000 euro di obbligazione Autostrade Spa scadenza 2023, per fare 'pulizia' dell'ultimo residuo di questo titolo. Anche qui abbiamo un gain e dovrei pagare 20 euro di tasse, tuttavia se ben ricordiamo la revisione di natale del 2020 il disinvestimento del governativo globale sotto la pari mi fornì 60,27 euro di minusvalenza da poter recuperare fino al 2024. Ne approfitto per utilizzarla e ottenere l'importo disinvestito al lordo delle tasse (995 euro). La minusvalenza residua si riduce a 40,27 euro ancora da utilizzare.

- 240 quote di Vanguard Treasury Bond a distribuzione. Il gioco con il dollaro si sta facendo duro: il rischio tassi ed il rischio valuta di questo titolo potrebbero essere fonte di eccessiva volatilità, quindi ottengo 5427,6 euro al netto del capital gain e tengo investite altre 80 quote.

- 20 quote di iShares USD Treasury Bond 1-3 acc. Anche qui cerco di ridurre il rischio dollaro in un momento di quotazione storicamente alta del biglietto verde. Ottengo, netto tasse, 2198,78 euro.

Procedo ad investire:

- In una fase di rapido rialzo dei tassi compro 10 quote del Lyxor Euro Government Bond 25+ years, titoli di Stato lunghi in euro per 1613,2 euro, iniziando quello che potrebbe essere, da qui al 2025, un accumulo.

- Aggiungo 1000 euro di obbligazione di Credit Suisse, mediando da un lato il prezzo di carico, dall'altra pagando solo 950 euro grazie al prezzo sotto la pari (il bond al momento garantisce interessi pari all'euribor6 mesi, indice anch'esso in rapido rialzo!).

- Sottoscrivo un nuovo bond: XS1642590480 emesso da Volkswagen Leasing, con un tasso fisso annuo del 1,625% e scadenza a gennaio 2025, in concomitanza con la fine del portafoglio. Lo pago sotto la pari: quota 95,17. La spesa per prenderne 3000 è di soli 2855,1 euro.

- Compro 287 quote aggiuntive dell'obbligazionario societario in euro iShares Corporate BBB bonds, approfittando dei ribassi delle quotazioni. Spendo 1280,02 euro e porto il totale in mio possesso a 1500 quote.

- Compro 15 quote di iShares JPM USD emerging markets bonds, mediando il prezzo di carico e investendo 1245,06 euro.

- Compro 30 quote di Vanguard Emerging Markets Gov. Bond USD, mediando il prezzo di carico e investendo 1216,5 euro.

- E' un momento valido anche per il mio accumulo 'pigro' sul LifeStrategy40: dati i ribassi ne acquisto 50 nuove quote a 25,24 euro, prezzo 1262 euro.

- Infine riacquisto i treasury bond a 1-3 anni... però stavolta con copertura valutaria verso l'euro (e a distribuzione)! Ne compro 15 quote per 1944,15 euro.

Ottengo il seguente risultato finale:


Il prossimo appuntamento con CYRANO è al solito tra sette mesi, alla fine di marzo del 2023.

P.C. 25/09/2022

sabato 24 settembre 2022

BOND Sovranazionali come alternativa al Conto Deposito?

Oggi su internet trovo l'offerta di un redditizio conto deposito di CherryBank al 3,2%. E' il più redditizio che ho trovato. Tassi impensabili fino a pochi mesi fa. Cherry Bank è un'impresa iscritta all'albo delle banche nata nel 2020, come fusione tra la Cherry106 e il Banco delle Tre Venezie, il cui core business si basa su un'attività di acquisto di crediti deteriorati che vengono poi lavorati per il recupero. Essendo iscritta all'Albo delle Banche (ABI) i depositanti presso questa società, in caso di bail in, possono chiedere rimborso fino a 100mila euro al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, istituito privatamente tra le banche dell'ABI.

Anche considerando nullo il rischio, il rendimento del 3,2% (2,37% netto) vale per le somme vincolate 120 mesi, sui vincoli a 48 mesi vale 2,75% (circa 2% netto). E con una società del genere possiamo immaginare che VINCOLO sia un'effettiva perdita di possesso di tali somme fino a data.

E se invece esistesse un "conto deposito" intorno al 2%, oltretutto tassato al 12,5%, oltretutto in grado di assorbire minusvalenze pregresse (e quindi poter essere incassato 'al lordo'), non affidato ad una banca che opera principalmente online o nel factoring o nella ristrutturazione del debito (soprattutto in periodi di recessione e con le normative sul salvataggio interno che in Europa non tutelano molto i depositanti), bensì ad un ente più forte dello Stato, con un rating superiore al debito italiano ma anche ai bond emessi in Italia (ricordiamo che Cassa Depositi e Prestiti è BBB), salvaguardando quindi il mio capitale al di fuori dei confini italiani ed in maniera 'sovranazionale', con grossomodo tutta l'Unione Europea come garante o quasi?

Stiamo parlando dell'attuale situazione delle obbligazioni Sovranazionali Europee a BREVE termine (1-5 anni), che alla data di venerdì 23 settembre 2022 appare la seguente:


Si tratta, in termini di conservazione del capitale, forse dell'investimento più sicuro che mi viene in mente. Sono gli strumenti utilizzati dagli istituzionali europei per conservare i loro grandi capitali con garanzia di solvibilità pressoché totale a prescindere dagli scenari economici e geopolitici. Sicuramente pagano un prezzo in termini di sotto-rendimento rispetto ad un'obbligazione italiana, rumena o greca, ma come vediamo il rendimento non è affatto negativo e probabilmente a livello di efficienza (rendimento/rischio al netto dei costi) batte quasi tutta la gestione del risparmio 'commerciale' e molti conti deposito di aziende che hanno bisogno di cash per operazioni di ristrutturazione del debito problematico e per factoring (acquisto di crediti verso istituzionali in primis). Oltre alle enormi agevolazioni fiscali e legali (ad esempio su questi non si pagano tasse di successione... altro che polizze ''unit linked'').
Con durate brevi anche il rischio tassi è controllato. La domanda è perché depositare grandi somme su un piccolo istituto finanziario italiano (o greco, o rumeno etc...) quando l'Unione Europea 2024 mi da un 1,87% annuo?

L'uomo comune giustamente mi chiederà "sì, ma che è 'sta roba?" e quindi una piccola spiegazione è dovuta:

EUROPEAN INVESTMENT BANK (BEI): la BEI è la banca d'investimento dell'Unione Europea, di proprietà degli Stati membri, nonché uno dei più grandi istituti di credito sovranazionale al mondo. E' valutata con AAA da tutte le principali società di rating.

KREDITANSTALT FUR WIEDERAUFBAU (KFW): è una banca pubblica tedesca posseduta al 80% dal governo federale ed al 20% dai lander, ed equivale alla Cassa Depositi e Prestiti italiana. Non è propriamente un sovranazionale, ma possiamo equipararla ad un governativo tedesco. E' una delle poche banche europee che è dispensata dall'applicazione delle normative europee e dalle direttive BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive). Di fatto si finanzia con garanzia pubblica tedesca, ma oltretutto vanta forti ricavi da tariffe di mercato essendo un'istituto di partecipazioni federali. E' valutata con AAA da tutte le principali società di rating.

EUROPEAN FINANCIAL STABILITY FACILITY (EFSF): è un'istituzione finanziata da tutti i paesi della zona euro per affrontare eventuali crisi del debito sovrano europeo. Finanzia gli Stati in difficoltà economiche. E' valutata con AAA da tutte le principali società di rating.

EUROPEAN STABILITY MECHANISM (ESM): detto anche Fondo salva-Stati, istituito dai paesi della zona Euro, eroga finanziamenti a Stati in difficoltà economiche a patto che applichino delle restrittive riforme economiche. E' valutato con rating da AAA a AA1 da tutte le principali società di rating.

EUROPEAN UNION: i bond emessi come European Union, in attesa di veri e propri Eurobond, sono emessi congiuntamente dalla EFSF e dall'unione politica ed economica dei 27 Stati membri (non solo dell'Eurozona). Hanno rating AAA.

Spero di aver chiarito le opportunità che le istituzioni europee stanno mettendo a disposizione (questi bond hanno tutti taglio minimo 1000 euro) in maniera utile e sintetica, anche se certamente i vostri Private Banker e le vostre Banche vi avranno già fatto presente la possibilità di remunerare il capitale 'certo' con simili opportunità. Senz'altro un ulteriore rialzo dei tassi a breve termine (la prossima riunione della BCE in materia è prevista per il 1 novembre) incrementerà il rendimento di questi bond.

P.C. 24.09.2022


mercoledì 21 settembre 2022

PERICLE: il rischioso portafoglio aggressivo-opportunistico cresce (+1,57%) in un trimestre mentre i mercati sono avversi

In una fase di vera fibrillazione dei mercati sia obbligazionari che azionari, andiamo a fare la revisione di un portafoglio molto 'flessibile': basato su una strategia 'opportunistica' e aggressiva un pò arbitraria (rispetto ad altri metodi molto più passivi e scientifici visti su questo Blog).

PERICLE al 21.09.2022 si presenta ai nostri occhi in questo modo:


Notiamo che nelle ultime revisioni abbiamo 'centrato' molti asset: sicuramente il dollaro, il timing giusto per alcuni azionari, e siamo riusciti ad applicare l'essenza della strategia opportunistica su titoli come l'obbligazione Metro scadenza 2025 al 1,5% che è stata 'presa' in un momento di crisi ottenendo un'ottima rivalutazione in appena 3 mesi.
Al contempo qualche asset ha remato contro: obbligazionari (ma sono in questo portafoglio generalmente 'corto'), Cina, Korea, Oro.

Ad oggi PERICLE vale 121509,11 euro, con una crescita del 1,57% nel trimestre ma soprattutto una performance del +21,5% dall'inizio dell'investimento (3 anni e 3 mesi fa).

Le cedole distribuite da quasi tutti gli ETF a distribuzione hanno portato la liquidità disponibile a 535,47 euro.

Inoltre è mia intenzione, trovandomi prossimo alla pari, di 'incassare' il mio profit sulla piccola operazione Metro 2025: vendo l'obbligazione con 236,4 euro di capital gain rispetto a giugno, ma non pago un centesimo di tasse, dato che PERICLE si portava ancora dietro 254,7 euro di vecchia minusvalenza da vendita di titoli in perdita. La minusvalenza ora si è ridotta ad appena 18,3 euro: ho fatto 'pulizia' ed ho incassato il gain dell'operazione al lordo.

Ho quindi 3507,97 euro da investire.

Ho deciso di assumere un atteggiamento leggermente 'contrarian' al mercato, possedendo comunque parecchio azionario, con la sottoscrizione da un lato di 9 nuove quote dell'ETC Invesco Physical Gold, per le quali spendo 1473,8 euro, sfruttando opportunisticamente la buona flessione (-7%) che l'oro ha attraversato nell'ultimo trimestre; dall'altro lato voglio aggiungere 2000 euro al BTP scadenza a fine portafoglio, a giugno 2023.

Il risultato di PERICLE è il seguente:

Non è stato facile crescere in questi tre mesi, ma PERICLE ne ha viste molte, tra Guerre, Pandemie, crisi economiche ed inflazione e continua a mantenere spunti 'neutrali' al mercato... alle volte. Vedremo dove ci porterà tra tre mesi nella revisione di dicembre.

P.C. 21/09/2022

lunedì 19 settembre 2022

BENNU: -8,58% per il portafoglio bilanciato su Fondamentali 'Storici'

Il portafoglio BENNU è stato costruito con una strategia più basata sullo storico degli asset che su ragionamenti di effettivo bilanciamento. Questo ha creato un'asset allocation 'atipica' dove ad esempio gli investimenti più ingenti sono in obbligazioni di paesi emergenti (1/3) e titoli di Stato globali (1/5) entrambi con copertura valutaria.

La riduzione drastica di liquidità del 2022 sembra aver posto in crisi anche i 'fondamentali' che storicamente avevano saputo bilanciarsi e darsi un'ottima redditività. Vediamo che il controvalore di BENNU è sceso sotto del 8,58% rispetto all'investimento di 16 mesi fa: 


La strategia di BENNU prevede il ribilanciamento periodico, ma solo dopo il terzo rendiconto di 8 mesi, non ora che ne sono trascorsi solo 16. Notiamo anche che un titolo di Stato italiano a 10 anni da inizio anno riporta una flessione prossima al 20%, mentre BENNU complessivamente neppure la metà.
Non ci resta che verificare l'andamento di BENNU tra otto mesi, in maggio.

P.C. 19/09/2022

venerdì 9 settembre 2022

TETRACTYS: recupero dei portafogli "elementari" di ETF dopo i 4 mesi estivi

 

Dopo l'ultima revisione di inizio maggio è tempo di ribilanciare e rivedere i 4 'essenziali' portafogli di ETF: Aria, Acqua, Terra e Fuoco, giunti al loro secondo anno di vita.


ARIA:


Il portafoglio composto da tutto l'azionario globale con rischio valutario (All Country World Index) e dall'obbligazionario globale aggregato privo di rischio valutario (Global Aggregate Euro Hedged) registra, dal 9 di maggio, una crescita intorno al 2%, da imputarsi completamente alla quota azionaria (l'obbligazionario è sceso... ma non di molto). La performance da inizio investimento sale quindi al +9,59%.

ACQUA:


Portafoglio a distribuzione/accumulo: l'asset obbligazionario diversificato globale (Global Aggregate Euro Hedged) e l'asset azionario diversificato globale ad alto dividendo (All Country World High Dividend) distribuiscono dividendi periodicamente che si accumulo nell'asset azionario 'Growth': il MSCI World Momentum.
In questi 4 mesi abbiamo visto, grazie ai dividendi, crescere la liquidità disponibile a 803,75 euro. La utilizzo per acquistare al prezzo corrente 15 quote di MSCI World Momentum:


Vi è sempre una crescita rispetto a maggio, ma in questo caso praticamente irrisoria (+0,3%), la performance attuale comunque è del +9,98%.

TERRA:


Il solido portafoglio 'pigro' con strategia buy&hold rappresenta anche il più diversificato come numero di strumenti ed il più esposto all'azionario del Tetraktis. Anche per questo riporta la crescita più significativa da maggio, quasi un +3%.
Attualmente la performance è del +12,9% dall'inizio dell'investimento.

FUOCO:


Il portafoglio mono-asset da investimento, che 'accumula' 2000 euro a quadrimestre sull'azionario All World privo di rischio valuta, si dimostra l'unico del Tetractys a crescita zero in 4 mesi. Questo ci consente di effettuare un'analisi empirica di una grande verità economica (che è poi una delle finalità del Tetractys): gli altri portafogli non sono cresciuti grazie alla redditività dei mercati e dell'economia, ma esclusivamente grazie all'effetto valuta che ha fatto crescere il dollaro, in cui molti asset azionari sono quotati, a discapito della nostra valuta.

Provvedo ad effettuare quindi il solito accumulo acquistando 133 quote aggiuntive di ETF in FUOCO:


Il prossimo appuntamento con il Tetractys è a gennaio del 2023.

P.C. 09/09/2022

lunedì 5 settembre 2022

SOCRATE: un portafoglio difensivo 'classico'

Un classico approccio consigliabile per l'investitore 'difensivo' è quello descritto nella celebre opera di Benjamin Graham "The Intelligent Investor". Questi 'consigli di buon investimento' hanno condotto all'elaborazione di una disciplina che lo stesso autore ha definito "la più conosciuta ma la meno rispettata nel mondo della finanza".

Il motivo è semplice: un approccio consapevole ed informato, ma da buon padre di famiglia, oltretutto prevalentemente 'passivo' (lo definiremmo oggi) toglie il lavoro a gran parte degli addetti ai lavori, che invece nella gestione del risparmio guadagnano, e tanto.

Baserò il nuovo portafoglio, SOCRATE, per quanto possibile sui 'consigli' di Graham, ma riferendomi in particolare a come questi sono esposti nell'edizione del 1949 e non nelle riedizioni pubblicate fino al 1973, la motivazione è che questa nacque dal successo dello stesso Graham nell'affrontare i mercati durante e dopo la Grande Crisi apertasi nel 1929 e le sue valutazioni non erano quindi influenzate dalla "Modern Portfolio Theory" elaborata da Harry Markowitz a partire dal suo saggio del 1952. Dal momento che tutta l'attuale teoria dell'asset allocation, non sconosciuta a Graham, si fonda oggi (insieme ai molti criteri di valutazione e bilanciamento di portafoglio, tra cui molto del materiale del presente Blog) sulla MPT ed in particolare sull'ottimizzazione tramite il modello Black-Litterman (1990), con cui per capirci tutti i robot advisors e i promotori finanziari e consulenti vari, 'calcolano' l'efficienza del portafoglio rispetto al rendimento atteso, definirò la strategia di Graham come una strategia "Classica" da opporre a quella "Moderna".

Per sintetizzare il moderno modello si concentra principalmente su Rendimento e Diversificazione (da cui nasce il concetto di Efficienza), mentre il modello classico su Valore e Qualità.

A partire dagli anni successivi al 2008 gli scritti di Graham, che sempre hanno goduto di popolarità (meno che presso gli addetti ai lavori), hanno riguadagnato visibilità laddove il modello ottimizzato Black-Litterman sembrò insufficiente di fronte a 10 anni di mercato avverso, quasi fallimentare quanto si dimostrò l'equazione di Black-Sholes nel prevenire dal rischio l'hedge fund LTCM dieci anni prima.

Queste 'cilecche' possono evidenziarsi nel profano nell'apparente 'fallibilità' del principio 'matematico' di Diversificazione come hedging al rischio rapportata al Rendimento come espressione di efficienza laddove nel caso dei derivati legati ai mutui Subrime, un errore globale nella valutazione del 'valore' di asset ha finito per 'contagiare' l'intero mondo finanziario, portando quasi ad un collasso del sistema di cui ancora dopo 14 anni stiamo scontando parzialmente le conseguenze.

Vado a tenere quindi presente alcuni dei suggerimenti che Graham rivolge all'investitore DIFENSIVO (non Prudente), come lui reputa dovrebbero ritenersi gran parte dei semplici risparmiatori.

1- Preferire mercati evoluti (lui, nella sua epoca, predilige per la quasi totalità il mercato USA, noi per necessità di difesa valutaria e considerando una credibilità odierna dei mercati europei rispetto all'immediato dopo-guerra, estendiamo anche all'Europa).

2- Selezionare aziende di VALORE (che per semplicità, anziché arrischiarci in 'direct indexing' cercando di valutare autonomamente il 'valore reale' di singoli titoli, possiamo oggi integrare con i principi della difersificazione ricorrendo a ETF "Value").

3- Cercare nelle aziende quelle che possiedono il miglior 'Baratro Competitivo" rispetto alla concorrenza (e anche qui abbiamo per fortuna degli ETF "Wide Moat").

4- Analizzare nelle aziende dati di bilanci come il giro d'affari, l'indebitamento, la capacità di distribuire ricchezza per lunghi periodi di tempo (che posso riassumere nei criteri "Quality", soprattutto negli USA).

5- Cercare di rimanere su aziende preferenzialmente di grandi dimensioni e dominanti sul mercato.

6- Approcciarsi al mercato del debito evitando investimenti rischiosi come obbligazioni di massimo merito creditizio, in valute estere, su mercati emergenti o dalla struttura ibrida. Preferire, in sintesi, i titoli, specialmente governativi, con rating elevati, con cui 'bilanciare' l'investimento in stocks (azioni).

Riferendomi a questi criteri ho quindi elaborato SOCRATE:


SOCRATE è un portafoglio di orizzonte temporale Medio/Lungo (7 anni e 4 mesi) bilanciato con 3/8 di azionario e 5/8 di obbligazionario.

Nell'azionario 1/8 del capitale è azionario Europa "Valore", 1/8 è azionario USA "Qualità" ed 1/8 è diviso tra indici globali (che quindi in porzioni minori di portafoglio diversificano anche su altri mercati, principalmente sviluppati) che investano nei 50 "Titani" dell'economia (le aziende più grandi) e in quelle favorite da un ampio "Baratro Competitivo" (Wide Moat) rispetto alla concorrenza.

L'obbligazionario è diviso tra 1/3 del portafoglio in obbligazioni con una maturità pari circa a quella del portafoglio (non vanno oltre il 2029) e 30% in obbligazioni con una durata finanziaria breve ed una maturità che non supera la metà di quella del portafoglio (Breve Termine).

Il 10% dell'obbligazionario è concentrato in titoli di Stato del Nord America (USA e Canada).
Vi sono poi 22,5% di Titoli di Stato di ottimo merito creditizio (sono esclusi quelli di minore qualità) dell'Europa espressi in Euro (Germania, Francia, Olanda, Belgio, Finlandia, Sovranazionale emesso dalla UE).

Il rischio valuta nel portafoglio è contenuto al 30% del capitale e concentrato essenzialmente sull'azionario.

Il ribilanciamento è previsto ogni 4 mesi.

Ad ogni revisione periodica si osserverà un ribilanciamento dell'azionario sull'obbligazionario, cercando di riportare il primo al 37,5% circa del capitale (ma con un 10% di margine).
Effettuerò poi un ribilanciamento dell'obbligazionario a Breve Termine (che non deve superare il 30% del capitale, ma può scendere indefinitamente al di sotto di tale percentuale) a vantaggio del restante obbligazionario.

Il risultato dovrebbe permettermi di mediare su eventuali discese dell'azionario o dell'obbligazionario di maturità più lunga rispetto all'obbligazionario di breve termine, senza eccedere il 2029 come scadenza e senza espormi a titoli di minore qualità (se uno dei singoli titoli perdesse la A nel reting andrà sostituito).

La distribuzione di dividendi, molto apprezzata da Graham, aiuterà a generare liquidità utile ai ribilanciamenti minori, così come i titoli sotto la pari in efficienza fiscale (anch'essa attenzionata dal nostro ispiratore) cercheranno di aiutarci con eventuali minusvalenze accumulatesi a fine investimento.

La prima revisione è prevista per gennaio 2023.

P.C. 05-09-2022

lunedì 15 agosto 2022

DEDALO: come investire in un portafoglio obbligazionario diversificato a lungo termine nell'anno del 'crollo' delle obbligazioni

DEDALO è un portafoglio di lungo termine basato su una strategia legata all'obbligazionario tendenzialmente 'lungo' e più redditizio possibile (mantenendo una significativa diversificazione). La strategia è stata basata proprio sull'attesa di una discesa delle quotazioni obbligazionarie dalla vera "bolla" del settore nel 2020, per mediare con sapienza i prezzi d'ingresso e costruire nel processo un portafoglio gradualmente.

A questo DEDALO abbina un 'PAC' che definii "ACWNI" (All Country World Nasdaq Increased) che accumula periodicamente le cedole delle obbligazioni o nell'azionario globale o sul Nasdaq.

Il 2022 sta offrendo veramente 'pane per i suoi denti' a Dedalo, un crollo delle obbligazioni così significativo in così poco tempo era pressoché inedito, anche se piuttosto comprensibile in funzione a quello che è stato fatto sul lato dei tassi d'interesse mondiali nel periodo in cui abbiamo iniziato DEDALO. L'aspettativa, se la crisi continuasse è di una opportunità data da possibili crisi del debito sovrano nei paesi emergenti ed in Europa. Parlo di 'opportunità' e mai perdite perché chi investe con la filosofia di Dedalo deve guardare il grafico con un'ottica inversa: il momento della flessione (investendo soprattutto in maniera diversificata e su asset come le obbligazioni con un valore futuro stabilito) non è una perdita, ma un momento di svalutazione e di maggiore rendimento per il nostro investimento, quindi sono in corso una specie di 'saldi'.

Vediamo quale è la situazione di DEDALO a ferragosto del 2022:


Negli ultimi 4 mesi Dedalo ha incassato 225,7 euro dalla scadenza dei conti deposito vincolati di Finint Online (a giugno) e di Banca Aidexa (a luglio) che hanno alimentato la liquidità di conto corrente disponibile oggi.
Inoltre sono stati ricevuti dividendi netti per 227,5 euro dal bond sovranazionale europeo "European Stability Mechanism" (che è piuttosto illiquido), 78,75 euro dal titolo di Stato francese a trent'anni 2052, 31,5 euro dal titolo di Stato del Belgio 2040, 96,25 euro dal titolo di Stato irlandese 2041, 186,72 euro dal Treasury Bond 2050, 238,71 euro dall'obbligazione societaria dei paesi emergenti 'Petroleos Mexicanos 2046', 122,03 euro dall'obbligazione della Daimler, 68,19 euro dall'obbligazione della Ford, 88,15 dall'obbligazione della multinazionale farmaceutica israeliana Teva Pharm, 42,17 euro dalla società petrolifera sudamericana Ecopetrol, 13,87 euro dall'obbligazione a tasso variabile di Unicredit. 
Forte di questo flusso positivo vado ad accumulare, come previsto per questo rendiconto periodico, sull'asset "Azionario Globale All World" comprando sul mercato 14 quote dell'ETF Vanguard All World, il cui saldo arriva a 122 per 12358,6 euro di controvalore attuale.

Data la significativa discesa del mio asset "core", ovvero l'obbligazionario dalla durata finanziaria 'lunga' ritengo opportuno utilizzare una fetta della liquidità disponibile per mediare il prezzo di carico di alcuni bond del mio portafoglio aggiungendone ulteriori sottoscrizioni o per cogliere qualche opportunità sul mercato obbligazionario.
Ho deciso di spendere in tal modo 24690,86 euro. Procedo quindi ai seguenti acquisti di obbligazioni:

Compro altri 1000 euro di sovranazionale "European Investment Bank TF 0,05 2034" al prezzo odierno di 80,74 ed al prezzo di 807,4 euro, portando il mio saldo a 6000.

Compro 1000 euro aggiuntivi di titolo di Stato della Romania 2050 al 3,375% tasso fisso al prezzo di 67,5 (stiamo parlando di 5,73% di rendimento annuo attuale per questo titolo di Stato a 28 anni), il mio saldo arriva a 11000 euro.

Compro 1000 euro aggiuntivi anche del titolo di Stato della Romania 2032 al 2% al prezzo di 75,68, portando il saldo a 8000.

Compro 2000 euro di titolo di Stato della Bulgaria  1,375% scadenza 2050 al prezzo odierno di 64,81, giungendo ad un saldo di 4000.

Compro 1000 euro di titolo di Stato dell'Ungheria al 1,3% scadenza 2051 a 61,78, portando il saldo a 5000.

Compro 1000 euro iniziali di titolo di Stato dell'Austria al 1,5% scadenza 2047, a 93,44.

Compro 1000 euro aggiuntivi di titolo di Stato della Finlandia 0,25% scadenza 2040 a 75,37 giungendo ad un saldo di 3000.

Compro 3000 euro di BTP italiano 2067 2,8% scadenza 2067 al prezzo di 86,5, portando il saldo a 10000 posseduti.

Compro 3000 euro di titolo di Stato francese 2052 tasso 0,75% al prezzo attuale di 70,45, portando il saldo a 15000 euro.

Compro 3000 euro di titolo di Stato della Spagna 2050 tasso 1% al prezzo di 67,35, portando il saldo a 15000 euro.

Compro 1000 euro di titolo di Stato belga allo 0,4% scadenza 2040 al prezzo di 74,92, portando il saldo a 10000 euro.

Compro 1000 euro di titolo di Stato del Portogallo allo 0,475% scadenza 2030 al prezzo di 90,97, portando il saldo a 9000 euro.

Compro 1000 euro aggiuntivi di titolo di Stato irlandese allo 0,55% scadenza 2041 a 77,78, portando il saldo a 3000 euro.

Passo quindi ai titoli di Stato in valuta:

2000 sterline (iniziali) di titolo di Stato del Regno Unito scadenza 2026 al 1,5% mi costano 2323,18 euro, pagandoli 98,44.

4000 dollari di titolo di Stato USA al 2% scadenza 2050 mi costano 3014,37 euro al prezzo di 77,69 e portano il mio saldo a 26000 dollari.

2000 dollari di titolo di Stato turco al 8% scadenza 2034 mi costano 1872,1 euro al prezzo di 96,5 e portano il mio saldo a 10000 dollari.

Infine completo con due aggiunte alle obbligazioni societarie:

Un acquisto iniziale di 1000 euro di obbligazione 'BMW Financial' tasso 1,5% al 2029 mi costa 964,5 euro e la compro a 96,45.

Una sottoscrizione aggiuntiva di 2000 dollari di obbligazione Xerox al 4,8% scadenza 2035 invece mi viene a costare 1509,71 euro e porta il mio saldo a 6000 dollari.

Della liquidità disponibile decido di depositare 15000 euro nel "Conto Progetto" che mi assicura a breve scadenza 1,75% di tasso fino a fine anno e 1,5% fino al 31.12.2023. Ovvero 239,34 euro netti programmati di interesse.

Lascio 21509,71 euro liquidi: la prossima revisione, per accumulare le cedole sul Nasdaq è prevista a breve, a metà novembre e data la situazione non è escluso che si aprano scenari interessanti per acquisti ulteriori.


Il controvalore odierno di DEDALO è in flessione del -2,75% sul capitale iniziale, ma data la situazione la flessione mi appare ancora contenuta, mentre le quotazioni delle obbligazioni in cui sono entrato decisamente 'opportunistiche' come rendimento rispetto a due anni fa.

P.C. 15/08/2022

domenica 14 agosto 2022

MELPOMENE: la Musa della Tragedia giunge a conclusione dopo 3 anni, mostrandoci cosa accade affrontando le difficoltà di un investimento dinamico nel Breve Termine

 

Con MELPOMENE ho simulato, esattamente 3 anni, fa, un portafoglio bilanciato e diversificato in maniera sensata per un investimento a Breve Termine (3 anni), ma che includeva molti asset dinamici (anche troppo!).

Questo mini-portafoglio di 25000 euro ha attraversato il crash del 2020, la ripresa del 2021 e il bear market del 2022 e giungiamo oggi, a metà agosto, a tirare le fila e le conclusioni.

Ritengo sia, in particolare un buon esercizio per capire come molte singole difficoltà messe insieme in un portafoglio diversificato tutto sommato 'spalmano' il rischio: MELPOMENE ha affrontato di tutto, persino il default di un bond sovrano, ma l'asset allocation era sensata e quindi il suo investitore è giunto a termine con un (contenuto) guadagno e senza dover subire chissà quali 'tragedie'.

Il 14 agosto del 2019 MELPOMENE era un mini-investimento (25000 euro) composto da:

2000$ Titolo di Stato Argentina 5.625% 26ge22 (US040114HK99) sottoscritto a 51,7 per 921,4 euro

5000 Obbligazione Cassa Depositi e Prestiti TM 2022 (IT0005090995) sottoscritta a 98,25 per 4912,5 euro

30000NOK Obbligazione European Investment Bank TF 1,5% Ge24 Nok (XS1555330999) sottoscritta a 100,77 per 3020,74 euro

3000 US912828J769 TNote Marzo2022 al 1,75% (US912828J769) sottoscritto a 100,7 per 2692,04 euro

16 quote di ETF Lyxor Core Stox Europe 600 (LU0908500753) sottoscritto a 148,98 per 2383,68 euro

18 quote di ETF xTrackers MSCI USA (IE00BJ0KDR00) sottoscritto a 69,78 per 1256,04 euro

30 quote di ETF Ishares Bric 50 (IE00B1W57M07) sottoscritto a 25,54 per 766,2 euro

591,856 quote di Sicav Fidelity Gbl Short Duration Income Fund (LU0840141500) sottoscritta a 8,448 per 5000 euro

4000 euro di Conto Deposito 3 anni RendiMax vincolato top 2,25%, scadenza 14ago2022

Il totale investito era di 24952,6 euro.


L'asset allocation era al 20% azionaria, includeva però 26,5% di obbligazioni in valuta (corona norvegese, dollaro) tra cui un rischiosissimo bond argentino, che rendevano la parte 'rischiosa' del portafoglio a circa il 50% del capitale, questo è un approccio molto 'dinamico' per un orizzonte temporale di soli 3 anni, che è stato quindi 'mediato' da investimenti molto stabili come conto deposito, obbligazione di cassa depositi e prestiti e altri strumenti obbligazionari a contenuta durata finanziaria. Il rischio valuta, oltretutto, circa il 50% del capitale.


Andiamo a vedere, oggi, di questi investimenti cosa ne è stato.


Sul bond argentino abbiamo affrontato un 'interessante' (a livello didattico) default sovrano. I 2000 dollari di Argentina 5,625% 26/01/2022 (US040114HK99) sono stati scambiati al 97% con 1940$ di un "new bond" Argentina 0,125% luglio2030 (XS2177363665). Questo titolo, frutto di una rinegoziazione del debito, ha oggi un valore di 19, quindi ne ottengo 368,6 dollari pari a 359,17 euro. Aggiungo 45,7 euro di interessi netti percepiti ed arrivo a 404,87 euro. Questo mi produce una minusvalenza di 562 euro utilizzabile con altri titoli efficienti fiscalmente. La grande 'paura' di un default sovrano si risolve con un 'contenuto' danno, come vediamo, perché la 'dose' di bond argentini era calibrata e diversificata con altri strumenti di natura  quasi opposta (es. treasury bond americani).

L’obbligazione Cassa Depositi e Prestiti è scaduta a marzo, ha prodotto 5000 euro di capitale e 13,12 di cedole nette. Notiamo che qui il rischio che ci siamo 'accollati' è stato principalmente di una bassa redditività (ovvero un rischio inflattivo... che comunque su orizzonti temporali brevi fa meno 'male' che su quelli medio-lunghi).

Il titolo sovranazionale in Corone Norvegesi invece quota oggi 97,77: lo liquido per 29310 corone norvegesi, pari a 2984,14 euro, anche qui ho 36 euro di minusvalenza. Ho però 117,5 di cedole pagate negli ultimi 3 anni.

Il titolo di stato USA Tnote è scaduto a marzo del 2022, rimborsando 3000 euro che, all’epoca, valevano 91 centesimi, per 2730 euro netti. Oltretutto ha pagato 135,84 euro netti di cedole.

Il conto deposito RendiMax è stato liquidato oggi per 4000 euro, cui aggiungiamo 199,8 euro di interessi netti con una liquidazione ‘pulita’ di 4199,8 euro.

Passiamo al fondo attivo “Fidelity Global Short Duration Income in dollari” che ha oggi un NAV di 8,811 euro: in 3 anni il controvalore è passato quindi a 5214,84 euro, che al netto della fiscalità fanno 5158,98 euro. Il ricorrere ad un obbligazionario ‘corto’ in valuta dollaro ha decisamente premiato, pur essendoci assunti un significativo rischio valuta abbiamo 'coperto' il rischio dei mercati (tipico dell'azionario) e quello dei tassi (che riguarda di più le obbligazioni lunghe). Attenzione però perché questo obbligazionario flessibile a bassa duration era caratterizzato anche dal pagamento mensile di un dividendo, in tutto in 3 anni parliamo di 99,36 euro netti distribuiti.

Passiamo agli ETF:

Il Lyxor Core Eurostoxx600, sottoscritto a 148,98 euro, oggi vale 193,92 euro, gain del +30,16%. Al netto delle tasse ne ottengo 2916,24 euro.

Il xTrackers MSCI USA quota oggi 117 euro, con una performance del +67,67% in 3 anni. Il controvalore finale, al netto delle tasse, è di 1885,01 euro.

Arriviamo infine alla ‘nota dolente’ del BRIC, non favorito di certo dall’anno in corso. Oggi chiude a 20,73, con un controvalore finale netto di 621,9 euro. A questo aggiungiamo 23,09 euro di dividendi netti incassati. L'elevato rischio di un BRIC su un portafoglio a Breve Termine era già stato preso in considerazione a inizio portafoglio e, non a caso, 'dosato' in maniera sensata.

Il controvalore finale ottenuto di questo non facile portafoglio è quindi di: 26289,85 netti.

Rispetto ai 24952,6 euro ha chiuso in gain di 1337,25 euro netti. E’ quindi in gain del +5,35%, pari al +1,79% annuo netto.

P.C. 14/08/2022

venerdì 12 agosto 2022

ATLANTE: azionario a pesi costanti in flessione del 3,19% in 4 mesi

ATLANTE è un portafoglio 100% azionario, composto interamente da ETF a distribuzione con una strategia 'a pesi costanti'.

Prevede un'asset allocation più euro-centrica che USA-centrica (35% investimento azionario Eurozona) per ridurre il più possibile la volatilità dovuta all'effetto valuta. In questa fase è stato penalizzato dal corso dei mercati dalla fine del 2021, tuttavia la flessione risulta relativamente contenuta, soprattutto rispetto a quanto era sceso durante il flash-crash del 2020.

L'andamento di ATLANTE è stato finora il seguente:


La situazione al 12 agosto è la seguente, inclusi i dividendi distribuiti nei 4 mesi:


Il gain attuale è del +17,25% dalla fine del 2019 (2 anni e 8 mesi).

Come possiamo osservare l'azionario dell'Eurozona è tornato sotto soglia a 32,35%, mentre al di sopra c'è il Vanguard S&P500 che è anche avvantaggiato dal cambio favorevole. Altra asset class fortemente penalizzata è l'immobiliare europeo, sceso di oltre il 12% in soli 4 mesi.

Vado quindi a disinvestire 20 quote dall'azionario USA, ottenendo 1443,67 euro al netto del capital gain.

Con il saldo di dividendi e disinvestimento ottenuto vado ad incrementare la quota in MSCI EMU ed in FTSE Developed Europe Real Estate. 20 quote dell'azionario Eurozona le pago 842,1 euro, mentre 72 quote dell'azionario immobiliare europeo costano 1895,76 euro.

Il risultato finale di ATLANTE è il seguente:

Vedremo cosa porterà la fine del 2022 a questo portafoglio.

P.C. 12/08/2022

martedì 9 agosto 2022

Gli ETF di HSBC

Dopo quasi 2 anni mi trovo a riproporre sul mio Blog la recensione dell'offerta in ETF di HSBC, una delle più grandi banche del mondo. Questo perché di recente l'offerta di questo 'brand' si è notevolmente ampliata colmando molte delle lacune precedenti. 

La Hongkong and Shanghai Banking Corporation è una prestigiosa istituzione, nata come banca commerciale nel 1865 ad Hongkong. Era l'era del colonialismo ed il fondatore, sir Thomas Sutherland, la instituì tale compagnia per avvantaggiarsi dell'apertura al commercio della Cina, facendo base nella colonia britannica e nel porto di Shanghai.

In 155 anni di attività la HSBC Holding è diventata una multinazionale ed una holding di servizi finanziari, fino a raggiungere le dimensioni di più grande banca europea e, con 102 miliardi di dollari, il secondo titolo per capitalizzazione di mercato della borsa di Londra (LSE) dopo la Royal Dutch Shell.

Ad oggi è una delle società leader mondiali di Commercial Banking, Global Banking (Investment Banking), Retail Banking e Wealth Management e Global Private Banking.

Non poteva non essere presente con una propria offerta di ETF che hanno la caratteristica di avvantaggiarsi dell'enorme vastità degli investimenti della multinazionale, nonché della sua esperienza commerciale nei mercati emergenti e periferici. Tutti i titoli principali sono costruiti fedelmente alla più pura replica passiva: replica fisica dell'indice, nessun espediente di derivati o prestito titoli, divisione tra utili aziendali (che vengono distribuiti) e capitale.

Gli ETF della HSBC non hanno una popolarità che gli assicura grandi masse di scambi sui mercati italiani (salvo qualche titolo), cionondimeno rappresentano degli strumenti con caratteristiche peculiari per area e tema d'investimento e possono quindi risultare molto interessanti.

 

La caratteristica degli ETF della HSBC è l'essere tutti strumenti azionari, caratterizzati per l'investimento localizzato in specifici, e particolari, mercati ed aree geografiche.

Rappresentano l'essenza più "pura" dell'investimento passivo indicizzato e oltre alla natura azionaria sono accomunati (con pochissime eccezioni per il dividendo) da queste caratteristiche:

- Nessun hedging valutario, nessun prestito titoli, nessuna replica sintetica o altro ricorso a strumenti finanziari derivati

- Replica sempre fisica, totale o con un campionamento ottimizzato che comprende quasi tutto l'indice

- Distribuiscono i dividendi, non li reinvestono, distinguendo il capitale dagli utili distribuiti (fanno eccesione i nuovi tematici ed il far east ex japan che invece accumulano).

 

Gli Indici Principali:

Gli ETF principali di HSBC sono caratterizzati da un'altissima qualità intesa come rapporto tra modalità di replica ritenute efficienti, costi e ovviamente rating Morningstar. Effettuano un'integrale distribuzione degli utili, una replica 'pura' alleggerita da qualsiasi tecnica 'sintetica' e da costi bassissimi anche per la categoria (nessuno supera 0,19% l'anno di commissioni).

 

HSBC MSCI World (IE00B4X9L533 per la versione a distribuzione, IE000UQND7H4 per la versione ad accumulo)

Un classico fondo indicizzato a replica passiva dell'indice MSCI World, che investe in 1396 titoli azionari di 23 paesi sviluppati (sui 1600 titoli inclusi nell'indice, riprodotto tramite campionamento ottimizzato). E' privo (come tutti quelli di HSBC, che sono 'puri' nella loro replica) di Hedging valutario.

La caratteristica unica di questo strumento è il costo, con un Total Expense Ratio di 0,15% rappresenta il più economico MSCI World presente sul mercato, il che unito alla modalità di replica, alla semplicità ed efficacia di costruzione dell'indice ed alla distribuzione dei proventi, nonché alla dichiarata assenza di qualsiasi utilizzo di strumenti derivati (incluso l'hedging), di tecniche di prestito titoli o di replica sintetica (qui la replica è assolutamente fisica) lo rende forse uno strumento candidato all'investimento di patrimoni anche consistenti ed a lungo-lunghissimo orizzonte temporale, in quanto espressione dell'investimento indicizzato più "puro" e gestito come contractual fund con una professionale gestione tra Irlanda e Svizzera (HSBC Private Bank Suisse). La versione a distribuzione ha un buono storico (sul mercato da 10 anni) ed ha masse superiori al miliardo e mezzo, la versione ad accumulo è una recente 'new entry' nel segmenteo ETFPlus di Borsa Italiana.


HSBC S&P500 (IE00B5KQNG97 per la versione a distribuzione, IE000JZ473P7 per la versione ad accumulo)

Caratterizzato dalla stessa gestione 'autentica' rappresenta l'ETF che replica, integralmente ed in maniera fisica, l'indice di riferimento della borsa USA. Con storico e caratteristiche speculari al MSCI World della casa ha una capitalizzazione anche superiore (3,28 miliardi ad oggi) ed un costo di gestione record i 0,09% l'anno di TER. 

 

HSBC FTSE100 Gbp (IE00B42TW061)

Banca britannica per eccellenza, non può mancare nell'offerta HSBC, una replica dell'indice di mercato della borsa di Londra. Sul mercato addirittura dal 2009, con una tecnica di replica fisica totale in sterline ed un eccellente TER dello 0,07% l'anno, fa parte della 'famiglia' dei principali ETF dei paesi sviluppati, eccellente selezione per investire sul mercato UK. E' anch'esso solo a distribuzione, con dividendi pagati gennaio/luglio. Gli scambi sono inferiori (superiori a 300milioni).

 

HSBC Euro Stoxx50 (IE00B4K6B022 per la versione a distribuzione, IE000MWUQBJ0 per la versione ad accumulo)

Continua la 'selezione' degli indici classici dei paesi sviluppati, con una replica perfetta (fisica totale) dell'eurostoxx 50 composto dalle 50 azioni più capitalizzate dell'Eurozona, la versione a distribuzione è sul mercato dal 2009. E' uno degli ETF più economici esistenti, con un TER di 0,05% l'anno. 

 

HSBC MSCI Europe (IE00B5BD5K76)

Fratello più diversificato del precedente, questo ETF replica in maniera fisica ed integrale l'indice dei principali titoli azionari dei 15 paesi europei più industrializzati. Il fondo è composto da 433 titoli e mantiene un TER eccellente per la categoria dello 0,1%, possiede anche un invidiabile storico dal 2010. Come gli altri distribuisce dividendo a gennaio e luglio.

 

HSBC MSCI Japan (IE00B5VX7566)

L'ETF sul Giappone della casa presenta la nota qualità e l'usuale scelta di distribuzione semestrale. Replica l'indice delle 318 aziende giapponesi a grande e media capitalizzazione replicandolo totalmente con un TER di 0,19%.

 

HSBC MSCI Pacific (IE00B5SG8Z57)

L'ETF della casa che diversifica nei paesi sviluppati dell'area del Pacifico: dove l'economia egemonica è l'Australia (58%), poi Hong Kong (24,8%) da intendersi come area cinese "sviluppata", Singapore (8,39%), la Nuova Zelanda (2,75%), Macao (1,38%). L'indice investe in 134 azioni, che presentano caratteristiche proprie di mercati sviluppati e non emergenti. L'indice è come al solito costruito benissimo, è sul mercato da oltre un decennio, ha un TER record (per il comparto) dello 0,15% e distribuisce in maniera sostenibile gli effettivi proventi separando "reddito da capitale e reddito da utili" con l'usuale cadenza semestrale.

 

HSBC MSCI Emerging Markets (IE00B5SSQT16 per la versione a distribuzione, IE000KCS7J59 per quella ad accumulo)

Ricordiamo che da oltre un secolo e mezzo la HSBC, nata come banca coloniale per commerciare con la Cina vanta rappresentanze ed esperienza record nei cosiddetti "paesi emergenti". Il loro ETF Emerging Markets è caratterizzato da costo (0,15% TER) record e qualità record: investe fisicamente nelle 1031 azioni principali dei Paesi Emergenti, in primis Cina (42%), poi Taiwan (12%), Corea (11%), India (8%), Brasile (4,7%), Sudafrica (3,5%), Russia (3,2%), Arabia Saudita (2%), Tailandia (1,9%), Malesia (1,7%). La versione a distribuzione del titolo è sul mercato dal 2011 e distribuisce integralmente gli utili ogni tre mesi (gen/apr/lug/ott), la versione ad accumulo è più recente.

  

Gli Indici Locali:

ETF secondari della casa, investono in singole economie. Hanno la caratteristica di costi più elevati, ma rappresentano un 'patrimonio' della società in quanto consentono di diversificare pesando singole economie di "nicchia" come Messico, Malaysia etc... sono purtroppo molto meno scambiati.

 

HSBC MSCI USA (IE00B5WFQ436)

Fondo specializzato sul mercato americano, investe in 610 azioni, aggregando a quelle a grande capitalizzazione (già presenti negli S&P500) anche quelle a media capitalizzazione. I costi sono dello 0,3% TER e la distribuzione è sempre semestrale.

 

HSBC Canada (IE00B51B7Z02)

Titolo specializzato nel mercato canadese, di cui riplica gli 83 titoli principali. TER 0,35% e distribuzione semestrale.

 

HSBC China (IE00B44T3H88)

Il titolo è fuorviante, sarebbe bene definirlo, per distinguerlo, come "Hong Kong" poiché replica le azioni cinesi della borsa di Hong Kong (una delle 3 borse cinesi) investe in 712 azioni principali qui quotate, distinte tra titoli H, titoli B, Red Chips e P Chips. Il costo è 0,3% l'anno ed il dividendo sempre semestrale.

 

HSBC China A Inclusion (IE00BF4NQ904)

ETF che investe nel mercato cinese, senza alcuna sovrapposizione con il precedente. Investe infatti solo nelle azioni di classe A, quelle aziende della Cina continentale scambiate nelle due borse di Shanghai e Shenzen (no Hong Kong). Investe fisicamente in 474 titoli a grande capitalizzazione e distribuisce il dividendo trimestralmente, con un TER dello 0,3% annuo.

 

HSBC All Country Far East ex Japan (IE00BBQ2W338)

Complementare al Giappone ed al Pacific, è un ETF completamente diverso: investe nell'estremo oriente ed è quindi essenzialmente un indice dei paesi emergenti asiatici. Investe in 581 aziende, in primis cinesi continentali (51%... c'è quindi una sovrapposizione con gli ETF locali di questo paese), Taiwan (15%), Corea (14%), Hong Kong/Cina regione autonoma (8,25%), Singapore (2,67%), Thailandia (2,33%), Malesia (2%), Indonesia (1,74%), Filippine (0,88%), Macao (0,44%). Niente India, essenzialmente Cina, paesi limitrofi e Sud-Est Asiatico, quindi. Il costo è 0,45% TER. E' oltretutto uno dei pochi ETF di HSBC ad accumulazione dei proventi!

 

HSBC Russia Capped (IE00B5LJZQ16)

Titolo che investe, con una rara replica fisica e totale, ed un buono storico (2011), in 22 aziende russe. La diversificazione è scarsa, costa 0,6% l'anno e distribuisce gli utili ogni 6 mesi.

 

HSBC MSCI Brazil (IE00B5W34K94)

Il fondo investe nelle 54 aziende principali brasiliane, costo 0,5% e distribuzione semestrale.

 

HSBC MSCI Indonesia (IE00B46G8275)

Il fondo investe nelle 22 aziende principali indonesiane, costo 0,5% e distribuzione semestrale.

 

HSBC Emerging Markets Latin America (IE00B4TS3815)

ETF di nicchia, ma molto interessante, perché grazie all'esperienza di HSBC permette di accedere al mercato di paesi in cui raramente gli ETF investono. Le 106 aziende replicate fisicamente nell'indice, oltre che in Brasile (60%) e Messico (21%), investono in Cile (7%), Perù (3,3%), Colombia (2,4%) e Argentina (1,7%). TER 0,6% e distribuzione trimestrale.

 

HSBC Taiwan Capped (IE00B3S1J086)

Questo ETF investe per il 35% in azioni a larga capitalizzazione e 65% a media capitalizzazione di Taiwan. In totale 87 titoli, distribuzione semestrale e TER 0,5%.

 

HSBC Korea Capped (IE00B3Z0X395)

Investe in circa 100 aziende coreane, TER 0,5% e distribuzione semestrale.

 

HSBC Mexico Capped (IE00B3QMYK80)

Investe in 24 principali aziende messicane, TER 0,5% e distribuzione semestrale.

 

HSBC Turkey (IE00B5BRQB73)

Investe in 14 principali aziende turche, TER 0,5% e distribuzione semestrale.

 

HSBC Malaysia (IE00B3X3R831)

Investe in 41 principali aziende della Malesia, TER 0,5% e distribuzione semestrale.

 


 

 Gli Indici Settoriali e Tematici:

Più recentemente il catalogo di HSBC si è arricchito di ETF tematici, principalmente gli indici “Sustainable” che sono costruiti con una doppia selezione: attenzione ESG classica da un lato, criteri di “low carbon” come secondo fattore ed esclusione di settori controversi.


HSBC Nasdaq Global Semiconductor (IE000YDZG487)

L'ETF investe nelle aziende di tutto il mondo che si occupano di semiconduttori. Il 60% è allocato negli USA. Costo 0,35% ed accumulo dei dividendi.


HSBC Hang Seng Tech HKD (IE00BMWXKN31)

L'ETF replica i 30 maggiori titoli azionari quotati in valuta locale sulla borsa di Hong Kong. Principali settori attuali: tecnologia, consumi discrezionali, comunicazioni. Costo 0,5% ed accumulo dei dividendi.

 

HSBC EPRA/NAREIT Developed (IE00B5L01S80)

L'ETF investe nelle principali aziende immobiliari dei paesi sviluppati: 341 titoli, in primis USA (53%), Giappone (11%), Germania (6%). Costo 0,24% e distribuzione trimestrale.

 

HSBC Developed World Sustainable Equity (IE00BKY59K37)

968 azioni mondiali per rating sostenibile. Questo indice non include solo il ESG classico, ma l’allineamento con le politiche anti-inquinamento “Low Carbon” e l’esclusione di settori non etici (militari, controversi etc…). La conseguenza diretta è un sovrappeso dei tecnologici (primo settore al 29%) e dei finanziari (21%) che da soli occupano metà del capitale. Geograficamente ¾ del capitale è investito in USA (2/3), Giappone (8%) e UK (5,25%). 0,18% TER annuo. Accumulo.

 

HSBC USA Sustainable Equity (IE00BKY40J65)

470 titoli USA selezionati per rating sostenibile. Gran parte (55%) tecnologici e finanziari. 0,12% di TER e ad accumulazione.


HSBC Europe Sustainable Equity (IE00BKY55W78)

225 azioni mondiali per rating sostenibile. 42% diviso tra UK e Svizzera, il resto paesi EMU. 0,15% di TER. Accumulazione.


HSBC Europe ex-UK Sustainable Equity (IE00BKY58625)

Uno dei pochi strumenti in assoluto in grado di replicare tutta Europa, escludendo il Regno Unito. 225 azioni mondiali per rating sostenibile. Le prime tre economie sono Svizzera (23%), Francia (20%) e Germania (42% diviso 17%). 0,15% di TER. Accumulazione. 


HSBC Japan Sustainable Equity (IE00BKY55S33)

439 titoli azionari giapponesi, selezionati per rating sostenibile. Ne risulta in questo caso una forte riduzione dei tecnologici (appena 8%) a favore di beni di consumo e industriali (46%). 0,18% di TER. Accumulazione.

 

HSBC Asia-Pacific Sustainable (IE00BKY58G26)

Investe fisicamente in ben 859 titoli azionari di Cina, Australia, Corea, Taiwan, Cina/Hongkong, India, Singapore e Tailandia, selezionati per rating sostenibile. No Giappone. Finanziari e tecnologia oltre il 60% del capitale. Esclude il Giappone. 0,25% di TER. Accumulazione.

 

HSBC MSCI Emerging Markets Climate Paris Aligned (IE000FNVOB27)

Investe fisicamente in titoli dei paesi emergenti (un terzo Cina, poi India, Taiwan e Corea del Sud), sovrapesando le aziende in base a rischi e opportunità relative al cambiamento climatico. TER 0,18% e ad accumulazione.


                                                              Gli ETF obbligazionari:

HSBC Bloomberg Global Sustainable Aggregate 1-3 year bond (IE000XGNMWE1)

ETF estremamente interessante, poiché è l'unico obbligazionario aggregato in circolazione a durata finanziaria molto breve (titoli ad 1-3 anni). Investe in 191 obbligazioni accumulandone il rendimento. Il filtro ESG rende la diversificazione anche valutaria molto forte: il 46% è composto da obbligazioni in dollari ed è quindi esposto USD, tuttavia la seconda valuta è l'euro che occupa il 23% del capitale, viene poi lo yen giapponese, con il 14,86%, e tra le valute minori dollaro canadese (3,6%), sterlina (3,12%). Circa 2/3 del capitale sono in titoli di Stato, ed 1/3 in obbligazioni societarie di varia natura. La duration è 1,85% circa. Il TER è 0,18%.


HSBC Bloomberg EUR Sustainable Corporate Bond (IE00BKY81B71)

Obbligazioni societarie in euro, 0,18% di TER ed accumulo dei proventi.


HSBC Bloomberg USD Sustainable Corporate Bond (IE00BKY81627)

Obbligazioni societarie in dollari, 0,18% di TER ed accumulo dei proventi.


P.C. 09.08.2022