Deucalione risolve il problema rivolgendosi ampiamente all'azionario, 6 quinti del portafoglio sono investiti in asset azionari. I manuali di finanza (vedremo se ci sarà una massiccia riscrittura per quando la bolla sui tassi giungerà a termine!) ci insegnano però che i titoli di stato e l'obbligazionario, i cui asset hanno una ciclicità legata alle maturity ed alle duration dei titoli in cui investono, sono soggetti ad una minore volatilità, minori oscillazioni che incorporano minore rischio.
Il tentativo di cercare la distribuzione come in Deucalione, ma farlo ampliando l'obbligazionario con le attuali quotazioni di 'entrata' per l'obbligazionario diventa una sfida, la sfida diventa temeraria laddove andiamo anche a contenere il rischio valuta.
Da questi interrogativi nasce una mia nuova simulazione: Annibale.
Se Deucalione rappresenta il Mosè classico, salvatore dell'umanità, Annibale deve solo scortare i suoi elefanti attraverso le Alpi. Sfida meno assoluta, ma non per questo elementare.
Partiamo dai vincoli: Annibale è un portafoglio a Pesi Fissi basato su un'asset allocation al 30% azionaria ed al 70% obbligazionaria, dotata di un'esposizione del 30% alle più disparate valute ed al 70% all'euro o in investimenti con hedging sull'euro.
L'asset allocation che ho scelto è considerata più prudente di Deucalione, e lo considero quindi un portafoglio a rischio 'Medio' (parlare di basso rischio di questi tempi non è facile purtroppo...). Ovviamente il rischio si lima con l'orizzonte temporale e assegno a Annibale un orizzonte temporale medio-lungo di 8 anni: fino a metà settembre del 2027.
Asset Allocation:
40% Titoli di Stato o Obbligazioni Sovranazionali
15% Obbligazioni Corporate
15% Azionario Europeo
9% Azionario USA/Nord America
9% Obbligazionario Alto Rischio/Rendimento
6% Obbligazionario di Paesi Emergenti
6% Azionario Settoriale/Tematico (ho scelto il Real Estate)
Il 9 settembre 2019 il tema per me più difficile da affrontare è quello dei Titoli di Stato e dell'Obbligazionario Corporate. Vorrei abbinare ai classici ETF (se fosse un portafoglio più avanzato andrei a cercare anche ETC, Certificati e strumenti più complessi, ma voglio riservare per Annibale strumenti privi di complessità) dei titoli obbligazionari, possibilmente sotto la pari, per fornirgli efficienza fiscale (vendendo sopra la pari un'obbligazione e sotto la pari un ipotetico ETF che voglio switchare o togliere compenserei la minus!). Il problema è che non se ne trovano facilmente.
Ho quindi deciso di 'giocarmi' quel jolly del 30% di investimenti in valuta estera su questi due asset: Obbligazioni e Titoli di Stato, comprandone di più redditizie, ma in valute speculative rispetto all'euro. Qualcuna di queste valute forse si svaluterà (forse... dato i tassi bassissimi che tiene la BCE), ma è lecito sperare che qualcuna si apprezzerà, dandoci gli strumenti per dare valore al portafoglio ed efficienza fiscale.
Aggiungo un ulteriore livello si raffinatezza: queste obbligazioni inserite in valuta nel portafoglio hanno tutte scadenza inferiore all'orizzonte temporale. Perché? Attenzione: si tratta di un PAC inverso in valuta estera. Vado a combinare il rischio/opportunità valutaria, con dei pacchetti di liquidità che alla scadenza (o in caso di estreme opportunità al disinvestimento) si renderanno disponibili per entrare su asset in euro (es. titoli di stato italiani ed europei) che potrebbero essere usciti da questa bolla di tassi ed essere quindi, al momento della scadenza, più redditizi!
Lo so: se abbino alla parte più 'stabile' del portafoglio un elemento di volatilità come l'investimento in valuta e lo concentro lì, l'effetto mitigatore delle fluttuazioni di volatilità va a farsi benedire. E' anche vero che l'hedging mi riduce il rischio valutario nell'azionario ed è anche vero che un asset allocation 30/70 a 8 anni dovrebbe essere ''prudente'' piuttosto che ''intermedia'' come rischio, per questo do ad Annibale un rischio ''medio''.
Le obbligazioni che vado ad inserire in portafoglio ovviamente le scelgo di enti sovranazionali (con fiscalità da titolo di stato) come World Bank e European Investment Bank, oppure grandi istituti di credito (Mediobanca, BNP).
Le valute scelte rappresentano i continenti, così la teoria delle macro-aree di influenza valutaria cerchiamo di aggirarla il più possibile. La speranza è che si rivelino valute molto svalutate. Scelgo valute anche se non importantissime che hanno politiche dei tassi meno allineate possibile con l'euro, per diversificare (es. la Corona Norvegese che nel 2019 è l'unico paese della periferia europea ad aver alzato i tassi):
Europa: Corona Norvegese (NOK)
Sud America: Pesos Messicano (MXN)
Nord America: Dollaro (USD)
Sud Africa: Rand Sudafricano (ZAR)
Oceania: Dollaro Australiano (AUD)
Asia: Rupia Indonesiana (IDR)
Regno Unito (che ormai va da sé): Sterlina (GBP)
Azionario Europa:
363 quote di ETF iShares Stoxx Europe 600 (DE0002635307) sottoscritte per 38,5 a euro 13975,5 euro
390 quote in DE0002635307 iShares Stoxx Europe 600 (pagate 38,5 per 15015)
550 quote in IE00B1W57M07 iShares BRIC 50 (pagate 27,37 per 15053,5)
500 quote in IE00BZ163K21 Vanguard USD Corporate Bond (pagate 49,92 per 24960)
260 quote in IE00B9M6RS56 iShares JPM USD Emerging Bond Euro Hedged (pagate 96,35 per 25051)
Questo portafoglio semplice semplice (Sx2), è un bilanciato perfetto: 50% azionario 50% obbligazionario
E’ piuttosto dinamico, dato che l’obbligazionario è al 50% in dollari (rischio valuta) ed il 50% in titoli di stato emergenti (rischio mercato). Però controbilancia come andamento l’azionario.
Il titolo UBS è l’unico MSCI World che ha 1600 titoli azionari dietro a replica fisica, il rischio c’è, ma pure diversificazione e qualità: se scende io aspetterei sereno il corso dei mercati.
Il titolo Stoxx Europe è il più diversificato europe (secondo me) con 600 azioni sia di piccola, media e alta capitalizzazione.
Il titolo dei paesi emergenti invece è meno diversificato e più ‘massiccio’: il BRIC rappresenta le 50 aziende più grandi tra Cina, Russia, India e Brasile.
Gli obbligazionari sono: Vanguard che investe in obbligazioni in dollari di grandi aziende, il iShares che investe in titoli di stato di paesi emergenti con protezione di valuta sull’euro.
Quindi grossomodo 60% è a rischio valuta e 40% no (parecchio… ma è un portafoglio di lungo termine).
Oltretutto assicura cedoline ogni mese.
Per incrementare risparmio/cedoline inoltre è inoltre facile fare versamenti successivi sul portafoglio.
Prima revisione: maggio 2020.
Otto mesi fa, a settembre, ho simulato due portafogli a distribuzione, l'uno che facesse da benchmark all'altro.
Una strategia non facile da perseguire dato il contesto (cerco l'Income quando il mercato non ne offre e senza flessibilità o il ricorso a strumenti per così dire 'esotici' o troppo complessi), che ha comportato delle scelte, e che ho voluto dividere su due portafogli 'paragonabili' per poter illustrare la differenza tra una scelta semplificatrice con pochi ETF ed una più complessa che miscela bond ed ETF.
ANNIBALE partiva come un bilanciato 30% azionario e 70% obbligazionario, teoricamente 'moderato', ma cui ho assegnato un livello di rischio 'medio' dato che ho selezionato per la quota obbligazionaria una strategia su valute (diversificata geograficamente per ridurre le correlazioni valutarie), riducendo la quota azionaria a paesi sviluppati con copertura valutaria.
Sx2 invece è un bilanciato 'puro' 50% azionario e 50% obbligazionario, teoricamente molto più volatile di Annibale, ma sulla base della mia esperienza ho considerato le due asset allocation con le scelte fatte grossomodo equiparabili come volatilità.
Lo studio è ovviamente andare a confrontare questi portafogli diversi ma paragonabili per capire anche che differenze comporterà l'avere scelto una struttura mista (Annibale) ad una semplice ed omogenea divisa su pochi ETF (Sx2).
Il risultato finale negli 8 mesi trascorsi, considerando l'enorme volatilità (negativa) attraversata a causa della crisi del Covid19 dopo un periodo di forte euforia dei mercati, è il seguente:
Annibale termina il primo periodo d'osservazione con una distribuzione netta di 1624,55 euro, pari a una media di 203 euro al mese. E con un capitale 'net return' di 93150,45. La performance dalla creazione, total return, è del -5,1%.
Sx2 termina il primo periodo d'osservazione con una distribuzione netta di 1549,06 euro, pari a 193,63 euro al mese. E con un capitale 'net return' di 92913,35. La performance dalla creazione, total return, è del -5,46%.
Possiamo osservare che il lavoro di calibrazione dei due portafogli è riuscito alla perfezione, la performance risulta quasi identica, nonostante l'elevatissima volatilità ed il 'crollo' degli ultimi mesi.
I portafogli hanno avuto una contrazione contenuta, del 5% rispetto a 8 mesi fa (7% se non si considerano i dividendi incassati) ed ha reso circa 200 euro al mese di rendita.
La performance non è così negativa, a mio avviso, soprattutto se confrontata con altre strategie 'Income' a rischio bilanciato 'Medio', dato che Annibale e Sx2 partivano con una mission molto difficile (produrre 'rendita' in un momento di valutazioni gonfiate e rendita zero) che la esponeva a imprevisti e scivoloni dei mercati.
E' ovvio che un portafoglio ben diversificato, dotato di rendita, motiva il risparmiatore, anche psicologicamente, a portare avanti l'orizzonte temporale.
Il cosiddetto ''Attraversamento delle Alpi'' cui il nome del portafoglio Annibale fa riferimento.
Il prossimo confronto tra i due portafogli è previsto per metà gennaio 2021. Vediamo se, lasciandoci questo anno "bisestile" alle spalle, la loro performance migliorerà e se continuerà la convergenza delle due rendite e volatilità.
P.C. 15/05/2020
Terminato il 2020 torniamo a mettere mano alla situazione di quei portafogli, a distribuzione e quindi concepiti per creare una "rendita" che la situazione ha tanto penalizzato.
Cosa ne è stato degli investimenti del classico réntier?
Il 19 gennaio 2020 è avvenuta la scadenza, con rimborso, di uno degli asset di ANNIBALE, l'obbligazione sovranazionale il Pesos Messicani, penalizzata dal cambio sfavorevole. La situazione ad oggi appare la seguente:
Andiamo a registrare 255 di MINUS con la scadenza dei Pesos, nella speranza di poterli compensare fiscalmente da qui alla fine del 2025.Annibale rappresenta un portafoglio "Income" a distribuzione che illustra cosa avviene applicando una strategia ad esposizione forte verso valute estere, con una quota moderata di azionario (30%) e con l'utilizzo di bond ad alto dividendo in valute deboli (di paesi emergenti).
Vediamo cosa è accaduto ad Annibale da gennaio 2021... e confrontiamolo con il suo Benchmark, il portafoglio 'Income' a distribuzione SSx2 (Semplice Semplice):
ANNIBALE:
Il capitale, oltretutto, è cresciuto. La performance complessiva è di 11,48% il che significa che oltre alla bella rendita il capitale è anche cresciuto del 7,08% dal 2019: sicuramente a prova d'inflazione!
Vediamo invece la versione semplificata, con pochi ETF, concepita per una medesima esposizione azionaria ed un medesimo (circa) livello di distribuzione:
Il portafoglio di riferimento, semplificato, Semplice Semplice, ha distribuito 'solo' 1335,37, ma in due anni la distribuzione è molto prossima: 4119,32 euro netti, pari ad un 4,12% di rendita in 2 anni.Continueremo a seguire questi due portafogli simmetrici tra 8 mesi come da strategia: a maggio 2022.
ANNIBALE è nato a settembre di un anno molto positivo per l'obbligazionario, e di significativo ribasso dei tassi, come il 2019.
Si qualifica nella famiglia di quei fondi che possiamo definire "Income": ricorrendo anche a significhi hedging valutari, a strategie 'neutrali' con valute anche deboli, ad obbligazionari speculativi abbinati ad azionari a distribuzione, mira ad essere un fondo che 'distribuisce dividendo'.
Con i fondi 'Income' ebbi brutte esperienze nel 2018, l'effetto per il risparmiatore a Roma viene spesso definito 'me stai à ridà li sòrdi mija' che si può tradurre con una progressiva svalutazione percepita del capitale investito anche a medio-lungo termine a fronte di una distribuzione che, pur prudente, può apparire fasulla (oltre che fiscalmente onerosa).
Vediamo che, anche in ASSENZA di commissioni di gestione che avrebbero ulteriore effetto erosivo sul capitale gestito, questo effetto viene generato dalla difficoltà della quota obbligazionaria del capitale a distribuire rendimento e oltretutto compensare le flessioni di una parte minoritaria di azionario che rimarrebbe l'unico "motore" per la valorizzazione dell'investimento in fasi di restrizione monetaria.
La situazione di ANNIBALE appare oggi questa:
Notiamo però che in questo periodo sono state le 'rischiose' obbligazioni in valuta, a fronte di una svalutazione dell'euro, a compensare le difficoltà dell'obbligazionario senza rischio valutario. La performance totale dalla creazione di ANNIBALE è oggi del +4,51%, in evidente difficoltà con una discesa del 7% rispetto a settembre scorso.
ANNIBALE è un portafoglio 30/70, principalmente obbligazionario, a distribuzione. Tutta la 'rendita' generata dai suoi asset è conteggiata come 'distribuita' e non reinvestita nel portafoglio.
Questo genere di portafogli nell'ultimo anno sono stati colpiti particolarmente dalla flessione record delle obbligazioni, ma vediamo come, considerando la distribuzione, l'investimento in ANNIBALE non sia ancora passato 'in perdita':
Siamo oggi al quarto lungo anno di investimento dei due portafogli a distribuzione in obbligazionario a rischio medio noti come ANNIBALE e SEMPLICESEMPLICE.
Notiamo come in questo periodo, tra alti e bassi, i due portafogli abbiano distribuito in cedole (nette) quello che hanno perso in svalutazione del capitale:
ANNIBALE è uno di quei portafogli che hanno affrontato di tutto: iniziato nel settembre del 2019, in un'epoca di tassi molto bassi, con un'allocazione prevalentemente obbligazionaria (30/70) e, peggio ancora, a distribuzione. Dopo pochi mesi ha affrontato il COVID, la crisi dell'obbligazionario del 2022 ed oggi torna a recuperare terreno, pur non avendo mai rinunciato a pagare la 'rendita' al suo investitore:
Notiamo che in questi 8 mesi il CCT a tasso variabile, uno degli asset che più hanno difeso dal rialzo dei tassi negli ultimi 2 anni, è giunto a scadenza, mettendo a disposizione 5000 euro di liquidità.
Confrontiamo, al solito, ANNIBALE con la sua versione semplificata, composta da pochi ETF, chiamata SEMPLICE SEMPLICE:
Possiamo osservare nuovamente come in oltre 4 anni, il portafoglio più semplice è stato il più performante: +11% rispetto al +9% di ANNIBALE. Questo a prezzo di una minore quota distribuita: 9636 euro rispetto ai 10056.
Terminiamo questa revisione reinvestendo i soldi del CCT: compro 4953 euro di Lyxor Core iBoxx USD Treasuries 10+ yr Euro Hedged (titoli di Stato USA con copertura valutaria) , ovvero 75 quote.
I 47 euro residui vengono incassati come distribuzione.
La situazione finale di ANNIBALE è la seguente:
P.C. 19/05/2024
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