Portafogli d'Investimento Teorici:

venerdì 23 aprile 2021

Gli ETF di VanEck

 


Società di Gestione del Risparmio di New York, esistente dal 1955, la VanEck si occupa principalmente di ETF (che rappresentano 3/4 delle sue attività) e si è diffusa in Europa dopo l'acquisizione della Think ETF, società di produzione di ETF olandese (molti suoi ETF hanno ISIN olandese infatti), nel 2018.

Si tratta di un Asset Manager specializzato nel settore delle materie prime, tra i primi ETF di successo ebbe il Gold Miners, che investiva in società operanti nel settore minerario focalizzate sull'estrazione di oro ed argento (è quindi un azionario, ma con potenziale di decorrelazione degli utili dal restante mercato azionario).
Di recente ha ampliato il suo catalogo, innovandolo con numerosi settori tematici, ed offrendo accesso ad investimenti in asset alternativi.

L'offerta di ETF di VanEck

L'offerta della società, pur meno adatta forse all'investimento in grandi indici amati dagli istituzionali, come i grandi fondi tradabili sul mercato delle varie iShares o Vanguard, si focalizza su numerosi settori specialistici e copre alcune fette di mercato non sempre raggiunte dai concorrenti.

Commodities, Oro, Materie Prime:

Settore tradizionale di elezione per VanEck, passa dal "macro settore" delle Natural Resources (338 aziende globali coinvolte in produzione e distribuzione di tutte le materie prime), al Global Minimg (151 aziende minerarie), specializzandosi poi in Gold Miners (società più rilevanti nella produzione dei principali metalli preziosi) fino ad includere persino i Junior Gold Miners (produttori anche secondari).


VanEck Natural Resources (IE00BDFBTK17)

Costo: 0,5%

Masse: 9 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Materie Prime

Le 338 aziende coinvolte nella produzione e distribuzione di materie prime. Nessun dividendo.


VanEck Global Mining (IE00BDFBTQ78)

Costo: 0,5% annuo

Masse: 85 mln

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Tematico Minerario/Materie Prime

Questo ETF replica un indice di 151 società mondiali che operano nell’estrazione di minerali e metalli. Copre indistintamente paesi emergenti e sviluppati (il paese più rappresentato è l’Australia al 35%, poi Canada, USA, Sud Africa, Brasile, Russia, Cina e Messico). Non paga dividendo. L’indice è pesato per capitalizzazione di mercato delle aziende, ma rettificato per il flottante (ovvero sono privilegiate quelle aziende che hanno più azioni in mano al mercato e quindi scambiate).


VanEck Gold Miners (IE00BQQP9F84)

Costo: 0,53% annuo

Masse: 590 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: azionario materie prime

51 aziende che generano almeno il 50% dei ricavi nel settore dell’estrazione di oro e argento a livello mondiale.


VanEck Junior Gold Miners (IE00BQQP9G91)

Costo: 0,55%

Masse: 387 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Tematico Minerario/Materie Prime

L’ETF replica un indice di 85 aziende del settore dell’estrazione dell’oro e dell’argento operanti a livello mondiale (primi paesi rappresentati Canada, Australia, Sud Africa, USA, Brasile). Non distribuisce dividendi.


Azionari con "Stili" e "Temi" di Gestione:

All'azionario VanEck si approccia con indici dalla costruzione non tradizionale, accorpandovi "Stili" e "Temi" di selezione. E' il caso dei 'Dividend Leaders', delle aziende con un 'fossato competitivo' (Wide Moat), per giungere agli indici ad Equal Weight che inseguono un ideale di diversificazione.


VanEck Developed Markets Dividend Leaders (NL0011683594)

Costo: 0,38%

Masse: 43 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Internazionale (reddito)

L’ETF replica 100 aziende mondiali (con esclusione dei mercati emergenti, la composizione è 1/3 USA, 1/3 tra Giappone, Canada e Germania, poi UK, Svizzera etc..) con caratteristiche di sostenibilità nella distribuzione di dividendi. Distribuisce dividendo trimestralmente (marzo/giugno/settembre/dicembre). Nel 2020 ha distribuito circa il 5% lordo di dividendi.

 

VanEck Morningstar Global Wide Moat (IE00BL0BMZ89)

Costo: 0,52%

Masse: 26 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Globale

L’ETF replica il celebre indice “Wide Moat” di Morningstar, aziende globali che possiederebbero, nel rispettivo mercato, un “fossato” competitivo rispetto alla concorrenza. E’ basato quindi su principi di stock selction. Non distribuisce dividendi ed è composto da 68 titoli sia di paesi sviluppati che emergenti.

  

VanEck Morningstar US Wide Moat (IE00BQQP9H09)

Costo: 0,49% annuo

Masse: 365 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: azionario USA

49 aziende USA selezionate sulla base di un significativo vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza. Nessun dividendo.

 

VanEck Morningstar North America Equal Weight (NL0011376074)

Costo: 0,2%

Masse: 9 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario USA

Le 100 aziende più grandi di USA e Canada. Per evitare un eccessivo peso di alcune aziende più grandi sono ponderate egualmente nel portafoglio. Distribuisce dividendi ogni 3 mesi (mar/giu/set/dic).


VanEck European Equal Weight (NL0010731816)

Costo: 0,2%

Masse: 39 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Europa

Le 100 aziende più grandi in Europa. Per evitare un eccessivo peso di alcune aziende più grandi sono ponderate egualmente nel portafoglio. Distribuisce dividendi ogni 3 mesi (mar/giu/set/dic).

 

VanEck Global Equal Weight (NL0009690221)

Costo: 0,2%

Masse: 296 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Globale

Le 250 aziende più grandi al mondo. Per evitare un eccessivo peso di alcune aziende più grandi sono ponderate egualmente nel portafoglio. Distribuisce dividendi ogni 3 mesi (mar/giu/set/dic). La struttura dell'indice è diversa dal classico MSCI World: gli USA sono al 38% circa, Giappone al 15%, poi UK, Francia e Germania circa al 7%, Australia e Svizzera intorno al 5% etc...

 

VanEck Sustainable World Equal Weight (NL0010408704)

Costo: 0,3%

Masse: 132 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Sostenibile

Le 250 aziende più rilevanti con alto livello di sostenibilità dei paesi sviluppati. Per evitare un eccessivo peso di alcune aziende più grandi sono ponderate egualmente nel portafoglio. Le aree del Nord America, Asia ed Europa hanno un peso massimo del 40%. Distribuisce dividendi ogni 3 mesi (mar/giu/set/dic).


Obbligazionari Speculativi:

Tra gli obbligazionari sono assolutamente peculiari quelli rappresentati come obbligazionari a "massimo rischio" da VanEck, raramente riprodotti da altri ETF. E' il caso delle obbligazioni societarie High Yield e di Paesi Emergenti e delle obbligazioni ibride statunitensi (oltre all'obbligazionario in valuta debole che certamente non è l'investimento più tranquillo).


VanEck Global Fallen Angels High Yield Bond (IE00BF540Z61)

Costo: 0,4%

Masse: 43 milioni

Replica: Fisica a Campionamento

Settore: Obbligazioni High Yield

L'ETF investe nelle obbligazioni di rating speculativo che al momento dell'emissione erano investment grade (Fallen Angels). Le caratteristiche salieni sono l'accumulo dei proventi, un'esposizione principalmente verso il dollaro ma piuttosto diversificata (almeno il 20% del capitale è investito in euro), un'esposizione mista verso economie sia sviluppate che emergenti (22% tra Messico, Brasile, Colombia e Israele). La durata finanziaria è circa 6, la maturità media intorno a 9 anni.


VanEck Preferred US Equity (IE00BDFBTR85)

Costo: 0,41%

Masse: 4 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Obbligazioni Ibride/Perpetue

L’ETF replica i titoli ibridi (preferred securities) non convertibili del mercato USA, paragonabile ai Perpetual Bond ed ai titoli subordinati europei, sono al 72% strumenti emessi da aziende del settore finanziario. Nessun dividendo.

  

VanEck Emerging Markets High Yield Bond (IE00BF541080)

Costo: 0,4% annuo

Masse: 23 mln

Replica: Fisica a Campionamento

Settore: Obbligazionario Speculativo e di Paesi Emergenti

Questo ETF obbligazionario combina due fattori di alto rischio/rendimento, investe in obbligazioni non sovranazionali (quindi societarie o nazionali) emesse in dollari e con rating al di sotto dell’investment grade (high yield) relative a paesi emergenti. Il titolo ha una duration bassissima, appena 3,39 ed una maturity contenuta (5,24), mediamente le obbligazioni in cui investe pagano cedole del 6,06%, ma è completamente ad accumulo dei proventi. I paesi più rappresentati sono Cina, Brasile, Turchia, Messico, Russia e India. Principalmente sono obbligazioni bancarie o comunque societarie.

 

VanEck JPM Emerging Markets Local Currency Bond (IE00BDS67326)

Costo: 0,3% annuo

Masse: 42 milioni

Replica: Fisica a Campionamento

Settore: Titoli di Stato di Paesi Emergenti

Questo ETF investe in titoli di Stato di paesi emergenti emessi però in valuta locale. Ha una durata finanziaria di 5 a fronte di una maturity di 6,56, i paesi più rappresentati sono Cina, Indonesia, Messico, Brasile, Sud Africa, Tailandia e Polonia. Non distribuisce dividendi.

 

Azionari Settoriali:

Sui settoriali VanEck ha impresso la più forte innovazione, abbinando settori classici ad altri totalmente innovativi. E' il caso del Real Estate (peculiare per la netta predilezione per REIT pure piuttosto che società immobiliari di intermediazione), dell'energetico sull'Idrogeno, del tecnologico-comunicazione su VideoGames&eSports e del tecnologico sui Semiconduttori.


VanEck Global Real Estate (NL0009690239)

Costo: 0,25% annuo

Masse: 122 mln

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Tematico Immobiliare

Questo ETF replica le 100 azioni mondiali di società immobiliari ponderate a livello globale in modo che 40 siano relative al Nord America, 30 tra Asia e Pacifico (sviluppati come Austrlia e Giappone, ma anche Cina e emergenti) e 30 tra Europa, Africa e Medio Oriente. Distribuisce dividendi trimestrali (marzo/giugno/settembre/dicembre). Nel 2020 il dividendo lordo è stato circa del 4,5%.


VanEck Hydrogen Economy (IE00BMDH1538)

Costo: 0,55%

Masse: 5 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Tematico Energia Pulita

Questo ETF investe nelle 24 aziende mondiali più rappresentative dell’alimentazione ad Idrogeno. Non distribuisce dividendi.

 

VanEck Video Gaming and eSports (IE00BYWQWR46)

Costo: 0,55%

Masse: 864 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Multimedia (VideoGiochi)

L’ETF replica 25 aziende mondiali del settore dei Video Games, i tre paesi più rappresentati sono USA, Cina e Giappone. Non distribuisce dividendi.

 

VanEck Semiconductor (IE00BMC38736)

Costo: 0,35%

Masse: 241 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Azionario Tecnologico

L’ETF replica 25 aziende mondiali del settore Semiconduttori, il paese più rappresentato (75%) è il mercato USA, poi Olanda e Taiwan. Non distribuisce dividendi.

 

Obbligazionari:

Rimane composto da indici abbastanza peculiari, ma molto più tradizionale, il comune obbligazionario: Corporate, Governativo Globale a breve/medio termine ed il Governativo Globale diversificato.


VanEck Vectors iBoxx Euro Corporate bond (NL0009690247)

Costo: 0,15%

Masse: 48 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: Obbligazioni Societarie

Replica delle obbligazioni societarie più grandi e liquide, investment grade, denominate in euro. Dividendo trimestrale.

 

VanEck Vectors iBoxx Euro Sovereign Capped 1-5 (NL0010273801)

Costo:0,15%

Masse: 171 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: titoli di Stato euro

Replica le società sovranazionali a 1-5 anni più grandi e titoli. Ogni nazione può occupare al massimo 1/5 del totale. Dividendo trimestrale.

 

VanEck Vectors iBoxx Euro Sovereign Diversified 1-10 (NL0009690254)

Costo:0,15%

Masse: 37 milioni

Replica: Fisica Totale

Settore: titoli di Stato euro

I 25 titoli di stato più grandi e liquidi dell’eurozona, diversificati massimo 4 obbligazioni per nazione.

 

P.C. 21/04/21

10 commenti:

Michele ha detto...

Ciao, gli ETF relativi alla materie prime generano reddito da capitale con il quale non posso compensare Minus vero?

bowman ha detto...

Gli ETF sì, quelli che compensano fiscalmente sono gli ETC. La differenza giuridica è che un ETF è un fondo (sei proprietario in maniera più o meno fisica delle aziende pro-quota in cui il fondo investe), un ETC è un derivato ("presti" - semplicizzo - una quota di soldi all'emittente che in grado si impegna a restituirne un controvalore pari ad un paniere di commodities, ad esempio "physical gold" se il collaterale è oro fisico).
Qui parliamo di derivati e di Azioni di Società, che di mestiere producono materie prime, si occupano di risorse naturali, fanno attività mineraria e/o attività mineraria concentrata su oro e argento. Qualcosa di molto diverso dal "prezzo dell'oro", così come il valore di ENI, per dire, è altra cosa rispetto al prezzo del barile di petrolio.

Fausto54 ha detto...

Ciao Bowman, interessanti questi ETF di VanEck, ma con masse amministrate non molto grandi. Anche la liquidità delle quote, quindi, sarà abbastanza limitata. Non è un rischio o sono ETF solo da "cassettisti"?

bowman ha detto...

Per fare trading al prezzo limite, soprattutto intraday, la mancanza di scambi è tendenzialmente una difficoltà. In realtà già intorno ai 100milioni di masse si può considerare un ETF decentemente patrimonializzato per un piccolo risparmiatore (il trading a 5 zeri o più, magari in periodi molto brevi, ritengo richieda molta esperienza). Per costruire il portafoglio di un risparmiatore (vedi la mia guida su YouTube per capire cosa intendo) a mio avviso grandi problemi non ci sono. Il mercato degli ETF è cambiato molto (riscontro per esperienza personale recentissima, anche ieri) dalle mie prime avventure nel 2006. Ordini al meglio non prendono più spread improponibili: se non c'è offerta per un ordine di acquisto il market maker oggi crea quote ad uno zero virgola di differenza rispetto al prezzo ufficiale. Non ho riscontrato problemi per ETF collocati a terzi al meglio con singoli eseguiti a 4 zeri anche quando l'ETF aveva meno di dieci milioni di masse totali. Credo che sia una cresciuta efficienza di mercato anche se alcuni emittenti più moderni (che non cito esplicitamente) li ho rilevati come "best market markets" assoluti. Insomma se devi mettere in portafoglio 5000 euro di un tematico con 6 milioni di scambi e verosimilmente tenerlo 1-2-5 anni, non mi preoccuperei. Se con i tuoi 5milioni di euro vuoi comprare lo stesso tematico quando esce una notizia (es. il discorso su Biden con le tasse) e mettere un prezzo limite dove anche intraday ti dà l'eseguito se a fine giornata il prezzo risale... valuterei altri strumenti e piattaforme.

bowman ha detto...

P.S. non ho recensito VanEck per una sorta di valutazione qualitativa o pubblicità, in realtà punto poco a poco a recensire tutte le case (ho fatto Vanguard, SPDR, VanEck HSBC). Ho privilegiato VanEck perché ha un catalogo di relativamente pochi ETF, sto ancora pensando a come affrontare una recessione di colossi come Lyxor, xTrackers, iShares...

Materasso ha detto...

Buongiorno Bowman, ottimo articolo (come al solito) Se possibile sarebbe interessante anche avere un approfondimento su come gestiscono il prestito titoli (rischi eventuali etc) queste emittenti? Ho letto un interessante pdf di Morningstar a proposito ma mi piacerebbe molto conoscere la tua opinione. Per esempio su questo pdf del 2019 diceva che iShares puó arrivare a fare il prestito titoli sul 100% del Nav e che i guadagni venivano divisi 70/30 tra iShares e Blackrock mentre Vanguard all'epoca non faceva prestito titoli (al momento pare li faccia solo per il 7% del Nav e non su tutti gli etf). Inoltre se possibile sarebbe interessante anche una tua opinione sugli ETF che investono specificatamente nei titoli di stato USA (T-note /T-bond) e come le diverse lunghezze (1-3 anni, 3-7 oppure tutti) impattano sulla gestione del portafoglio. Dato quello che sta succedendo al momento (rischi inflattivi per alcuni di deflazione per altri) io sono un po' perso sinceramente. Grazie ancora per la tua opera di educazione/formazione

bowman ha detto...

Ciao, una significativa fonte potenziale di remunerazione per chi ha enormi masse di titoli azionari di terzi in gestione con remunerazione diretta molto bassa grazie ad una gestione "automatizzata" del portafoglio (quello che avviene nei nostri amati ETF) è sicuramente il Prestito Titoli. Il Prestito Titoli è l'UNICO rapporto giuridico di comodato d'uso di un bene che prevede lo spossessamento. Se io PRESTO un titolo a qualcuno, quello può venderlo, è solo obbligato a ricomprare e rendermi pari quantità di titolo a scadenza del prestito. Inutile dire che questo è una miniera commissionale (anche se i volumi non sono enormi per chi magari applica 0,1% di commissioni proprie è in percentuale tanto) per l'uso in posizioni "derivate": il classico short market o la leva finanziaria. Inutile dire che questo POTENZIALMENTE espone ad un rischio controparte: e se il beneficiario del prestito non è in grado di restituirmi nulla alla scadenza (es. è fallito?). Questo rischio potenziale è però molto molto relativo... io lo vissi sulla pelle nel 2008, quando ogni settimana uscivano notizie di nuovi colossi bancari pronti al tracollo e l'economia sembrava dovesse capitolare nella sua interezza. In realtà le normative UCITS (gli ETF scambiati in Europa vi aderiscono) impediscono di aderire oltre il 10% verso una controparte fallibile. Poi solitamente questi prestiti sono brevi e molto parziali, infine la controparte dovrebbe fallire in maniera brutta e truffaldina proprio durante la detenzione del nostro prestito, e probabilmente comunque alla fine il fondo recupererebbe buona parte del valore grazie a dei collaterali a garanzia, e si tratta spesso di controparti molto serie. Insomma considerando che molti acquistano ETF presso Broker e SIM con una struttura di controlli interni ben diversi da una banca, l'ultimo problema di cui mi preoccuperei è il prestito titoli. Anche fosse, in Europa, dovrebbero infliggere qualche perdita, non far scomparire il capitale. Poi certo mettere 10milioni di euro su un micro-ETF sintetico di una casa quasi sconosciuta tendenzialmente espone a maggiore rischio potenziale. Infine questo prestito titoli, quando la gestione è molto evoluta ed automatizzata è anche una grande rottura di balle. Io personalmente posso vedere i prestiti titoli sui depositi titoli e spesso creano molte problematiche (interne) nelle movimentazione, costi di contabilizzazione etc... infatti le case più efficienti vi ricorrono oggi meno che un tempo. Poi per carità tutto può accadere, la malversazione, il mega truffone anche in una grande azienda è sempre dietro l'angolo... insomma Volkswagen truccava le centraline, ma personalmente mi preoccuperei di più di inflazione o default di Stati sovrani o tassazioni inique che di scenari molto più improbabili di fallimenti di massa o di grandi banche. Neppure durante la crisi del '29 (e le banche USA fallite furono circa la metà delle esistenti) occorsero grandi malversazioni di massa. Nell'evento più noto, scoperchiato anche dalla Grande Crisi, Bernard Madoff è stato fatto morire in carcere all'ergastolo... e lì parliamo di un Broker (una SIM) che essenzialmente truccava i conti, qualcosa di molto meno improbabile di un grande asset manager che fa cose simili. Insomma di tutti i rischi non è quello che mi spaventa di più... singole aziende nei loro bilanci (per i possessori di singole stock), governi (per chi ha i titoli governativi), banche e fondi attivi fanno probabilmente molto di peggio. IMHO

Materasso ha detto...

Ciao Bowman,
Ti ringrazio per la risposta molto articolata ed esauriente.
Nonostante il mio nickname dopo aver letto il tuo libro (ottimo per le persone come me) ho deciso di iniziare ad investire con la liquiditá risparmiata.
La mia prudenza era principalmente dovuta ad ignoranza degli strumenti finanziari (per questo ti ringrazio nuovamente per la tua opera di educazione) e conseguente approccio molto cauto.
In sostanza ho sempre semplicemente risparmiato, unico “investimento” un mutuo ormai quasi finito. Economicamente non ho grosse esigenze, vivo del mio stipendio di cui risparmio una discreta parte e vorrei semplicemente riuscire a lavorare part time tra una decina d’anni ed essere ragionevolmente sicuro di potermi permettere una cena con gli amici ed una paio di vacanze all’anno.Ho un fondo pensione aziendale generoso che sostanzialmente non mi fa pensare ai costi di gestione (2% all’anno !!! .. leggendo il tuo blog inizio a sospettare che qualcuno in azienda si sia preso la stecca per averlo sottoscritto).
Arrivando al punto, date le mie conoscenze finanziarie con la liquiditá a fare la muffa nel conto pensavo di iniziare un PAC in un Portafoglio pigro 60/40 ad accumulo per circa 5/6 anni per poi muoverlo su di uno simile ma a distribuzione.
Per quanto riguarda la parte azionaria ho scelto VWCE (da qui la mia iniziale domanda sulla gestione titoli Vanguard vs iShares) mentre per quanto riguarda la parte bonds l’idea sarebbe di investire in un ETF Treasury e qui nascono i dubbi.
Data la situazione é forse meglio soprassedere ed inizare con una strategia simile al Terra del tuo Tetrakis? (Liquiditá + Azionario)
Nel caso iniziassi ad aggiungere un ETF Treasury quale scegliere? Ce ne sono con lunghezze diverse (1-3 anni, 7-10 etc) cosa comporta questa differenza al di lá dei rendimenti differenti?
Data la situazione dei tassi (che teoricamente potrebbero andare in negativo o comunque non tenere il passo della possibile inflazione) é una idea intelligente? O é forse meglio comprare,se possibile, direttamente il T note/bond (almeno sono sicuro che quel rendimento me lo da invece di avere un ETF che continua a vendere e comprare nuovi treasury con rendimenti diversi)? Insomma al momento che rischi comporta investire in ETF Treasury o direttamente Treasury con un orizzonte di portafoglio di circa 6 anni?
Nel caso in cui alla fine decidessi di non affiancare un ETF treasury esistono in letteratura degli investimenti simili come livello di rischio e correlazione con l'azionario? Non so per esempio Gold o altre commodities o proprio si deve uscire dal mondo ETF (ex Conto deposito).
Da quell che ho letto sul tuo blog in generale oltre il rischio cambio, esposizione USA e costanza nell’ investimento che altri pericoli vedi in un portafoglio VWCE + Treasury ETF (ovviamente accettando il rischio che la parte azionaria possa perdere fino ad un 50% oltre mi sa che venderei)?
Mi scuso in anticipo per la prolissitá e le domande da novizio, so che sei un professionista pagato per dare consulenza ma questa vedila semplicemente come una domanda studente/professore che ben si adatta (penso) al fine educativo del tuo blog. Avendo visto anche il canale youtube e quindi ritenendo che sei romano dal tuo accento mi riprometto di offriti una birra (se sei disponibile ovviamente) quando andró a trovare i miei amici della capitale appena finisce sta follia Covid. Ciao PS. Non sono uranista (just in case …) 😉

bowman ha detto...

Allora, abbinare liquidità (magari remunerata) ad azionario o gestione separata assicurativa ed azionario protegge dal rischio tassi. Rischio tassi elevatissimo (non quanto un anno fa, ma alto) e che potrebbe dare performance negative di lungo termine. Il Treasury è pienamente coinvolto in questo discorso: gli USA sono uno dei paesi che ha fatto maggiore ricorso a riduzione dei tassi d'interesse dal 2019, ma storicamente hanno tassi (ed inflazione) più elevata dell'euro. Da qui il monito del vecchio Warren Buffet che chi punta pesantemente sull'obbligazionario in questo periodo potrebbe andare incontro a vari problemi. Noi europei però possiamo valutare quell'asset non come un "porto sicuro" bensì come un bilanciere nel portafoglio. Innanzitutto perché le aspettative inflattive potrebbero essere più alte in USA che in Europa, spingendogli ad una politica dei tassi più restrittiva che storicamente favorisce il cambio dollaro vs euro. Dall'altro punto di vista i TBond, dato che è un "porto sicuro" non per noi ma per quella gran parte del globo che ha avuto ampi gain sull'azionario (Nasdaq, USA, Pacifico etc...) per noi europei potrebbe essere un'assicurazione contro uno storno di mercati azionari decisamente sopravvalutati rispetto ai valori contabili. In altre parole diventa non la parte "prudente" del portafoglio, ma la parte "difensiva" (spero con le mie simulazioni, es Baliano vs Paride di aver spiegato la differenza difensivo/prudente). Per noi euro-centrici uno scenario in cui l'azionario che va giù o rallenta venisse compensato da fuga nei treasury, magari con recupero del dollaro non sarebbe male... ad esempio, ed è uno scenario possibile in caso di un rialzo dei tassi FED.

Materasso ha detto...

Grazie Bowman. Mi vado subito a vedere Baliano vs Paride avrei giá anche qualche domanda su quello che hai scritto ma la lascio al dopo studio differenza portafoglio prudente vs difensivo. Ciao