Come ripromesso mi trovo a verificare dopo 3 mesi esatti l'andamento di uno dei miei portafogli più interessanti: Damocle, basato su di una mia personale strategia che ho chiamato QQQ-Revised.
Damocle è concepito come un portafoglio a bassa esposizione azionaria, un bilanciato prudente 17,5% azionario e 82,5% obbligazionario/liquidità all'origine con la possibilità di oscillare su tali pesi, ma la cui strategia a distribuzione di dividendi viene impiegata per l'eventuale ribilanciamento dei medesimi.
Lo schema di riferimento è:
20% azionario USA
40% in liquidità e strumenti a garanzia del capitale
40% in titoli di stato diviso equamente tra USA (tendenzialmente a lungo termine) e paesi emergenti
Le caratteristiche che denotano la nostra strategia è selezionare per l'azionario USA le 100 aziende top del NASDAQ, le più redditizie (e forse rischiose) dell'economia contemporanea, una potenziale "spada di Damocle" del nostro investimento.
Reinvestire tutti i dividendi di tutto il portafoglio per ribilanciare i 'pesi fissi' dei nostri asset grossomodo ogni 6 mesi (tramite una sorta di accumulo progressivo) è il nostro principale strumento di ribilanciamento.
Vediamo cosa è accaduto in questi 3 mesi:
20000 euro, investiti nella polizza a Gestione Separata di Reale Mutua (economica, ma anche storicamente poco redditizia) stanno lì: non ha senso andare a guardare la rivalutazione della polizza se non è passato almeno un anno.
Tra cedole (il titolo di stato USA), dividendi (gli ETF) ed interessi (il conto deposito vincolato) abbiamo incassato dal 24 maggio 354,72 euro netti, troppo pochi per procedere oggi ad un reinvestimento: aspettiamo il 24 di novembre.
La situazione DAMOCLE al 24 agosto 2019 è:
110 quote di ETF Invesco eQQQ NASDAQ 100 (IE0032077012), che quota 166,53 per euro 18318,3
110 quote di ETF iShares USD Treasury Bond 7-10yrs (IE00B1FZS798), che quota 188,35 per euro 20718,5
6000 dollari di T-Bond USA 15fb2045 2,5% che quota 109,37 per euro 5886,42
110 quote di ETF iShares JPM $ Emerging Bond Euro Hedged che quota 95,17 per euro 10468,7
80 quote di ETF iShares JPM $ Emerging Bond che quota 101,69 per euro 8135,2
20000 conto deposito vincolato Rendimax Top, 5 anni al 3%
20000 in polizza assicurativa gestione separata "Opportunità Reale Uno"
354,72 euro di liquidità disponibile
Il controvalore ad oggi è di euro 104557,62 con un eccellente crescita del +4,56% in 3 mesi, considerando che è un portafoglio che contiene appena 17,5% di azionario (anche se, teniamone conto, il 50% dell'investimento è esposto a rischio dollaro).
P.C. 23 agosto 2019
Blog amatoriale con finalità didattiche, culturali, hobbistiche e di approfondimento. I contenuti spaziano da analisi e studi personali all'alfabetizzazione finanziaria. Non si fa consulenza, non si promuovo investimenti (ogni valutazione qualitativa è riflessione personale nello stile colloquiale del Blog). I portafogli sono "toy-model" costruiti volutamente complessi, adatti a capire temi e strategie, ma non per essere replicati come modello: si declina qualsiasi responsabilità in merito.
Portafogli d'Investimento Teorici:
- LISTA di ETF
- LIBRI
- VIDEO
- FORMAZIONE
- RACCONTI
- PORTAFOGLI CONCLUSI
- Le MUSE: 9 piccoli portafogli
- ARACNE: un portafoglio 'Income'
- DIOGENE: un 'lazy portfolio' di 2 ETF
- CYRANO: un portafoglio Dinamico 103/100
- DAMOCLE: un portafoglio Bilanciato Moderato ad Alta Redditività con strategia "QQQ Revised"
- PARIDE: un portafoglio Prudente a Capitale Protetto
- DEUCALIONE: un portafoglio di ETF a Distribuzione
- TALO: un portafoglio Bilanciato a Focus
- MIDA: un portafoglio Tematico Anti-Inflazione
- TRINO: un macro-portafoglio moderato con Direct-Indexing
- DAVID: un portafoglio a strategia ribassista
- ICARO: un portafoglio crescita/reddito
- ERACLE: un portafolio Azionario Diversificato
- NESTORE: un portafoglio MLT conservativo
- BENNU: un portafoglio bilanciato su fondamentali storici
- DEDALO: un portafoglio a strategia obbligazionaria long-maturity
- SISIFO: un portafoglio bilanciato distribuzione/accumulo "LevGrowth"
- ELIO: un portafoglio "Balanced Risk Allocation"
- LEONIDA: un portafoglio VALUE a distribuzione discrezionale
- IL MORO: un portafoglio Long Term Bilanciato Semi-Flessibile
- DEMETRA: un portafoglio bilanciato "All Seasons"
- SOCRATE: un portafoglio Difensivo "Classico"
- MORGANA: un portafoglio a strategia attiva flessibile "C&B"
- PATROCLO: un portafoglio Prudente a Medio Termine
- MIDEN: un portafoglio con "Zero Rischio di Mercato"
- TERZIO: un portafoglio 1/3-1/3-1/3 "High Sharpe"
- ANNIBALE un portafoglio a Distribuzione a Medio Rischio
- PROTEO: un portafoglio ad Evoluzione Value
- DECIO: un portafoglio bilanciato ad ingresso dilazionato
- Il TETRAKTYS: 4 portafogli globali diversificati "Lazy"
- MENIPPO: un portafoglio bilanciato 'low cost' prudente
- SIGFRIDO: un portafoglio Dinamico con strategia "Quality"
- ABELE: un portafoglio 'moderato' di medio termine
- CAINO: un portafoglio bilanciato aggressivo a Lungo Termine
- PROMETEO: un portafoglio azionario "Crescita"
- PANTAGRUEL: un portafoglio bilanciato obbligazionario a medio termine con recupero minusvalenze fiscali
- BALIANO II: un portafoglio bilanciato a medio termine difensivo
- TESEO: un portafoglio Lungo Termine, Bilanciato con accumulo azionario
- GIASONE: un Portafoglio Prudente a Breve Termine ed Alto Rendimento
- ATRIDE: un portafoglio LT con "Corporate Bond Callability"
- URANO: un portafoglio bilanciato "Mega Income"
- DIONISO: un portafoglio con personal indexing LUSSO/VICE
venerdì 23 agosto 2019
domenica 18 agosto 2019
Articolo: la politica economica europea dal tapering al tiering
Qualche anno fa i giornali economici parlavano di "tapering" quale insieme di provvedimenti attesi dalla BCE per la politica economica europea. Oggi invece si parla di "tiering" che cosa è successo, e che significa?
Partiamo dal Quantitative Easing: il credit crunch, la diffidenza nell'erogare credito (prestare e prestarsi i soldi a vicenda) a livello mondiale, seguito alle difficoltà di una serie di grandi istituzioni bancarie (clamoroso il fallimento del colosso Leman Brothers nel 2008) mise in crisi chi aveva debiti colossali. Intorno al 2011 paesi come la Grecia, l'Italia, il Portogallo, la Spagna, l'Irlanda (dubito prima la minuscola Islanda) affrontarono una seria crisi. Il sistema bancario di tali paesi, incapace di farsi pagare i debiti da aziende travolte da una recessione globale (in questi paesi, per dire, si iniziò a non pagare i fornitori della pubblica amministrazione, a tassare tutto etc..) li seguì nella crisi. Le banche oltretutto erano grandi finanziatori dei paesi (in possesso di tanti titoli di stato, utilizzati per tutto, anche come beni a garanzia delle aziende che affidavano), infine una banca, tradizionalmente dovrebbe fare "raccolta" (raccogliere i depositi dai risparmiatori, dalle aziende etc...) ed "impieghi" (investire le risorse raccolte nell'economia, che nelle banche tradizionali significava prestiti, linee di fido, mutui etc..).
Per prima cosa le banche centrali abbassarono il costo del denaro: loro i soldi li stampano e fissano tassi d'interesse minimi, così i soldi li prendi in prestito con poco interesse. Questo è un volano per l'economia: nel nostro piccolo immaginiamoci l'impiegatuccio come me che dieci anni fa poteva prendere un mutuo di 150mila euro e adesso, visto che gli interessi sono più bassi, lo può prendere di 250mila... case più grandi, ristrutturazioni più corpose, più tasse, servizi, beni, lavoro. Massifichiamolo alle aziende al credito al consumo (posso finanziarmi la station wagon che mi serviva!) tutto dovrebbe decollare... anche l'inflazione (banalmente: ci sono soldi in giro, tanti comprano, i prezzi salgono).
E invece no.
Primo perché chi materialmente eroga i soldi è in difficoltà (ricordiamo il discorso banche?), secondo perché se deve prestarmi 250mila euro anziché 150mila rischia di più (e se muoio? E se impazzisco? E se la casa si svaluta? E se mi fanno causa e mi pignorano lo stipendio con cui dovrei pagare il mutuo?) a fronte di un guadagno ridicolo (tassi d'interesse bassi... margini ridotti). Massifichiamo il fenomeno e mettiamo le banche centrali a vigilare in maniera severa sul mondo finanziario che è 'malato sotto osservazione' e la frittata è fatta. Niente inflazione, stabilizzazione dell'economia, ma poca crescita (le economie poco indebitate come la Germania sì, quelle oberate di debiti con i tassi bassi non sono andate al collasso ma non crescono e non crepano). E la ricchezza in assenza di crescita dove va? "Follows the Money" segue principalmente le politiche delle banche centrali e i picchi di fiducia e sfiducia: tutto è correlato, quando sale, sale tutto, quando scende, scende tutto... un'economia sana? No, giusto un giochetto finanziario.
E allora la situazione si è fatta preoccupante. Se l'antibiotico non funziona si raddoppia la dose. Quantitative Easing: se il debito pubblico è un problema stampiamo soldi e compriamocelo da soli. Ogni mese dal 2015 si son creati decine di miliardi di euro con cui BCE compra i titoli di stato (i debiti) di Italia, Francia, Germania e compagnia bella.
Ma per il profano? Che rappresenta? Faccio un esempio non molto calzante. Io sono sovraindebitato: il mutuo, le rate della macchina, i soldi presi in prestito per ristrutturare. Quando mi arriva lo stipendio non mi basta assolutamente per pagare le rate, ma ipotizzando (nell'esempio io sarei uno Stato) che ogni mese finanzio i debiti con altri debiti. Quanto posso andare avanti? Beh, finché riesco a reggere gli interessi (e qui tutta la questione sullo spread) visto che il capitale lo rifinanzio sempre. Mia moglie, BCE, mi aiuta perché fissa la regola che abbassa i tassi d'interesse, io mi metto in bolletta (IMU, tasse, tagli) ma visto che nel frattempo l'economia va da schifo e mi scende anche lo stipendio i debiti si accumulano... ad un certo punto mia moglie fa il Quantitative Easing: è come se una moglie ricca ogni mese si compra i miei prestiti dalle varie finanziarie (Findomestic, Agos etc... solo per esempio) con cui sono infognato per i miei debiti. Il debito esiste sempre (sennò frego il patrimonio di mia moglie, causo a lei il dissesto finanziario, creo un allarme generale in tutta la famiglia perché facendo scomparire questi soldi distruggo la base monetaria anche se teotica di famiglia) ma una cosa è il debito esterno alla famiglia ed un'altra quello interno: la mogliettina ha 'immesso liquidità' ha ampliato la base monetaria. Meglio averli con lei i debiti (che mi vuole bene) che con lo strozzino.
Le banche centrali però, stimolata l'economia, avrebbero voluto allentare questi stimoli: smettere di comprare tutto loro, far camminare un po' per volta, i debitori con i loro piedini. Questo fenomeno chiamiamolo TAPERING.
Nel 2018 la FED (la banca centrale USA) ha detto: l'economia va bene, evitiamo speculazione ed inflazione, aumentiamo i tassi (ricordiamo che gli USA hanno il più grande debito pubblico mondiale in cifra assoluta). Boom! Per quasi un anno (quasi) tutto è sceso: titoli di stato, obbligazioni, azioni, tematici, petrolio...
Bel risultato! Ha detto qualcuno. Le ombre recessive hanno fatto capolino di nuovo. La FED è tornata sui suoi passi, ed in Europa noi (messi economicamente molto peggio degli USA seppur con enormi differenze tra paesi diversi) abbiamo portato i tassi ai minimi (negativi, tanto che i depositi delle banche in BCE rendono il -0,4%, quindi se i soldi non li prestano, a tassi minimi, sulla liquidità ci rimettono pure).
Ok, le banche.
Abbiamo visto quanto sono importanti come giunto cardanico dell'economia. Sui depositi ci perdono, i prestiti rendono niente e oltretutto non possono esporsi a rischi (hanno perso enormi capitali per i vecchi prestiti mai restituiti!), sui servizi possono farsi pagare ma mica da rapina per compensare tutto il resto, i costi cercano di tagliarli ma se tagli troppo rischi di recidere un'arteria... infine se le banche falliscono o le si lasciano fallire e ripartiamo dal 2008 (o peggio) o ci mette i soldi lo stato ed anziché il salvagente per tirare fuori l'economia dal pantano diventano l'incudine che la manda a fondo.
E siamo arrivati ad un nuovo intervento di politica economica, il "TIERING". Avevamo detto che la BCE è una moglie (o mamma) che ci vuole bene no? Che i debiti che ha comprato sono più liquidità del sistema economico (base monetaria) che debitacci... allora il punto è: finanziare si a tassi prossimi a zero o negativi, ma mettere in grado le banche di non fallire o deprimersi a tal punto da fare loro da incudine all'economia. Quindi il discorso sembra che si stia spostando su: i tassi devono rimanere bassissimi per tutti e negativi per il debito pubblico (tu Stato ti finanzi a rendimenti negativi quindi paghi meno rate di interessi oggi e diminuisci il debito domani, basta che non ti rimetto a fare lo spendaccione), MA comunque la BCE riconoscerà un tasso non negativo ai depositi bancari (migliorando gli utili di queste particolari aziende per dargli ossigeno e farle lavorare).
P.C. 18 agosto 2018
Partiamo dal Quantitative Easing: il credit crunch, la diffidenza nell'erogare credito (prestare e prestarsi i soldi a vicenda) a livello mondiale, seguito alle difficoltà di una serie di grandi istituzioni bancarie (clamoroso il fallimento del colosso Leman Brothers nel 2008) mise in crisi chi aveva debiti colossali. Intorno al 2011 paesi come la Grecia, l'Italia, il Portogallo, la Spagna, l'Irlanda (dubito prima la minuscola Islanda) affrontarono una seria crisi. Il sistema bancario di tali paesi, incapace di farsi pagare i debiti da aziende travolte da una recessione globale (in questi paesi, per dire, si iniziò a non pagare i fornitori della pubblica amministrazione, a tassare tutto etc..) li seguì nella crisi. Le banche oltretutto erano grandi finanziatori dei paesi (in possesso di tanti titoli di stato, utilizzati per tutto, anche come beni a garanzia delle aziende che affidavano), infine una banca, tradizionalmente dovrebbe fare "raccolta" (raccogliere i depositi dai risparmiatori, dalle aziende etc...) ed "impieghi" (investire le risorse raccolte nell'economia, che nelle banche tradizionali significava prestiti, linee di fido, mutui etc..).
Per prima cosa le banche centrali abbassarono il costo del denaro: loro i soldi li stampano e fissano tassi d'interesse minimi, così i soldi li prendi in prestito con poco interesse. Questo è un volano per l'economia: nel nostro piccolo immaginiamoci l'impiegatuccio come me che dieci anni fa poteva prendere un mutuo di 150mila euro e adesso, visto che gli interessi sono più bassi, lo può prendere di 250mila... case più grandi, ristrutturazioni più corpose, più tasse, servizi, beni, lavoro. Massifichiamolo alle aziende al credito al consumo (posso finanziarmi la station wagon che mi serviva!) tutto dovrebbe decollare... anche l'inflazione (banalmente: ci sono soldi in giro, tanti comprano, i prezzi salgono).
E invece no.
Primo perché chi materialmente eroga i soldi è in difficoltà (ricordiamo il discorso banche?), secondo perché se deve prestarmi 250mila euro anziché 150mila rischia di più (e se muoio? E se impazzisco? E se la casa si svaluta? E se mi fanno causa e mi pignorano lo stipendio con cui dovrei pagare il mutuo?) a fronte di un guadagno ridicolo (tassi d'interesse bassi... margini ridotti). Massifichiamo il fenomeno e mettiamo le banche centrali a vigilare in maniera severa sul mondo finanziario che è 'malato sotto osservazione' e la frittata è fatta. Niente inflazione, stabilizzazione dell'economia, ma poca crescita (le economie poco indebitate come la Germania sì, quelle oberate di debiti con i tassi bassi non sono andate al collasso ma non crescono e non crepano). E la ricchezza in assenza di crescita dove va? "Follows the Money" segue principalmente le politiche delle banche centrali e i picchi di fiducia e sfiducia: tutto è correlato, quando sale, sale tutto, quando scende, scende tutto... un'economia sana? No, giusto un giochetto finanziario.
E allora la situazione si è fatta preoccupante. Se l'antibiotico non funziona si raddoppia la dose. Quantitative Easing: se il debito pubblico è un problema stampiamo soldi e compriamocelo da soli. Ogni mese dal 2015 si son creati decine di miliardi di euro con cui BCE compra i titoli di stato (i debiti) di Italia, Francia, Germania e compagnia bella.
Ma per il profano? Che rappresenta? Faccio un esempio non molto calzante. Io sono sovraindebitato: il mutuo, le rate della macchina, i soldi presi in prestito per ristrutturare. Quando mi arriva lo stipendio non mi basta assolutamente per pagare le rate, ma ipotizzando (nell'esempio io sarei uno Stato) che ogni mese finanzio i debiti con altri debiti. Quanto posso andare avanti? Beh, finché riesco a reggere gli interessi (e qui tutta la questione sullo spread) visto che il capitale lo rifinanzio sempre. Mia moglie, BCE, mi aiuta perché fissa la regola che abbassa i tassi d'interesse, io mi metto in bolletta (IMU, tasse, tagli) ma visto che nel frattempo l'economia va da schifo e mi scende anche lo stipendio i debiti si accumulano... ad un certo punto mia moglie fa il Quantitative Easing: è come se una moglie ricca ogni mese si compra i miei prestiti dalle varie finanziarie (Findomestic, Agos etc... solo per esempio) con cui sono infognato per i miei debiti. Il debito esiste sempre (sennò frego il patrimonio di mia moglie, causo a lei il dissesto finanziario, creo un allarme generale in tutta la famiglia perché facendo scomparire questi soldi distruggo la base monetaria anche se teotica di famiglia) ma una cosa è il debito esterno alla famiglia ed un'altra quello interno: la mogliettina ha 'immesso liquidità' ha ampliato la base monetaria. Meglio averli con lei i debiti (che mi vuole bene) che con lo strozzino.
Le banche centrali però, stimolata l'economia, avrebbero voluto allentare questi stimoli: smettere di comprare tutto loro, far camminare un po' per volta, i debitori con i loro piedini. Questo fenomeno chiamiamolo TAPERING.
Nel 2018 la FED (la banca centrale USA) ha detto: l'economia va bene, evitiamo speculazione ed inflazione, aumentiamo i tassi (ricordiamo che gli USA hanno il più grande debito pubblico mondiale in cifra assoluta). Boom! Per quasi un anno (quasi) tutto è sceso: titoli di stato, obbligazioni, azioni, tematici, petrolio...
Bel risultato! Ha detto qualcuno. Le ombre recessive hanno fatto capolino di nuovo. La FED è tornata sui suoi passi, ed in Europa noi (messi economicamente molto peggio degli USA seppur con enormi differenze tra paesi diversi) abbiamo portato i tassi ai minimi (negativi, tanto che i depositi delle banche in BCE rendono il -0,4%, quindi se i soldi non li prestano, a tassi minimi, sulla liquidità ci rimettono pure).
Ok, le banche.
Abbiamo visto quanto sono importanti come giunto cardanico dell'economia. Sui depositi ci perdono, i prestiti rendono niente e oltretutto non possono esporsi a rischi (hanno perso enormi capitali per i vecchi prestiti mai restituiti!), sui servizi possono farsi pagare ma mica da rapina per compensare tutto il resto, i costi cercano di tagliarli ma se tagli troppo rischi di recidere un'arteria... infine se le banche falliscono o le si lasciano fallire e ripartiamo dal 2008 (o peggio) o ci mette i soldi lo stato ed anziché il salvagente per tirare fuori l'economia dal pantano diventano l'incudine che la manda a fondo.
E siamo arrivati ad un nuovo intervento di politica economica, il "TIERING". Avevamo detto che la BCE è una moglie (o mamma) che ci vuole bene no? Che i debiti che ha comprato sono più liquidità del sistema economico (base monetaria) che debitacci... allora il punto è: finanziare si a tassi prossimi a zero o negativi, ma mettere in grado le banche di non fallire o deprimersi a tal punto da fare loro da incudine all'economia. Quindi il discorso sembra che si stia spostando su: i tassi devono rimanere bassissimi per tutti e negativi per il debito pubblico (tu Stato ti finanzi a rendimenti negativi quindi paghi meno rate di interessi oggi e diminuisci il debito domani, basta che non ti rimetto a fare lo spendaccione), MA comunque la BCE riconoscerà un tasso non negativo ai depositi bancari (migliorando gli utili di queste particolari aziende per dargli ossigeno e farle lavorare).
P.C. 18 agosto 2018
giovedì 15 agosto 2019
Nove semplici portafogli: le Muse ispiratrici per un piccolo risparmiatore (Parte III)
Le ultime 3 muse che voglio simulare sono quelle legate ai
portafogli dinamici. I portafogli dinamici sono apparentemente semplici
(qualcuno dirà “basta metterci l’azionario”) ma rappresentano una sfida avendo
a disposizione solo 25000 euro. I portafogli dinamici non hanno come obiettivo
un guadagno compatibile alla sostanziale conservazione del capitale (prudenti)
né la ricerca di un rendimento adeguato con un rischio contenuto (bilanciati),
qui l’obiettivo che ci poniamo è la prospettiva di accrescimento del capitale a
fine orizzonte temporale sopra ogni cosa. Su questo capitale siamo disposti a
mettere sul tavolo anche delle perdite sensibili (che ci imponiamo mai totali o eccessive, altrimenti che ci stiamo a fare?!), e quindi spesso è qui che società prodotto/promotori e
quant’altri vanno a caricare commissioni su commissioni su commissioni. Invece
l’esercizio accademico è la ricerca di rendimento, ma in maniera efficiente (ad
appioppare per 15 anni il fondo azionario internazionale con un 3% l’anno di
commissione di gestione son buoni tutti). Vedremo come, con un modesto capitale
e dovendo costruire un’asset allocation ed una sensata diversificazione, se non
una piccola strategia (parliamo sempre di investimentini da 25000 euro), ci si
pongono davanti diversi problemi e questioni, più che nei portafogli più
prudenti (dove è semplice sbattere lì un conto deposito ed ‘accontentarsi’).
PORTAFOGLI DINAMICI:
Melpomene (breve
termine)
Non è un caso
se invoco la musa della tragedia per portafogli a breve durata ed alto
rischio/rendimento. Solitamente è la strategia che tutela di meno il nostro
capitale a scadenza, ciononostante sceglieremo un’asset allocation adatta ad un
risparmiatore, anche se con un approccio più dinamico dei precedenti
portafogli, non sarà certo quello di uno speculatore o di uno scommettitore d’azzardo.
Per cercare il
rendimento nel breve termine è difficile distaccarci da un’ottica di
opportunità: un ribaltamento dei mercati può infrangere facilmente i nostri
sogni di gloria e sono obbligato a cercare questo ‘extra-rendimento’ mettendoci
almeno un pizzico non dico di scommessa, ma di approccio opportunity puro,
cercare un asset potenzialmente sottovalutato e metterlo tra i miei asset.
Qui la scelta
per un portafoglio 20/80 (20% azionario, siamo sempre nel breve termine, non possiamo esporci eccessivamente ad un rischio mercato che potrebbe essere fatale al rendimento!) che
selezioni tra l’obbligazionario una piccola quota di bond argentini (che
compriamo a prezzo di occasione, stimato 75% di rischio default a 3 anni che io mi auguro eccessivo, con 100% di gain in caso di mancato default), un po' di valuta europea non-euro con
potenzialità di rivalutazione legate al petrolio ed ai tassi, l’immancabile
dollaro, unito ai soliti titoli governativi e conti deposito che assicurino un
contenuto guadagno a breve e ad un basket azionario abbinato ad un fondo
diversificato 'income' dalla breve duration (ci serve un bilanciato simile per le finalità del portafoglio). La valuta di riferimento è al 50% l’euro ed
al 50% esposto al rischio valuta. Il portafoglio non è conforme ai criteri
UCITS.
Composizione:
2000$ Titolo
di Stato Argentina 5.625% 26ge22 (US040114HK99) sottoscritto a 51,7 per 921,4
euro
5000 Obbligazione
Cassa Depositi e Prestiti TM 2022 (IT0005090995) sottoscritta a 98,25 per
4912,5 euro
30000NOK
Obbligazione European Investment Bank TF 1,5% Ge24 Nok (XS1555330999) sottoscritta a 100,77
per 3020,74 euro
3000
US912828J769 TNote Marzo2022 al 1,75% (US912828J769) sottoscritto a 100,7 per
2692,04 euro
16 quote di
ETF Lyxor Core Stox Europe 600 (LU0908500753) sottoscritto a 148,98 per 2383,68
euro
18 quote di
ETF xTrackers MSCI USA (IE00BJ0KDR00) sottoscritto a 69,78 per 1256,04 euro
30 quote di
ETF Ishares Bric 50 (IE00B1W57M07) sottoscritto a 25,54 per 766,2 euro
591,856 quote
di Sicav Fidelity Gbl Short Duration Income Fund (LU0840141500) sottoscritta a
8,448 per 5000 euro
4000 euro di Conto
Deposito 3 anni RendiMax vincolato top 2,25%, scadenza 14ago2019
Totale
investito al 14.08.2019: 24952,6 euro
Durata: 3 anni, termina il 14 agosto 2022
Urania (medio
termine):
La musa dell’astronomia
rappresenta la nostra guida in un portafoglio che, potendo sfruttare di più l’orizzonte
temporale (più che un medio è un medio-lungo termine), riesce a sfruttare
meglio l’asset allocation. Qui la problematica è d’altra natura: nell’assenza
di bond europei sotto la pari, con un portafoglio di dimensioni troppo piccole
a mio parere per poter azzardare un mix di azioni e derivati con strumenti
indicizzati, gran parte del patrimonio viene investito in ETF che non sono
perfettamente efficienti dal punto di vista fiscale. La ricerca di redditività
viene fatta inserendo una componente di strategia, ma non forte come per
portafogli più grandi e di lungo termine. L’azionario abbina titoli a bassa
volatilità delle varie classi di asset ad azionari large cap concentrati sulle ‘grandi
quattro’: Usa, Cina, Germania, Giappone, le aziende più grandi nelle economie
ad oggi più grandi. Il portafoglio è un 80/20 (azionario all’80%) con una concentrazione
valutaria 50% euro e 50% rischio valuta, ed è conforme alle regole UCITS
(minima esposizione a titoli fallibili).
Composizione:
2000 euro CCT
Euribor6m+0,55% Settembre2026 (ISIN IT0005331878) sottoscritto a 94,5 per 1890
euro
100 quote di ETF
UBS USD Emerging Markets Sovereign (ISIN LU1324516308) sottoscritto a 12,75 per
1300,5 euro
90 quote ETF
xTrackers iBoxx Euro Corporate Yield Plus (ISIN IE00BYPHT736) sottoscritto a 16,888
per 1486,14 euro
8 quote di ETF
iShares Nikkey 225 JPY (IE00B52MJD48) sottoscritto a 161,72 per 1293,75 euro
20 quote di
ETF xTrackers Dax (LU0274211480) sottoscritto a 110,62 per 2212,4 euro
160 quote di
ETF xTrackers China Index (LU0514695690) sottoscritto a 14,118 per 2258,88 euro
40 quote di
ETF xTrackers MSCI Usa (IE00BJ0KDR00) sottoscritto a 69,78 per 2791,6 euro
88 quote ETF iShares
MSCI Emerging Minimum Volatility (IE00B8KGV557) sottoscritto a 25,43 per
2237,84 euro
44 Quote ETF
iShares S&P500 Minimum Volatility (IE00B6SPMN59) sottoscritto a 51,15 per
2250,6 euro
50 Quote ETF
iShares Edge MSCI Europe Minimum Volatility (IE00B86MWN23) sottoscritto a 44,00
per 2200 euro
34 Quote ETF
Lyxor Core Stoxx Europe 600 (LU0908500753) sottoscritto a 148,94 per euro
5063,96
Totale
investito al 14.08.2019: 24985,67 euro
Durata: 7 anni
fino al settembre 2026.
Calliope (lungo
termine):
La musa dell’epica
va infine ad accompagnare il portafoglio più di lungo termine e più aggressivo
in assoluto. Si tratta essenzialmente di una variante di Urania dove l’assestamento
su corsi sufficientemente lunghi da sperare di ignorare le circostanze di ciclo
economico, permette di mettere in campo più investimenti tematici e strategici.
Il corso segue essenzialmente l’azionario mondiale con l’indice All Country
World che fa da spina dorsale, a questo abbina delle strategie ‘momentum’ e dei
tematici conservativi in un caso (immobiliare senza rischio valuta) e
prettamente growth e tecnologici con l’investimento nel certificato sulla
tecnologia 5G (la cui, ci auguriamo, ampia crescita speriamo possa darci anche
un po' di efficienza fiscale a scadenza). Non escludo neppure l’obbligazionario
high yield europeo (a capitalizzazione però!) che per portafogli più brevi
considererei in questo momento un po' troppo rischioso data la dinamica dei
tassi obbligazionari europei. E’ un portafoglio azionario all’85% ed al 15%
obbligazionario (emergenti ed high yield oltretutto), con orizzonte temporale
di oltre 9 anni ed un’esposizione valutaria 50% scarso in euro ed il resto
esposto a rischio valuta. E’ conforme ai criteri Ucits.
Composizione:
100 quote di ETF UBS USD Emerging Markets Sovereign (ISIN
LU1324516308) sottoscritto a 12,75 per 1300,5 euro
34 Quote ETF Lyxor Core Stoxx Europe 600 (LU0908500753)
sottoscritto a 148,94 per euro 5063,96
8 quote di ETF iShares Nikkey 225 JPY (IE00B52MJD48)
sottoscritto a 161,72 per 1293,75 euro
12 quote Tracking Certificate Vontobel Solactive 5G
Technology dic2028 (DE000VN9EGH2) sottoscritto a 107,3 per 1287,6 euro
43 quote di ETF SPDR MSCI All Country World Index (IE00B44Z5B48)
sottoscritto a 115,87 per 4982,41 euro
100 Quote ETF
iShares Edge MSCI World Momentum Factor (IE00BP3QZ825) sottoscritto a
38,92 per 3892 euro
100 quote ETF iShares Core MSCI Emerging Markets
(IE00BKM4GZ66) sottoscritto a 23,03 per 2303 euro
10 quote ETF Amundi Euro High Yield Liquid Bond (LU1681040496)
sottoscritto a 230,66 per euro 2306,6 euro
80 quote ETF iShares European
Property ex-UK (IE00B0M63177) sottoscritto a 33,24 per euro 2659,2 euro
Totale
investito al 14.08.2019: 24979,07 euro
Durata: 9 anni
e 4 mesi fino a fine dicembre 2028.
P.C. 15 agosto 2019
P.C. 15 agosto 2019
mercoledì 7 agosto 2019
Nove semplici portafogli: le Muse ispiratrici per un piccolo risparmiatore (Parte II)
Dopo aver simulato 3 semplici portafogli
con ipotetico investimento di 25000 euro (tutti titoli che posso sottoscrivere in
autonomia da home banking) che fossero ‘prudenti’ (essenziale obiettivo
primario la conservazione del capitale investito alla scadenza), passo alle tre
“muse” dei portafogli bilanciati. Si tratta di investimenti a rischio moderato,
si affronta il rischio di una contenuta perdita al termine dell'investimento a fronte di una prospettiva significativamente più consistente di rendimento.
PORTAFOGLI BILANCIATI:
Thalia
(breve termine)
La musa della commedia ispira un portafoglio a rischio
bilanciato, ma di breve termine. Il portafoglio dura fino a giugno 2022 (2 anni
e 10 mesi), data di scadenza del nostro titolo governativo di ‘liquidità’ il
CCT euribor 6 mesi + 0,55%. Salvo questo titolo il capitale è investito
interamente in ETF e Sicav, alcuni dei quali hanno in realtà un periodo di
detenzione consigliabile più lungo (ma la diversificazione ci auguriamo che
bilanci). Il portafoglio è al 15% azionario ed al 85% obbligazionario. La
concentrazione è all’80% sull’euro. Non è conforme alle regole UCITS a causa
della sovraesposizione al titolo di stato italiano.
Composizione:
33 quote di ETF xTrackers US Treasuries Euro Hedged (LU1399300455)
sottoscritto a 119,3 per 3936,9 euro
20 quote di ETF Amundi ETF Floating USD Corporate
(LU1681040900) sottoscritto a 97,2 per 1944 euro
330 quote di SICAV Invesco Pan European High Income (LU0794791011)
sottoscritta a 15,22 per 5022 euro
40 quote di ETF Vanguard FTSE All-World (IE00B3RBWM25)
sottoscritto a 73,78 per 2951,2 euro
25 quote di
ETF Pimco Short Term High Yield euro hedged (IE00BF8HV600) sottoscritto a 87,12
per 2178 euro
Totale investito al 07.08.2019: 24970,9 euro
Durata: 2 anni e 10 mesi, termina il 30 giugno 2022
La musa del canto e della poesia da il nome ad un
portafoglio assolutamente bilanciato: orizzonte temporale medio (5 anni e 3
mesi), rischio bilanciato (medio). L’obiettivo viene realizzato tramite un’esposizione
all’azionario del 46%, generando quindi un portafoglio bilanciato 45/55.
Similmente il 44% dell’investimento è a rischio valuta (valute non-euro),
mentre il 56% si concentra sull’euro. L’utilizzo di un CCT per la parte
governativa/liquida in euro non lo rende conforme alle regole UCITS (l’impatto
di un default dello Stato Italiano sarebbe, come dire, ‘troppo rilevante’ sulla
performance di portafoglio).
Composizione:
135 quote di ETF iShares Stoxx Europe 600 (DE0002635307)
sottoscritto a 36,56 per 4935,6 euro
50 quote di ETF Vanguard S&P500 (IE00B3XXRP09)
sottoscritto a 48,41 per 2420,5 euro
50 quote di ETF Vanguard MSCI Emerging Markets (IE00B3VVMM84)
sottoscritto a 47,87 per 2393,5 euro
3 quote di ETF Amundi ETF MSCI Pacific ex-Japan (LU1602144906) sottoscritto a 528,95 per 1586,85
euro
20000 NOK di obbligazione sovranazionale EIB TF 1,5% Gen2024
Nok (XS1555330999) sottoscritta a 100,53 per 2010,6 euro
5000 euro di CCT Euribor6 mesi +1,1% ottobre 2024 (IT0005252520)
sottoscritto a 99,13 per 4956,5 euro
75 quote di ETF Amundi Barclays Euro Aggregate Bond (LU1437018168)
sottoscritto a 53,73 per 4029,75 euro
27 quote di ETF VanEck Emerging Markets High Yield Corporate
Bond (IE00BF541080) sottoscritto a 95,96 per 2590,92 euro
Totale investito al 07.08.2019: 24924,31 euro
Durata: 5 anni e 3 mesi, termina il 30 ottobre 2024
Polimnia (lungo termine)
La musa dell’eloquenza rappresenta, infine, un portafoglio
bilanciato di lungo termine. La durata è fissata a 8 anni con un’esposizione
azionaria del 58% assume l’impostazione di un bilanciato dinamico 55/45. L’esposizione
valutaria è anch’essa intorno al 60% (significativa). Il portafoglio risulta grossomodo conforme alle regole
UCITS perché non è molto esposto al rischio di controparte grazie al ricorso principalmente
ad ETF.
Composizione:
3000$ di titolo di stato Usa TNote 1,5% 15.8.26
(US9128282A70) sottoscritto a 98,92 per 2641,16 euro
135 quote di ETF iShares Stoxx Europe 600 (DE0002635307)
sottoscritto a 36,56 per 4935,6 euro
38 quote di ETF Vanguard S&P500 (IE00B3XXRP09)
sottoscritto a 48,41 per 1839,58 euro
9 quote di ETF Invesco QQQ (IE0032077012)
sottoscritto a 163,26 per 1469,34 euro
97 quote di ETF iShares BRIC 50 usd (IE00B1W57M07)
sottoscritto a 25,65 per 2488,05 euro
8 quote di ETF iShares Nikkey 225 JPY (IE00B52MJD48)
sottoscritto a 161,72 per 1293,75 euro
3000 $ obbligazione strutturata Goldman Sachs Finance
Corporate Libor3M min 3% max 6% lug 2027 usd (XS1841783894) sottoscritta a 105
per 2803,5 euro
30 quote di ETF iShares Global High Yield eur hedged (IE00B74DQ490)
sottoscritto a 85,59 per 2567,7 euro
48 quote di ETF iShares ETF
JPM Em.Loc.Gov. Bond (IE00B5M4WH52) sottoscritto a 52,83 per 2535,84
euro
62 quote di ETF Think Global Real Estate (NL0009690239)
sottoscritto a 40,04 per 2482,48 euro
Totale investito al 07.08.2019: 25057 euro
L'obiettivo rimarrà sempre misurare (a fine investimento o quando potrò) se queste simulazioni centreranno gli obiettivi che mi sono proposto.
P.C. 7 agosto 2019
giovedì 1 agosto 2019
BOEZIO: +3,8% in 4 mesi e mezzo
Dopo aver riscontrato il successo, in questi mesi di mercato in crescita, sia di Baliano (un bilanciato puro 50% azionario con strategia tematica) che di Deucalione (un bilanciato dinamico con 60% di azionario con strategia a distribuzione), non manchiamo l'appuntamento del 1° agosto con Boezio.
Boezio è un portafoglio multi-strategy (alternativa senz'altro più economica e speriamo più efficiente ai fondi multi-strategy) bilanciato "prudente" (se non fosse per la scelta aggressiva di alcuni obbligazionari e l'esposizione valutaria) con 20% solo di azionario e 80% di obbligazionario.
Al momento della creazione sono state scelte tre strategie che qualcuno definirebbe "flessibili" o "total return", per Boezio:
- Accumulo/Distribuzione: Boezio utilizza la parte obbligazionaria (e i dividendi di quella azionaria) per distribuire un reddito che 2 volte l'anno (1° febbraio e 1° agosto) reinveste in azionario. L'entrata nell'azionario (a distribuzione!) è quindi progressiva (PAC), mediando il prezzo (cioè investendo ulteriormente in asset azionari sotto la pari oppure in nuovi asset azionari).
- Strategia Tematica: Boezio ha selezionato gli investimenti su una logica 'opportunity' cercando di volta in volta di collocarsi strategicamente sul ciclo economico. Siamo partiti con energetico/infrastrutture/farmaceutico per le prospettive di crescita o di 'resistenza' al ciclo economico.
- Strategia su Valute: Boezio cerca di sfruttare anche i potenziali delle valute. E' nato estremamente esposto al dollaro (dato che a marzo 2019 era difficile avere un grande flusso cedolare su obbligazioni in euro), tanto da investire una piccola parte in derivati short sul dollaro, in modo che potessero compensare una minusvalenza valutaria in caso di ribasso della valuta al termine di uno dei bond.
Seguendo la logica di Boezio quindi (il portafoglio... non il filosofo!) andiamo per prima cosa a fare i conti di quanto i nostri 100mila investiti a marzo ci hanno distribuito di dividendi e cedole nette in questi 4 mesi e mezzo:
Andiamo quindi ad investire in un'ottica opportunistica in azionario questi 985 euro. La mia valutazione è stata che non ho un beneficio di riduzione del Prezzo Medio di Carico aggiungendo agli investimenti già nel portafoglio (dato che sono tutti sopra la pari) ed ho quindi valutato un altro ETF azionario. Avendo già una notevole concentrazione sul dollaro (che va oltretutto ad abbassare i tassi d'interesse... così come l'euro dopotutto) ho scelto un asset class alternativa sia come valuta che come area geografica, in modo da diversificare il più possibile l'attuale portafoglio: il Giappone.
Con i 985 euro netti accumulati sull'ipotetico conto corrente di Boezio vado a sottoscrivere 53 quote di ETF xTrackers Nikkey 225 JPY, titolo in Yen Giapponesi (JPY) di ottima qualità che replica fisicamente l'indice delle 225 aziende dell'indice di borsa di Tokyo e che distribuisce a sua volta dividendo una volta l'anno.
Ecco la nostra performance finale di Boezio dopo 4 mesi e mezzo:
L'attuale performance del portafoglio è di +3,8% con il capitale che è stato incrementato a 104150 euro.
Il prossimo appuntamento è al 1° febbraio 2019, per reinvestire le cedole ed i dividendi che avremo nel frattempo incassato.
P.C. 01.08.2019
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